image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Sclerosi multipla, identificato il ruolo di EBV Sclerosi multipla, identificato il ruolo di EBV...
Immagine di Piccoli hacker inconsapevolmente cattivi Piccoli hacker inconsapevolmente cattivi...

Una malattia cerebrale silenziosa quadruplica il rischio di demenza

L’accumulo di amiloide nei vasi cerebrali è associato a un forte aumento del rischio di demenza, anche in assenza di ictus o sanguinamenti cerebrali.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 03/02/2026 alle 08:50

La notizia in un minuto

  • L'angiopatia amiloide cerebrale (CAA) quadruplica il rischio di demenza entro cinque anni, con il 42% dei pazienti che sviluppa declino cognitivo anche in assenza di ictus
  • Lo studio su quasi 2 milioni di pazienti Medicare rivela che i meccanismi non vascolari della CAA sono più rilevanti dell'ictus stesso nello sviluppo della demenza
  • I risultati evidenziano la necessità di screening cognitivi precoci dopo diagnosi di CAA per interventi tempestivi sul declino cognitivo

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

L'accumulo di proteine amiloidi nelle pareti dei vasi sanguigni cerebrali rappresenta un fattore di rischio per la demenza significativamente più rilevante di quanto finora ipotizzato dalla comunità scientifica. Un'ampia analisi condotta negli Stati Uniti su quasi due milioni di pazienti anziani ha infatti dimostrato che l'angiopatia amiloide cerebrale (CAA, dall'acronimo inglese) quadruplica il rischio di sviluppare demenza entro cinque anni dalla diagnosi, indipendentemente dal fatto che il paziente abbia subito o meno un ictus. La ricerca, che verrà presentata alla Conferenza Internazionale sull'Ictus dell'American Stroke Association a New Orleans nel febbraio 2026, getta nuova luce sui meccanismi non vascolari che collegano questa patologia al declino cognitivo.

L'angiopatia amiloide cerebrale è una condizione neurologica caratterizzata dall'accumulo progressivo di proteine amiloidi all'interno delle pareti dei vasi sanguigni cerebrali, processo che nel tempo ne compromette l'integrità strutturale. Sebbene piccole quantità di amiloide possano depositarsi fisiologicamente durante l'invecchiamento senza causare sintomi evidenti, la diagnosi clinica di CAA viene formulata quando tali depositi raggiungono livelli tali da danneggiare i vasi e interferire con le normali funzioni cerebrali. Nei casi più avanzati, le pareti vascolari indebolite possono fratturarsi, provocando emorragie cerebrali e ictus emorragici.

Il team di ricerca guidato da Samuel S. Bruce, professore assistente di neurologia presso la Weill Cornell Medicine di New York, ha analizzato i dati sanitari di 1.909.365 beneficiari del programma Medicare di età pari o superiore a 65 anni, coprendo il periodo dal 2016 al 2022. L'approccio metodologico ha previsto il monitoraggio delle transizioni tra diverse condizioni cliniche: assenza di CAA o ictus, CAA isolata, ictus isolato, o presenza di entrambe le patologie. Questo disegno di studio ha permesso di calcolare con precisione la durata della permanenza in ciascuna categoria e identificare il momento della prima diagnosi di demenza.

I risultati hanno evidenziato che il 42% dei pazienti con CAA ha sviluppato demenza entro cinque anni dalla diagnosi, rispetto a circa il 10% delle persone senza questa condizione. Gli individui con CAA ma senza storia di ictus presentavano una probabilità 4,3 volte superiore di ricevere una diagnosi di demenza rispetto a quelli privi di entrambe le condizioni. Quando CAA e ictus coesistevano, questo rischio saliva a 4,5 volte. In confronto, i pazienti che avevano subito un ictus senza CAA mostravano un aumento del rischio limitato a 2,4 volte.

Il rischio di demenza nelle persone con angiopatia amiloide cerebrale senza ictus era paragonabile a quello dei pazienti che avevano subito sia CAA che ictus, entrambi significativamente superiori rispetto all'ictus isolato

Come ha sottolineato Bruce, l'aspetto più rilevante emerso dall'analisi riguarda proprio questa equivalenza di rischio: "Ciò che risalta è che il rischio di sviluppare demenza tra coloro che presentano CAA senza ictus era simile a quello dei pazienti con CAA e ictus, e in entrambi i casi l'incidenza di demenza era più elevata rispetto ai partecipanti con solo ictus. Questo suggerisce che meccanismi non correlati all'ictus giocano un ruolo strumentale nel rischio di demenza associato alla CAA". Tale evidenza sposta l'attenzione dai danni vascolari acuti verso processi patologici più sottili e cronici.

