Un comune spray nasale da banco, usato da milioni di persone contro la febbre da fieno, potrebbe diventare un’arma nella prevenzione delle infezioni respiratorie. Lo studio CONTAIN, condotto all’Università della Saarland, ha dimostrato che l’azelastina riduce in modo significativo il rischio di contrarre COVID-19 e raffreddori comuni, aprendo la strada a un utilizzo inedito di farmaci già disponibili nelle farmacie italiane senza ricetta.
Il trial clinico ha coinvolto 450 volontari divisi in due gruppi, con somministrazione dello spray tre volte al giorno per 56 giorni. Nel gruppo trattato con azelastina, solo il 2,2% ha contratto il SARS-CoV-2, contro il 6,7% del gruppo placebo – un rischio triplo. Tutte le infezioni sono state confermate con test PCR. "Questi risultati rappresentano la prima dimostrazione clinica di un effetto protettivo in condizioni reali di utilizzo", ha dichiarato il Professor Robert Bals, direttore del Dipartimento di Medicina Interna V del Centro Medico Universitario della Saarland.
Un effetto a sorpresa sui rinovirus
La protezione non si è limitata al coronavirus. Solo l’1,8% dei partecipanti trattati con azelastina ha contratto un’infezione da rinovirus, rispetto al 6,3% del gruppo placebo.
Questi dati confermano quanto già osservato in laboratorio: l’azelastina possiede proprietà antivirali, e lo studio CONTAIN è la prima validazione clinica di questo potenziale.
Dalla teoria alla pratica quotidiana
L’azelastina è utilizzata da decenni per trattare la rinite allergica ed è facilmente reperibile in farmacia. Ora potrebbe trasformarsi da semplice antistaminico a strumento di profilassi contro le infezioni respiratorie. Secondo Bals, "lo spray nasale all’azelastina potrebbe offrire una protezione aggiuntiva, facilmente accessibile, soprattutto per i soggetti vulnerabili, nei periodi di alta incidenza infettiva o prima di viaggiare".
Il trial è stato condotto in doppio cieco con la partecipazione dell’Istituto di Farmacia Clinica e dell’Istituto di Virologia della Saarland, insieme all’azienda farmaceutica URSAPHARM Arzneimittel GmbH, produttrice del farmaco sperimentale. Un modello virtuoso di collaborazione tra ricerca e industria.
Il Professor Bals, tuttavia, invita alla cautela: "Sono necessari trial più ampi e multicentrici per confermare questi risultati e verificare l’efficacia contro altri patogeni respiratori". L’applicazione clinica su larga scala richiederà ulteriori prove, ma il potenziale appare già molto promettente.