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ASUS ZenFone 7 Pro recensione: una ventata di novità che convince

ZenFone 7 Pro rappresenta lo smartphone della maturità per ASUS. Il design con fotocamera rotante è stato già proposto lo scorso anno a bordo dello ZenFone 6, ma questa volta è integrato in un prodotto che vuole sfidare i top di gamma concorrenti e non fa nulla per nasconderlo, a cominciare dal prezzo. Costa 799 euro, una cifra comunque inferiore rispetto ai competitor, ma che lo posiziona in una fascia differente se confrontato con il modello dello scorso anno.

C’è però qualche compromesso, legato fondamentalmente al modulo fotografico rotante: il peso è superiore rispetto alla media degli smartphone, non ci sono certificazioni d’impermeabilità, manca la ricarica wireless. Senza dimenticare come lo ZenFone 7 Pro cercherà di parlare allo stesso target di utenti di prodotti come lo Xiaomi Mi 10, ma anche il OnePlus 8. Due brand, questi ultimi, che in questo momento hanno maggiormente il vento in poppa nel settore smartphone rispetto ad ASUS. Non sarà facile insomma, ma ciò non toglie che l’azienda taiwanese abbia realizzato un dispositivo davvero convincente.

Fotocamera rotante, fra design e funzionalità

Partiamo innanzitutto dalla caratteristica chiave di questo ZenFone 7 Pro, ovvero la fotocamera rotante. Il meccanismo messo a punto da ASUS è differente rispetto ai sensori a scomparsa, questi ultimi divenuti ormai quasi uno standard. In questo caso infatti i tre sensori posteriori ruotano letteralmente sulla parte frontale nel momento in cui ci si vuole scattare un selfie, oppure sbloccare lo smartphone tramite il riconoscimento del volto.

Un approccio decisamente d’impatto, che mediamente suscita tanta curiosità guardandolo dal vivo ma, allo stesso tempo, fa sorgere dubbi in merito alla durata nel tempo (un po’ come avveniva con lo ZenFone 6). Utilizzandolo tutti i giorni però ci si rende conto di quanto ASUS abbia lavorato per migliorarlo: il motorino è stato fisicamente spostato all’interno del modulo rotante ed offre ora una maggiore velocità di rotazione e il supporto ad un numero ancora maggiore di aperture e chiusure; c’è un nuovo sensore che misura l’angolo di apertura della fotocamera e consente alla Flip Camera di ritrarsi correttamente fino a fine corsa ogni volta che viene richiusa; tutto appare maggiormente solido.

Soprattutto, la fotocamera rotante è una soluzione assolutamente sensata nell’utilizzo quotidiano di uno smartphone. Innanzitutto permette di poter scattare selfie con una qualità decisamente superiore alla media. In secondo luogo consente di eliminare notch o fori sullo schermo, che occupa praticamente tutta la parte frontale. In più la possibilità di muovere lentamente il meccanismo direttamente dal pulsante di scatto consente di ottenere dei bellissimo effetti di rotazione nella registrazione di video.

Complessivamente la qualità fotografica è molto buona. La fotocamera principale è composta da un sensore Sony IMX686 da 64 Megapixel f/1.8 con OIS, accoppiato a un secondo da 12 Megapixel con lente grandangolare da 113 gradi e a un teleobiettivo da 8 Megapixel con zoom ottico 3X, anch’esso stabilizzato otticamente. Le immagini risultano di ottimo livello in diurna e si difendono bene anche con poca luce, quando subentra l’apposita modalità notturna.

Rispetto allo scorso anno il salto di qualità è stato netto soprattutto in relazione al sensore grandangolare, convincente anche di notte. Buoni i video, che possono essere registrati fino alla risoluzione 8K a 30 fps (4K a 60 fps). Un comparto fotografico che, nell’utilizzo quotidiano, ho trovato superiore al Mi 10 di Xiaomi e al OnePlus 8. Anche perché la qualità dei selfie non può essere paragonata con quella di altri modelli. Davvero un ottimo lavoro da parte di ASUS.

Non è però tutto rosa e fiori. Il meccanismo rotante ha inevitabilmente fatto lievitare le dimensioni dello ZenFone 7 Pro. Lo spessore raggiunge infatti i 9,6 mm, il peso ben 230 grammi. È impossibile utilizzarlo con un mano e considerando l’utilizzo del vetro per la scocca, risulta scivoloso quando lo si impugna. Fortunatamente ASUS include in confezione due cover che migliorano il grip, per cui il consiglio è quello di utilizzarle. Manca inoltre la certificazione d’impermeabilità, come detto in apertura.

