C'è un momento in cui la domotica smette di essere un insieme di gadget disconnessi e diventa qualcosa di più simile a un sistema nervoso domestico. SwitchBot, azienda giapponese tra i protagonisti della robotica domestica abilitata dall'intelligenza artificiale, sembra aver puntato proprio su questa visione con il lancio di SwitchBot AI Hub, un dispositivo che si propone come il primo agente AI locale per la casa in grado di supportare OpenClaw, un framework open-source per agenti AI autonomi. L'annuncio è arrivato da Tokyo il 9 febbraio 2026 e ha attirato l'attenzione degli appassionati di smart home per la combinazione insolita di funzionalità concentrate in un unico hub.
Per capire cosa rende questo dispositivo diverso dai tradizionali hub domotici, bisogna partire da un concetto chiave: il funzionamento in locale. A differenza delle soluzioni cloud che elaborano i dati sui server remoti di grandi aziende tecnologiche, SwitchBot AI Hub esegue i processi direttamente sul dispositivo, all'interno delle mura domestiche. Questo approccio, noto come edge computing, non è solo una scelta tecnica ma una dichiarazione precisa sulle priorità: la privacy dell'utente e la continuità operativa anche in assenza di connessione stabile ai server esterni.
Al cuore del sistema c'è l'integrazione di Vision-Language Models (VLM), tecnologie capaci di interpretare immagini e video con una comprensione simile a quella umana, combinandola con la capacità di generare testo descrittivo. Collegando all'hub le telecamere compatibili, come la SwitchBot Pan/Tilt Cam 2K o 3K Plus, il videocitofono intelligente SwitchBot o qualsiasi telecamera di terze parti con protocollo RTSP, il dispositivo riesce a interpretare gli eventi reali che accadono in casa, generare riassunti automatici, rispondere a ricerche nel filmato registrato e inviare alert più precisi rispetto ai sistemi di rilevamento basati sul solo movimento.
Queste descrizioni generate dall'AI non servono solo a informare l'utente, ma possono diventare veri e propri trigger per automatismi complessi. Se il sistema rileva che un bambino è rimasto solo in cucina, o che un animale domestico ha rovesciato qualcosa, può avviare una sequenza di azioni predefinite senza che l'utente debba intervenire manualmente. Scenari simili, fino a poco tempo fa, richiedevano configurazioni elaborate e competenze tecniche non banali.
L'integrazione con OpenClaw rappresenta però la svolta più discussa. Questo framework open-source per agenti AI autonomi consente agli utenti di interagire con il proprio sistema domotico attraverso le app di messaggistica che già usano quotidianamente: WhatsApp, iMessage, Discord e altre cinquanta piattaforme. In pratica, anziché aprire un'app dedicata per abbassare le tapparelle o verificare la temperatura in casa, sarà sufficiente scrivere un messaggio in linguaggio naturale al proprio "contatto AI" nella chat preferita. Il supporto ufficiale a OpenClaw su SwitchBot AI Hub è previsto entro fine febbraio 2026 tramite aggiornamento software, mentre l'accesso alle SwitchBot Skills tramite OpenClaw dovrebbe arrivare entro marzo.
Attraverso OpenClaw, l'utente potrà chiedere informazioni sullo stato dell'abitazione, come temperatura, umidità o qualità dell'aria, visualizzare le riprese delle telecamere collegate, controllare singoli dispositivi come luci e condizionatori, e avviare automatismi già configurati. Il sistema non si limita però a rispondere ai comandi: grazie alla memoria delle abitudini dell'utente, OpenClaw può suggerire azioni proattive basate sui pattern comportamentali registrati nel tempo. Un esempio concreto: quando il videocitofono rileva qualcuno all'ingresso, l'hub cattura l'evento e invia un'immagine direttamente nella chat dell'utente, che può decidere in tempo reale se sbloccare la porta da remoto.
Sul versante della gestione video, AI Hub integra un sistema NVR locale alimentato da Frigate, software open-source molto apprezzato dalla comunità di Home Assistant. Il sistema supporta fino a otto telecamere simultanee, riconoscimento facciale sul dispositivo, registrazione video locale gratuita e storage espandibile fino a 16 terabyte. La possibilità di monitorare l'intera abitazione su un unico schermo e di installare opzionalmente Home Assistant rende il dispositivo particolarmente appetibile per chi già si muove nell'ecosistema open-source della domotica avanzata.
Dal punto di vista della connettività, l'hub supporta oltre cento dispositivi SwitchBot, il bridging Matter per trenta prodotti del brand, Wi-Fi dual-band e copertura Bluetooth estesa, con automazioni locali più rapide per i dispositivi che utilizzano quel protocollo. La compatibilità con piattaforme come Home Assistant, Apple Home e Google Home attraverso OpenClaw amplia ulteriormente le possibilità di integrazione con gli ecosistemi già in uso dagli utenti.
SwitchBot AI Hub è già disponibile all'acquisto sul sito ufficiale dell'azienda al prezzo di 259,99 euro per il mercato europeo, mentre la versione in bundle con la Pan/Tilt Cam Plus 3K è proposta a 299,99 euro. Il lancio commerciale precede dunque l'abilitazione completa delle funzionalità AI, che arriverà progressivamente nei prossimi mesi via aggiornamento software, una scelta che riflette la tendenza sempre più diffusa tra i produttori di hardware di vendere il dispositivo prima e completarne le funzionalità dopo.