L'Unione Europea accelera sulla corsa al 6G con un'iniezione immediata di finanziamenti destinati a consolidare la leadership tecnologica del continente nelle reti di prossima generazione. La Smart Networks and Services Joint Undertaking (SNS JU) ha appena approvato 22 milioni di euro per cinque progetti strategici che entreranno nella fase operativa nel corso del 2026, rappresentando la prima tranche di un piano biennale da oltre 240 milioni di euro complessivi. Si tratta di un'iniziativa cruciale in un momento in cui la standardizzazione del 6G è ancora in corso e il posizionamento competitivo rispetto a Stati Uniti e Cina si gioca proprio sulla capacità di sviluppare tecnologie proprietarie e infrastrutture sperimentali avanzate.
Il programma di lavoro per la ricerca e l'innovazione WP26 si articola su tre filoni tecnici complementari, con un focus particolarmente marcato sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle architetture di rete. Il primo asse riguarda la raccolta e validazione di dataset specificamente progettati per l'addestramento di modelli di AI ottimizzati per le reti 6G, un passaggio fondamentale considerando che le future infrastrutture dovranno gestire autonomamente l'allocazione delle risorse, la gestione dello spettro e l'ottimizzazione del traffico attraverso algoritmi di machine learning. Il secondo filone punta sullo sviluppo di infrastrutture sperimentali SNS, mentre il terzo si concentra sull'ottimizzazione dei dispositivi 6G e sulla collaborazione internazionale con l'India, espandendo così l'ecosistema tecnologico europeo oltre i confini continentali.
L'approccio strategico delineato da Erzsébet Fitori, responsabile della SNS JU, sottolinea la natura mirata degli investimenti: "Il programma di lavoro per il 2026 è snello e mirato, rafforzando la nostra capacità di mantenere lo slancio e realizzare investimenti di grande impatto". Questa filosofia si traduce in una selezione rigorosa dei progetti finanziati, privilegiando quelli con maggiore potenziale di valorizzazione commerciale e standardizzazione globale. L'obiettivo dichiarato è creare un ponte tecnologico tra le iniziative già avviate e lo sprint finale previsto per il 2027, quando verranno assegnati ulteriori 220 milioni di euro attraverso nuovi bandi competitivi.
Dal punto di vista delle specifiche tecnologiche, il 6G promette un salto generazionale significativo rispetto al 5G: latenze inferiori al millisecondo, velocità teoriche nell'ordine dei terabit al secondo, supporto nativo per comunicazioni olografiche e integrazione profonda con edge computing e network slicing dinamico. Tuttavia, a differenza delle precedenti transizioni generazionali, il 6G sarà caratterizzato fin dalla progettazione dalla presenza pervasiva di AI a livello di infrastruttura, con reti capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale analizzando miliardi di parametri operativi. Questo spiega l'enfasi del programma WP26 sulla creazione di dataset di addestramento di qualità elevata, un asset strategico spesso sottovalutato ma determinante per le prestazioni effettive dei sistemi intelligenti.
La dimensione della collaborazione internazionale assume particolare rilevanza con l'inclusione esplicita dell'India tra i partner strategici. Questa scelta risponde a logiche sia tecnologiche che geopolitiche: l'India rappresenta uno dei mercati di telecomunicazioni in più rapida crescita a livello globale e ospita un ecosistema di ingegneria del software di altissimo livello, elementi cruciali per la diffusione commerciale delle future tecnologie 6G. La partnership europea-indiana potrebbe inoltre bilanciare l'influenza sino-americana nella definizione degli standard globali, un aspetto non trascurabile considerando che la battaglia per l'egemonia tecnologica si combatte anche nei comitati di standardizzazione dell'ITU e del 3GPP.
La SNS JU, istituita nel 2021 attraverso il Regolamento del Consiglio UE n. 2021/2085, opera come partenariato pubblico-privato guidato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalla 6G Smart Networks and Services Industry Association. Questa struttura ibrida consente di allineare gli obiettivi di ricerca accademica con le esigenze industriali concrete, accelerando il trasferimento tecnologico dai laboratori ai prodotti commerciali. Finora l'iniziativa ha già impegnato oltre 630 milioni di euro di fondi europei in progetti di ricerca oltre il 5G e sul 6G, coinvolgendo centinaia di organizzazioni tra università, centri di ricerca, PMI innovative e grandi gruppi industriali del settore telecomunicazioni.
Il sesto invito a presentare proposte della SNS JU verrà annunciato nel primo trimestre del 2026, accompagnato da un Info Day dedicato a illustrare i criteri di selezione e le modalità di partecipazione. Per i ricercatori, le startup e le aziende tech europee interessate a posizionarsi sull'onda del 6G, questo rappresenta una finestra temporale strategica per preparare progetti che integrino competenze in radiofrequenza, architetture di rete software-defined, AI inferenziale su dispositivi edge e sicurezza crittografica post-quantistica. La roadmap prevede che i primi standard 6G vengano finalizzati intorno al 2028-2029, con deployment commerciali iniziali attesi per il 2030, rendendo i prossimi tre anni decisivi per determinare quali tecnologie e quali attori domineranno il panorama delle telecomunicazioni del prossimo decennio.