Le nuove linee guida dietetiche federali statunitensi per il periodo 2026-2030, presentate mercoledì dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. insieme ai Dipartimenti dell'Agricoltura e dei Servizi Sanitari, hanno generato un dibattito senza precedenti nella comunità scientifica internazionale. A destare preoccupazione non è tanto il ritardo nella pubblicazione – inizialmente prevista per l'estate 2025 e posticipata a causa dello shutdown governativo – quanto il contenuto stesso delle raccomandazioni, che si discosta significativamente dalle evidenze scientifiche accumulate negli ultimi decenni sulla nutrizione e la prevenzione cardiovascolare.
Il cuore della controversia risiede nella nuova piramide alimentare proposta dal documento governativo. A differenza delle precedenti edizioni, che negli ultimi quindici anni avevano progressivamente abbandonato la rappresentazione piramidale in favore del più intuitivo "MyPlate" – un piatto suddiviso in sezioni che illustra visivamente le proporzioni ideali tra i diversi gruppi alimentari – le nuove linee guida reintroducono un triangolo invertito con al vertice "proteine, latticini e grassi sani" da un lato e "verdura e frutta" dall'altro. L'immagine di apertura mostra una bistecca in primo piano, mentre al centro della piramide campeggia un panetto di burro.
Secondo Gabby Headrick, direttrice associata per le politiche alimentari e nutrizionali presso l'Institute for Food Safety & Nutrition Security della George Washington University, questa scelta grafica rappresenta un passo indietro di oltre un decennio. La rappresentazione a piramide, largamente utilizzata negli anni Novanta, era stata progressivamente abbandonata proprio perché confondeva i consumatori riguardo alle proporzioni effettive che ciascun gruppo alimentare dovrebbe occupare nel regime quotidiano. Il sistema MyPlate, adottato dal Servizio Sanitario Nazionale britannico e dalle precedenti linee guida statunitensi, aveva dimostrato maggiore efficacia nella comunicazione pubblica, traducendo visivamente il concetto che metà del piatto dovrebbe essere costituito da verdure e frutta.
L'aspetto più problematico delle nuove raccomandazioni riguarda però la definizione di "grassi sani", categoria in cui vengono ora inclusi burro e sego bovino – quest'ultimo particolarmente apprezzato dal movimento MAHA (Make America Healthy Again). Dal punto di vista della composizione nutrizionale, un cucchiaio di sego bovino contiene circa sei grammi di grassi saturi, mentre la stessa quantità di burro ne contiene sette, a fronte dei soli due grammi presenti in un cucchiaio di olio d'oliva. José Ordovás, nutrizionista senior presso la Tufts University, sottolinea come decenni di ricerca cardiovascolare abbiano stabilito una correlazione solida tra elevato consumo di grassi saturi e aumento del rischio di malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte negli Stati Uniti.
Un'altra modifica sostanziale riguarda le raccomandazioni sull'apporto proteico giornaliero, ora fissato tra 1,2 e 1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo, un aumento del cinquanta-cento per cento rispetto alle precedenti linee guida. Ordovás evidenzia come questo incremento comporti il rischio concreto di un parallelo aumento dell'assunzione calorica totale e dei grassi saturi, particolarmente se le fonti proteiche privilegiate sono carni rosse e latticini interi. Il ricercatore raccomanda cautela, suggerendo di orientarsi verso la soglia inferiore dell'intervallo proposto.
Le aspettative della comunità scientifica erano diverse. Il rapporto scientifico pubblicato nel 2024 – frutto di anni di lavoro da parte di commissioni di esperti – non conteneva raccomandazioni di questo tipo. Gli scienziati si attendevano piuttosto che le nuove linee guida recepissero le evidenze emergenti sui rischi associati agli alimenti ultraprocessati e sui danni anche a bassi livelli di consumo alcolico, oltre a integrare considerazioni sulla sostenibilità ambientale dei sistemi alimentari. Nessuna di queste aspettative è stata soddisfatta. Le indicazioni sull'alcol rimangono vaghe, limitandosi a consigliare di "consumarne meno per una salute migliore" senza specificare parametri quantitativi o soglie di riferimento.
Headrick rileva che le raccomandazioni su carne rossa e latticini interi risultano particolarmente problematiche considerando l'assenza di nuove evidenze scientifiche che giustifichino un cambiamento rispetto alle precedenti linee guida. L'impatto ambientale della produzione di carne rossa e latticini – aspetto che molti ricercatori speravano venisse finalmente integrato nelle raccomandazioni – è stato completamente ignorato. Il processo di elaborazione delle nuove linee guida appare, secondo diversi esperti interpellati, "opaco": molti contributori delle precedenti edizioni e autori del rapporto scientifico del 2024 hanno declinato l'invito a commentare pubblicamente, lasciando trasparire disappunto per il mancato utilizzo del lavoro svolto.
Non tutto nelle nuove linee guida è da respingere: le raccomandazioni di base mantengono validità scientifica, incoraggiando il consumo di alimenti integrali, verdura e frutta fresca, limitando alimenti ultraprocessati e zuccheri aggiunti. Tuttavia, l'enfasi posta su carne rossa, burro e grassi animali rappresenta una divergenza significativa dal consenso scientifico internazionale sulla prevenzione cardiovascolare e oncologica. Le linee guida federali statunitensi non sono un documento meramente consultivo: influenzano concretamente i programmi di assistenza alimentare, le mense scolastiche e le politiche di sanità pubblica, raggiungendo milioni di cittadini.