La connessione tra salute intestinale e disturbi psichiatrici rappresenta uno dei campi più promettenti delle neuroscienze contemporanee. Un nuovo studio dell'Università di Victoria, in Canada, pubblicato sulla rivista Chronic Stress, aggiunge un tassello fondamentale a questa comprensione: una glicoproteina chiamata Reelina potrebbe rappresentare il punto di incontro tra la riparazione della barriera intestinale compromessa e la riduzione dei sintomi depressivi. La ricerca apre prospettive inedite per il trattamento del disturbo depressivo maggiore, soprattutto nei pazienti che presentano contemporaneamente condizioni gastrointestinali.
Lo stress cronico altera profondamente l'equilibrio fisiologico del tratto gastrointestinale, un sistema che in condizioni normali regola con precisione il passaggio dei nutrienti nel circolo ematico. Quando si manifesta uno stress prolungato, particolarmente in presenza di disturbo depressivo maggiore, la permeabilità della barriera intestinale aumenta progressivamente, determinando quella che viene comunemente definita "intestino permeabile" o leaky gut. Questa alterazione consente a batteri patogeni e tossine di attraversare la parete intestinale ed entrare in circolo, innescando una risposta infiammatoria del sistema immunitario che a sua volta aggrava i sintomi depressivi, creando un circolo vizioso.
Il professor Hector Caruncho, docente di scienze mediche presso l'Università di Victoria e autore corrispondente dello studio, sottolinea come le terapie basate sulla Reelina potrebbero offrire un approccio innovativo per affrontare simultaneamente la salute intestinale e cerebrale. La Reelina è una proteina presente in diversi tessuti corporei, tra cui cervello, sangue, fegato e intestino. "Questo studio mirava a comprendere il ruolo della Reelina nell'intestino, specialmente in condizioni di stress cronico", spiega Caruncho, aggiungendo che l'asse intestino-cervello sta diventando essenziale per comprendere molti disturbi psichiatrici, inclusa la depressione.
La metodologia sperimentale ha utilizzato modelli preclinici per valutare gli effetti dello stress cronico sui livelli di Reelina intestinale. I ricercatori hanno osservato che l'esposizione prolungata allo stress riduce significativamente la concentrazione di questa glicoproteina nell'intestino. Il dato più significativo riguarda l'intervento terapeutico: una singola iniezione di 3 µg di Reelina si è dimostrata sufficiente per ripristinare i livelli normali della proteina, suggerendo un potenziale terapeutico con dosaggi relativamente contenuti.
Studi precedenti avevano già documentato che i pazienti con diagnosi di disturbo depressivo maggiore presentano livelli ridotti di Reelina nel tessuto cerebrale. Osservazioni analoghe sono state rilevate in roditori sottoposti a stress cronico, nei quali la somministrazione endovenosa di Reelina ha prodotto effetti comportamentali paragonabili a quelli degli antidepressivi convenzionali. La ricerca aveva inoltre dimostrato che questa proteina è necessaria per il corretto rinnovamento del rivestimento intestinale, un processo biologico fondamentale.
Ciara Halvorson, dottoranda in neuroscienze presso l'Università di Victoria e prima autrice dello studio, evidenzia le implicazioni cliniche di questi risultati: "Considerati nell'insieme, questi dati potrebbero avere importanti ripercussioni per la gestione del disturbo depressivo maggiore, specialmente per le persone che convivono sia con la depressione che con condizioni gastrointestinali". La sovrapposizione tra sintomatologia psichiatrica e disturbi dell'apparato digerente è infatti molto frequente nella pratica clinica.
In condizioni fisiologiche, le cellule che costituiscono il rivestimento intestinale vengono completamente rinnovate ogni quattro-cinque giorni. Questo processo di rigenerazione rapida è cruciale poiché la mucosa intestinale è costantemente esposta a sostanze potenzialmente dannose provenienti dal contenuto digestivo. Se la Reelina protegge dall'intestino permeabile sostenendo questo meccanismo di rinnovamento cellulare, la proteina potrebbe indirettamente prevenire l'aggravamento dei sintomi depressivi innescati dalle risposte immunitarie infiammatorie al materiale intestinale che entra in circolo.
Nonostante siano necessarie ulteriori ricerche prima che trattamenti basati sulla Reelina possano essere utilizzati in ambito clinico, i risultati indicano un approccio terapeutico promettente. La capacità di agire simultaneamente sul cervello e sull'intestino potrebbe offrire una strategia più completa per il trattamento della depressione, superando i limiti degli interventi che si concentrano esclusivamente sulla neurotrasmissione cerebrale.