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Dal caos all’ordine con l’entanglement quantistico

I ricercatori hanno dimostrato un vantaggio quantico utilizzando luce entangled per analizzare il rumore di un sistema con poche misurazioni necessarie.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 26/09/2025 alle 16:15

La notizia in un minuto

  • Un team internazionale guidato dalla Technical University of Denmark ha dimostrato per la prima volta un vantaggio quantistico concreto, riducendo il tempo di caratterizzazione di un sistema quantistico da 20 milioni di anni a soli 15 minuti utilizzando la luce intrecciata
  • L'esperimento sfrutta l'entanglement quantistico tra due fasci di luce per eliminare il rumore di misurazione ed estraere più informazioni per ogni tentativo, rappresentando la prima prova sperimentale che i sistemi fotonici quantistici possono superare le capacità classiche
  • Il risultato apre nuove prospettive per applicazioni nel sensing quantistico e nell'apprendimento automatico, dimostrando che è possibile ottenere vantaggi pratici dalla meccanica quantistica senza attendere computer quantistici perfetti

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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L'accelerazione dell'apprendimento quantistico potrebbe rivoluzionare il modo in cui comprendiamo i sistemi complessi, e una recente ricerca pubblicata su Science dimostra per la prima volta un vantaggio quantistico concreto utilizzando la luce intrecciata. Il team internazionale guidato dalla Technical University of Denmark (DTU) è riuscito a ridurre drasticamente il tempo necessario per caratterizzare il comportamento di un sistema quantistico rumoroso: da 20 milioni di anni a soli 15 minuti. Questo risultato segna una pietra miliare nel campo delle tecnologie quantistiche, offrendo la prima prova sperimentale che i sistemi fotonici quantistici possono superare significativamente le capacità classiche.

Il laboratorio nel seminterrato che ha fatto la storia

Nel seminterrato del DTU Physics, i ricercatori hanno costruito un esperimento che utilizza componenti ottici standard operanti a lunghezze d'onda delle telecomunicazioni. La configurazione funziona anche in presenza di perdite ordinarie, un aspetto cruciale che dimostra come il vantaggio derivi dal metodo di misurazione piuttosto che dalla perfezione degli strumenti utilizzati. Il cuore dell'esperimento è uno "squeezer", un oscillatore parametrico ottico che manipola le fluttuazioni quantistiche della luce all'interno di una cavità ottica.

Il sistema sfrutta un canale ottico in cui impulsi luminosi multipli condividono lo stesso pattern di rumore. Due fasci di luce vengono preparati in modo da diventare intrecciati: uno serve per sondare il sistema, l'altro funge da riferimento. Una misurazione congiunta confronta entrambi i fasci in un'unica operazione, eliminando gran parte del "rumore di misurazione" ed estraendo più informazioni per ogni tentativo rispetto all'osservazione del solo fascio di prova.

Quando l'entanglement diventa la chiave del successo

L'entanglement quantistico rappresenta uno dei fenomeni più affascinanti della meccanica quantistica: due particelle o fasci di luce diventano così profondamente collegati che misurare uno di essi fornisce istantaneamente informazioni sull'altro. Nel contesto di questa ricerca, l'entanglement si è rivelato la soluzione a un problema che affligge scienziati e ingegneri in tutto il mondo: come caratterizzare sistemi fisici complessi senza dover effettuare un numero esorbitante di misurazioni.

Finalmente abbiamo trovato un sistema quantistico che fa qualcosa che nessun sistema classico potrà mai fare

"Abbiamo costruito un processo che potevamo controllare e abbiamo posto una domanda semplice: l'entanglement riduce il numero di misurazioni necessarie per apprendere un tale sistema? E la risposta è sì, di molto", spiega Ulrik Lund Andersen, professore al DTU Physics e autore corrispondente dello studio. La ricerca dimostra che nei dispositivi quantistici, dove il rumore quantistico fa parte integrante delle misurazioni, il numero di esperimenti richiesti per sistemi complessi può crescere esponenzialmente con le dimensioni del sistema.

Dalle fondamenta teoriche alla rivoluzione pratica

I fondamenti teorici di questo lavoro erano stati stabiliti nel 2024 con la pubblicazione di "Entanglement-Enabled Advantage for Learning a Bosonic Random Displacement Channel", che aveva già suggerito come la luce intrecciata potesse risolvere il problema della caratterizzazione efficiente dei sistemi quantistici. L'esperimento attuale rappresenta la validazione pratica di quella teoria, utilizzando un rivelatore omodina - una configurazione di misurazione nell'ottica quantistica capace di leggere fluttuazioni piccolissime in un campo luminoso.

Jonas Schou Neergaard-Nielsen, professore associato al DTU Physics e coautore dell'articolo, sottolinea un aspetto fondamentale della ricerca: "Anche se molte persone parlano di tecnologia quantistica e di come superi i computer classici, il fatto rimane che oggi non lo fanno". Questa onestà intellettuale rende ancora più significativo il risultato ottenuto, che rappresenta una delle prime dimostrazioni concrete di superiorità quantistica in un sistema reale.

Un futuro quantistico alla portata

Il team di ricerca, guidato dal centro bigQ della DTU sotto la direzione di Ulrik Lund Andersen, include collaboratori da istituzioni prestigiose come University of Chicago, Perimeter Institute, University of Waterloo, Caltech, MIT e KAIST. Gli autori principali dello studio sono il postdoc Zhenghao Liu e il dottorando Romain Brunel, entrambi del centro bigQ e del DTU Physics. Questo risultato potrebbe aprire nuove strade per applicazioni nel sensing quantistico e nell'apprendimento automatico, settori dove la capacità di caratterizzare rapidamente sistemi complessi rappresenta un vantaggio competitivo decisivo.

"Questo è il primo vantaggio quantistico provato per un sistema fotonico", conclude Andersen. "Sapere che tale vantaggio è possibile con una configurazione ottica diretta dovrebbe aiutare altri a cercare aree dove questo approccio potrebbe dare i suoi frutti". La ricerca dimostra che non è necessario aspettare computer quantistici perfetti per ottenere vantaggi pratici dalla meccanica quantistica: a volte basta guardare il problema da una prospettiva completamente nuova.

Fonte dell'articolo: phys.org

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