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Calcoli renali? Un magnete potrebbe risolvere il problema

Una tecnica basata su gel magnetico potrebbe rendere più efficace la rimozione dei calcoli renali, riducendo la necessità di interventi multipli.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 31/10/2025 alle 08:25

La notizia in un minuto

  • Ricercatori di Stanford hanno sviluppato un gel magnetico combinato con un dispositivo a filo che permette di rimuovere i frammenti di calcoli renali in modo più efficiente, riducendo interventi chirurgici e danni ai tessuti
  • Le tecniche attuali lasciano indietro circa il 40% dei frammenti, che possono formare nuovi calcoli, mentre il sistema magnetico cattura frammenti di qualsiasi dimensione in un'unica operazione
  • I test sui maiali hanno mostrato risultati promettenti senza effetti collaterali, con sperimentazioni umane previste entro un anno

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La rimozione dei calcoli renali potrebbe presto diventare più semplice e meno invasiva grazie a una tecnologia innovativa che sfrutta le proprietà magnetiche. Un team di ricercatori della Stanford University in California ha sviluppato un sistema che combina un gel magnetico con un dispositivo a filo per estrarre i frammenti di calcoli in modo più efficiente rispetto alle tecniche tradizionali. L'obiettivo è ridurre sia il numero di interventi chirurgici necessari sia i danni ai tessuti che spesso accompagnano le procedure standard.

I calcoli renali, che si formano quando i minerali presenti nelle urine cristallizzano, rappresentano un disturbo diffuso e particolarmente doloroso quando si bloccano nei reni o negli ureteri, i condotti che collegano questi organi alla vescica. La gestione di questi depositi minerali richiede attualmente approcci che frantumano le formazioni in pezzi più piccoli, utilizzando laser inseriti attraverso un tubo sottile o onde ultrasoniche applicate dall'esterno del corpo.

Il vero problema emerge nella fase successiva alla frammentazione. Con le tecniche attuali, i chirurghi devono recuperare i frammenti uno alla volta usando un cestello metallico che viene ripetutamente inserito ed estratto attraverso l'uretra. Questo processo non solo può danneggiare i tessuti circostanti, ma lascia indietro circa il 40% dei frammenti, specialmente quelli più piccoli che scivolano attraverso le maglie del cestello. Questi residui rappresentano un rischio concreto: possono diventare il nucleo per la formazione di nuovi calcoli.

Il gel magnetico cattura frammenti di qualsiasi dimensione

Joseph Liao e il suo team hanno testato la nuova metodologia su quattro maiali, inserendo nei loro reni dozzine di frammenti di calcoli renali umani. Dopo aver iniettato il gel magnetico negli organi, i ricercatori hanno utilizzato un filo magnetico inserito attraverso l'uretra per recuperare multipli frammenti simultaneamente. Come ha spiegato lo stesso Liao, il sistema funziona come una sorta di magnete che attrae una massa compatta di frammenti, permettendo di rimuoverne grandi quantità in una sola operazione.

I vantaggi di questo approccio sono molteplici. Innanzitutto, riducendo il numero di passaggi necessari per entrare e uscire dai reni, si limiterebbe significativamente il danno ai tessuti. Inoltre, a differenza dei cestelli tradizionali, il dispositivo magnetico può catturare frammenti di qualsiasi dimensione, il che significa potenzialmente una rimozione completa dei residui e quindi un minor rischio di recidive e interventi successivi.

Veronika Magdanz, ricercatrice presso l'University of Waterloo in Canada non coinvolta nello studio, ha definito l'approccio "molto promettente", sottolineando come qualsiasi sistema in grado di aumentare il tasso di successo nella raccolta dei frammenti rappresenti un passo avanti significativo. Gli esperimenti sui maiali non hanno mostrato effetti collaterali legati al gel, che si è rivelato né tossico né dannoso per i tessuti, un risultato che Magdanz considera un'ottima notizia per lo sviluppo futuro della tecnologia.

Dopo aver perfezionato la tecnica attraverso ulteriori studi sugli animali, il team di Stanford prevede di avviare le sperimentazioni sugli esseri umani entro circa un anno. Se i risultati confermeranno l'efficacia e la sicurezza del metodo, milioni di persone che soffrono di calcoli renali potrebbero beneficiare di un approccio terapeutico meno invasivo e più risolutivo rispetto alle opzioni attualmente disponibili.

Fonte dell'articolo: www.newscientist.com

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