Non c’è il jack audio così come la ricarica wireless. Scelte dettate dalla mancanza di spazio nella scocca, occupata in buona parte da tutta la componentistica necessaria al meccanismo rotante. Di contro però la parte frontale è occupata interamente dallo schermo e restituisce un impatto davvero coinvolgente. Il display è un pannello da 6,67 pollici Super AMOLED, ha risoluzione di 1.080 x 2.400 pixel, supporta lo standard HDR10+, è protetto da un vetro Gorilla Glass 6 e presenta un refresh rate a 90 Hz.

C’è poco da dire su questo schermo, un ottimo pannello. Si vede bene all’aperto, gli angoli di visuale sono convincenti così come la gamma cromatica. Il refresh rate a 90 Hz è manna dal cielo per il gaming (può essere impostato anche su 60 Hz o variare in maniera automatica) e la diagonale è sufficientemente ampia per godersi un film o una serie TV. E poi c’è il comparto audio, con l’unico speaker di sistema supportato dalla capsula auricolare nella riproduzione di contenuti multimediali: il volume è elevato, la resa un po’ troppo sbilanciata verso le tonalità alte.

Lo Snapdragon 865+ è una sicurezza

La piattaforma hardware rappresentava una sicurezza già sulla carta. Lo Snapdragon 865+ di Qualcomm è abbinato a 8 Gigabyte di RAM e a 256 Gigabyte di memoria interna UFS 3.1. Tutto scorre in maniera fluida e scattante, anche quando il dispositivo viene messo sotto stress, magari con un videogioco. Sorprende anche l’ottima dissipazione del calore, mai percepibile dalla scocca. Davvero un ottimo lavoro di implementazione di questo SoC, che si conferma il migliore su piazza.

Il tutto è agevolato dalla parte software, basata su Android 10. ASUS migliora di anno in anno la propria interfaccia, sempre più simile alla versione stock del sistema operativo di Google. Rimangono ancora degli elementi grafici superflui su cui l’azienda taiwanese dovrebbe intervenire, ma siamo comunque lontani da quella ZenUI piena di personalizzazioni e inutilmente pesante di qualche tempo fa. ZenFone 7 Pro rappresenta la maturità anche da questo punto di vista.

Ottime notizie anche dall’autonomia. La batteria da 5.000 mAh, con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), mi ha permesso di coprire oltre 24 ore lontano dalla presa elettrica a fronte di circa 6 ore ore di schermo accesso. Risultato eccellente, abbinato peraltro alla possibilità di ricaricare rapidamente lo smartphone con il caricabatterie incluso in confezione.

Completa la connettività: supporto 5G, Bluetooth 5.0, Wi-Fi 6 ac dual-band, GPS A-GLONASS BDS Galileo, NFC. Il sensore per le impronte digitali quest’anno è stato integrato direttamente nello schermo. Funziona bene, consente un accesso veloce allo smartphone e raramente mostra tentennamenti.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

Gli amanti dei selfie troveranno in questo ZenFone 7 Pro una scelta quasi obbligata. Chi effettua tanti autoscatti sfrutterà con soddisfazione il meccanismo rotante del comparto fotografico. Ma anche chi ha voglia di distinguersi dalla massa potrebbe scegliere tranquillamente questo smartphone, che rimane comunque un top di gamma a tutti gli effetti, in grado di offrire prestazioni di primissimo livello e un display AMOLED convincente.

Ci sono certamente prodotti che, in alcuni ambiti, riescono a fare meglio. Il comparto fotografico del P40 Pro rimane irragiungibile, ma lo smartphone Huawei costa di più e non ha i servizi Google. Il display del Note 20 Ultra 5G è un punto di riferimento, ma lo smartphone Samsung è posizionato a 1.379 euro contro i 799 euro dello ZenFone 7 Pro. Con un corretto supporto pubblicitario la nuova creatura di ASUS potrebbe davvero sorprendere in termini di vendite.

ASUS ZenFone 7 Pro

ASUS ZenFone 7 Pro è il nuovo smartphone top di gamma dell’azienda taiwanese. Basato sullo Snapdragon 865+ di Qualcomm, presenta un particolare meccanismo motorizzato che permette alle tre fotocamere posteriori di ruotare sulla parte anteriore per i selfie. Arriva in Italia a 799 euro.

Verdetto

Gli amanti dei selfie troveranno in questo ZenFone 7 Pro una scelta quasi obbligata. Chi effettua tanti autoscatti sfrutterà con soddisfazione il meccanismo rotante del comparto fotografico. Ma anche chi ha voglia di distinguersi dalla massa potrebbe scegliere tranquillamente questo smartphone, che rimane comunque un top di gamma a tutti gli effetti, in grado di offrire prestazioni di primissimo livello e un display AMOLED convincente.

Pro

– Prezzo di listino
– Fotocamera rotante
– Prestazioni
– Qualità dei selfie

Contro

– Peso
– Manca la ricarica wireless
– Manca il jack audio
– Manca certificazione impermeabilità