Il modo in cui i nostri antenati preparavano il cibo potrebbe aver seguito tradizioni specifiche tramandate di generazione in generazione, proprio come accade oggi nelle diverse cucine regionali italiane. Una nuova ricerca condotta in due grotte del nord di Israele rivela che i Neanderthal svilupparono tecniche distintive per macellare le loro prede, suggerendo l'esistenza di vere e proprie culture culinarie localizzate. Questo studio, pubblicato di recente, offre uno sguardo affascinante su come questi nostri parenti estinti, scomparsi circa 40.000 anni fa, non si limitassero a procurarsi il cibo per sopravvivere, ma avessero sviluppato approcci sofisticati e culturalmente specifici alla preparazione alimentare.
Tecniche di macellazione diverse a pochi chilometri di distanza
Le grotte di Amud e Kebara, separate da appena 70 chilometri e occupate durante lo stesso periodo storico tra 50.000 e 60.000 anni fa, hanno fornito agli archeologi un laboratorio naturale per studiare le differenze culturali locali. Anaëlle Jallon dell'Università Ebraica di Gerusalemme e il suo team hanno analizzato al microscopio le ossa rinvenute in entrambi i siti, scoprendo pattern di taglio sorprendentemente diversi nonostante l'uso di strumenti simili in selce.
I ricercatori hanno osservato che mentre a Kebara i tagli erano più variabili in larghezza e profondità, ad Amud risultavano più concentrati in grandi gruppi e si sovrapponevano più frequentemente. Questa differenza si manifestava anche quando venivano analizzate specificamente le ossa lunghe di gazzelle, la preda principale in entrambi i siti, suggerendo che non si trattasse semplicemente di una questione legata a diversi tipi di animali cacciati.
Più che semplice sopravvivenza: l'emergere di tradizioni culinarie
La scoperta assume particolare rilevanza quando si considera che i Neanderthal di entrambe le grotte avevano accesso alle stesse risorse: gazzelle e daini costituivano la base della loro dieta, integrata occasionalmente con prede più grandi come cinghiali e uri. Il paesaggio, il clima e le specie animali disponibili erano sostanzialmente identici, eppure le tecniche di lavorazione della carne differivano significativamente.
Secondo Jallon, le differenze osservate potrebbero riflettere scelte deliberate nella preparazione del cibo. I Neanderthal di Amud potrebbero aver fatto essiccare la carne o averla lasciata appendere prima della cottura, richiedendo così tagli più numerosi e forse il lavoro di squadre più numerose per la macellazione.
Tradizioni tramandate attraverso i secoli
L'analisi dei diversi strati sedimentari ha rivelato un aspetto ancora più interessante: i pattern di taglio caratteristici di ciascun sito rimasero costanti nel tempo. Ad Amud, in particolare, le tecniche di macellazione si mantennero invariate attraverso diversi periodi di occupazione, suggerendo che gruppi ricorrenti mantennero le stesse tradizioni per secoli.
Come sottolinea Ceren Kabukcu dell'Università di Liverpool, è possibile immaginare la situazione come "due gruppi che vivono molto vicini e, diciamo, entrambi tagliano della carne - ma in un sito sembrano tagliare più vicino all'osso, ricavando tutta la carne possibile". Questa osservazione riecheggia le differenze che ancora oggi possiamo osservare tra diverse tradizioni culinarie regionali.
Implicazioni per la comprensione dell'evoluzione culturale
La ricerca suggerisce che quello che potremmo considerare un comportamento puramente utilitaristico - la macellazione per il consumo - fosse in realtà influenzato da fattori sociali e culturali. Studi precedenti su società più recenti hanno dimostrato che variazioni simili nei segni di taglio non indicano mancanza di competenza, ma piuttosto differenze nelle tecniche apprese e trasmesse.
Sebbene non sia possibile determinare con certezza se le grotte fossero occupate simultaneamente o a distanza di secoli, l'evidenza di tradizioni mantenute nel tempo ad Amud indica che questi gruppi di Neanderthal avevano sviluppato sistemi culturali stabili capaci di perpetuarsi attraverso le generazioni.
Questa scoperta amplia la nostra comprensione dei Neanderthal, che già sapevamo utilizzare coltelli in selce per macellare le prede, cucinare una vasta gamma di animali e arricchire i loro pasti con erbe selvatiche. La ricerca dimostra che la diversità culturale nelle pratiche alimentari non è un'esclusiva dell'Homo sapiens, ma rappresenta una caratteristica più antica e fondamentale dell'evoluzione umana.