Steven M. Greenberg, professore di neurologia alla Harvard Medical School di Boston e autore di una revisione scientifica sulla CAA pubblicata sulla rivista Stroke, ha commentato i risultati inserendoli in un quadro più ampio: le malattie dei piccoli vasi cerebrali rappresentano contributori maggiori alla demenza, particolarmente quando la CAA si manifesta in concomitanza con la malattia di Alzheimer, creando una combinazione particolarmente dannosa. La frequente coesistenza di depositi amiloidi sia nei vasi sanguigni (caratteristica della CAA) che nel parenchima cerebrale (tipica dell'Alzheimer) suggerisce processi patologici parzialmente sovrapposti che amplificano reciprocamente i loro effetti neurodegenerativi.

Dal punto di vista metodologico, lo studio presenta alcune limitazioni riconosciute dagli stessi autori. L'analisi si è basata su codici diagnostici amministrativi estratti dalle richieste di rimborso Medicare, piuttosto che su valutazioni cliniche dettagliate, il che può comportare errori di classificazione. Per mitigare questo problema, i ricercatori hanno utilizzato codici diagnostici precedentemente validati in letteratura come rappresentativi accurati delle condizioni cliniche reali. Inoltre, l'assenza di dati di neuroimaging ha limitato la possibilità di confermare con maggiore precisione le diagnosi di CAA e ictus attraverso tecniche come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata.

Il campione analizzato comprendeva il 54% di donne e 46% di uomini, con un'età media di 73 anni. La composizione etnica rifletteva la demografia statunitense con l'82,4% di adulti bianchi, il 7,3% di adulti neri e il 10,3% di individui appartenenti ad altri gruppi etnici. Durante il periodo di osservazione, 752 individui (0,04% del campione totale) hanno ricevuto una diagnosi di CAA, confermando la relativa rarità di questa condizione nella popolazione generale anziana.

Le implicazioni cliniche di questa ricerca sono significative per la gestione dei pazienti con CAA. I risultati evidenziano la necessità di implementare screening cognitivi precoci e routinari dopo una diagnosi di angiopatia amiloide cerebrale, anche in assenza di eventi cerebrovascolari acuti. La detection precoce delle alterazioni della memoria e delle funzioni esecutive potrebbe consentire interventi tempestivi mirati a rallentare la progressione del declino cognitivo, attraverso la gestione dei fattori di rischio cardiovascolare, il controllo della pressione arteriosa e potenzialmente l'adozione di strategie neuroprotettive.

I ricercatori sottolineano la necessità di studi prospettici futuri che seguano i pazienti nel tempo utilizzando metodi diagnostici standardizzati per CAA e ictus, inclusa la neuroimaging avanzata. Tali indagini potrebbero chiarire ulteriormente i meccanismi molecolari attraverso cui l'accumulo vascolare di amiloide conduce alla neurodegenerazione, aprendo potenzialmente nuove vie terapeutiche.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
IA a pagamento? No grazie (e ti spiego perché)

Hardware

IA a pagamento? No grazie (e ti spiego perché)

#2
NVIDIA sta preparando una GPU superiore alla RTX 5090 per quest'anno
6

Hardware

NVIDIA sta preparando una GPU superiore alla RTX 5090 per quest'anno

#3
Mi sto stancando di un settore che vive copiando Apple

EDITORIALE

Mi sto stancando di un settore che vive copiando Apple

#4
NotebookLM si prepara a integrare una funzione di Gemini

Hardware

NotebookLM si prepara a integrare una funzione di Gemini

#5
Apple è pronta a rinnovare la gamma iPad e MacBook a breve
3

Hardware

Apple è pronta a rinnovare la gamma iPad e MacBook a breve

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Piccoli hacker inconsapevolmente cattivi

Scienze

Piccoli hacker inconsapevolmente cattivi

Di Veronica M. Pruinelli ed Erik Pietro Sganzerla
Sclerosi multipla, identificato il ruolo di EBV

Scienze

Sclerosi multipla, identificato il ruolo di EBV

Di Antonello Buzzi
Così COVID e H1N1 si diffusero in poche settimane

Scienze

Così COVID e H1N1 si diffusero in poche settimane

Di Antonello Buzzi
Marocco, resti umani riscrivono l’evoluzione

Scienze

Marocco, resti umani riscrivono l’evoluzione

Di Antonello Buzzi
Il mito delle erbacce smontato dalla scienza

Scienze

Il mito delle erbacce smontato dalla scienza

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.