La crisi delle api da miele, con perdite del 40-50% delle colonie commerciali statunitensi ogni anno nell’ultimo decennio, potrebbe trovare una svolta grazie alla biologia sintetica. Un team guidato dall’Università di Oxford ha sviluppato un integratore alimentare ingegnerizzato che replica i nutrienti essenziali del polline naturale, mostrando risultati straordinari nel rafforzare la riproduzione delle colonie. Lo studio, pubblicato su Nature, segna un punto di svolta nella lotta per salvare questi impollinatori cruciali per la sicurezza alimentare globale.
Il lievito che produce nutrienti vitali
L’innovazione si basa sul lievito Yarrowia lipolytica, modificato con CRISPR-Cas9 per produrre sei steroli fondamentali per lo sviluppo delle api: 24-metilenocolesterolo, campesterolo, isofucosterolo, β-sitosterolo, colesterolo e desmosterolo. Questi composti, sempre più scarsi a causa della perdita di biodiversità floreale, sono indispensabili per la crescita e la salute delle colonie.
"I nostri esperimenti hanno dimostrato che il lievito ingegnerizzato può diventare una vera fabbrica di nutrienti per le api", spiega la professoressa Irina Borodina del Centro per la Biosostenibilità dell’Università Tecnica di Danimarca, sottolineando come questo approccio sia facilmente scalabile a livello industriale.
Nei test condotti in serre chiuse per tre mesi, le colonie nutrite con la dieta arricchita hanno prodotto fino a 15 volte più larve arrivate allo stadio vitale di pupa rispetto a quelle di controllo. Ancora più rilevante, queste colonie hanno continuato a riprodursi per l’intera durata dello studio, mentre quelle con diete carenti hanno cessato la produzione entro 90 giorni.
Implicazioni agricole e ambientali
La posta in gioco va oltre la sopravvivenza delle api da miele. Questi insetti assicurano l’impollinazione di oltre il 70% delle principali colture globali, dalle mandorle alle mele alle ciliegie. L’integratore potrebbe inoltre alleggerire la pressione sulle risorse naturali, riducendo la competizione con le api selvatiche per le scorte limitate di polline.
Danielle Downey, direttrice di Project Apis m., sottolinea: "Identificare i fitonutrienti chiave che sostengono la covata rappresenta una scoperta rivoluzionaria per migliorare la sopravvivenza delle colonie".
Restano da condurre test sul campo su larga scala per confermare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine. Tuttavia, i ricercatori prevedono che l’integratore possa essere disponibile per gli apicoltori entro due anni, aprendo la strada a un’agricoltura più resiliente e sostenibile. Una risposta concreta a una crisi che minaccia sia la biodiversità che la sicurezza alimentare del pianeta.