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Come nasce un Apple MacBook Pro ricondizionato

Il mercato dei prodotti ricondizionati sta vivendo una vera e propria impennata negli ultimi anni. Merito soprattutto dell’oggettiva convenienza nell’acquistare questa tipologia di dispositivi che, spesso, consentono di risparmiare cifre notevoli rispetto ai prezzi di listino. Di contro però, è un mondo che nasconde tante insidie, legate soprattutto alle procedure con le quali notebook e smartphone vengono riportati a nuova vita. Ecco perché, mai come in questo particolare ambito, è cruciale scegliere lo store giusto da cui acquistare, anche perché la scelta è estremamente ampia e perdersi è un attimo.

Tra i pochi realmente degni di fiducia c’è certamente Smart Generation. Si tratta di un’azienda italiana, che opera dalla Sicilia, fondata nel 2015 da alcuni giovani appassionati di tecnologia, con un occhio però verso il particolare tema dell’eco-sostenibilità. Siamo infatti di fronte a una realtà che rappresenta il perfetto esempio di economia circolare, che vende oltre 15mila prodotti ricondizionati l’anno tra computer e smartphone, impedendo che questi finiscano nella classica catena di smaltimento, con tutte le conseguenze ambientali ormai ampiamente note.

La procedura messa in piedi da Smart Generation per il ricondizionamento dei prodotti è estremamente rigida e si compone di fasi ben precise, che si ripetono ciclicamente. Questo ha consentito all’azienda di stabilire degli standard interni che devono essere rispettati da tutti gli iPhone, gli Apple Watch, i dispositivi Windows, gli iPad, gli iMac e i MacBook che approdano nei suoi magazzini. In particolare, lo store è specializzato proprio sui computer portatili dell’azienda di Cupertino, tra i più richiesti sul mercato e tra i più complessi da far rinascere, visto anche il design unibody.

La fase preliminare

Seguiamo passo passo il percorso di un MacBook Pro che entra nei magazzini di Smart Generation per essere rigenerato. Per prima cosa, il prodotto viene totalmente igienizzato, tanto esternamente quanto internamente. Si tratta di una procedura che ha un duplice vantaggio: da una parte infatti viene tutelato l’utente finale, che si ritroverà tra le mani un dispositivo da cui sono stati adeguatamente rimossi tutti i residui derivanti dal precedente utilizzo; dall’altra, i tecnici specializzati dell’azienda possono valutare con maggiore precisione lo stato delle componenti interne, così da poter intervenire dove necessario.

Questa fase preliminare è di estrema importanza, ancora di più in un periodo storico in cui l’igienizzazione delle superfici può rivelarsi cruciale. In più, tanti store trascurano la pulizia interna, un passaggio che può compromettere il processo di ricondizionamento, impedendo una valutazione oggettiva di componenti come motherboard, banchi di RAM, sistema di dissipazione, memoria di archiviazione, processore ed eventuale scheda video. Insomma, una procedura imprescindibile.

La verifica hardware

Effettuata l’igienizzazione, entrano in gioco i tecnici specializzati AASP (Apple Authorized Service Provider Program), programma che autorizza Smart Generation a fornire appunto servizi di riparazione sui dispositivi dell’azienda di Cupertino. In questa fase il MacBook Pro viene completamente analizzato da un punto di vista hardware, al fine di riscontrare eventuali problematiche che possano comprometterne il futuro utilizzo una volta completato il processo di rigenerazione. Il dispositivo viene dunque analizzato pezzo per pezzo e, dove necessario, vengono sostituite le componenti con ricambi di qualità elevata: l’esempio classico è l’utilizzo di SSD Samsung.

Da questo punto di vista, un’importante precisazione: circa il 20% dei dispositivi che arrivano nei magazzini dell’azienda viene definitivamente scartato e immesso nel programma di riciclo. Questo perché emergono delle criticità tecniche tali da impedire il raggiungimento di quello standard qualitativo che abbiamo citato in apertura. Una garanzia importante per l’utente finale che, nonostante si ritrovi ad acquistare un dispositivo utilizzato in precedenza, potrà contare su componenti completamente funzionanti.

Importante la policy dell’azienda relativa alla batteria. Nei prodotti in cui è integrata (MacBook, iPhone, iPad, Apple Watch) e dunque non removibile dall’utente, viene sostituita se dai controlli si rileva un’efficienza inferiore al 75% rispetto ad una batteria nuova. Considerando l’impatto della stessa sulle performance e soprattutto sull’utilizzo quotidiano di un prodotto come il MacBook Pro, si tratta di un vantaggio non da poco, anche perché è un modus operandi che allunga notevolmente la longevità del dispositivo nel corso del tempo.

Ovviamente viene operata un’attenta analisi estetica, che consente di identificare i dispositivi ricondizionati secondo un sistema alfabetico, A, AB, B e C:

  • Il grado A identifica uno stato eccellente, con segni di usura impercettibili o del tutto assenti;
  • Il grado AB giustifica la presenza di graffi o piccole ammaccature estetiche;
  • Il grado B identifica invece segni ben evidenti di ammaccature, quindi prodotti che sono stati usati molto senza particolare cura;
  • Il grado C indica un prodotto che ha passato una vita difficile, con gravi danni un po’ ovunque. In ogni caso stiamo parlando di prodotti tecnicamente funzionanti al 100%.

Infine, un aspetto che ci ha particolarmente colpiti di Smart Generation. Come accade per qualsiasi brand, ci sono alcuni dispositivi che presentano dei difetti strutturali noti. Pensiamo, ad esempio, alle tastiere con meccanismo a farfalla di prima generazione dei MacBook Pro 2016, 2017 e 2018, per le quali la stessa Apple ha avviato un programma di richiamo a causa dell’instabilità strutturale dei pulsanti riscontrata in alcuni esemplari. Bene, esattamente come con l’azienda di Cupertino, lo store interviene gratuitamente nel caso di problemi di questo genere riscontrati sui propri ricondizionati all’interno della garanzia, sostituendo l’intera scocca superiore.

La verifica software

Dopo aver controllato l’hardware e verificata la perfetta funzionalità di tutte le componenti, si procede con l’inizializzazione dell’hard drive per non lasciare alcun dato del precedente utilizzatore, e viene installata l’ultima versione del sistema operativo, in questo caso macOS. A sistema operativo installato, i tecnici provvedono ad effettuare oltre 40 test manuali, per controllarne il corretto funzionamento e la risposta del software all’utilizzo, ed il prodotto rimane in test per oltre 36 ore consecutive.

Una fase particolarmente lunga dunque, ma che consente di effettuare dei test decisivi prima della messa in vendita del MacBook Pro. Del resto, al di là dell’ultimo passaggio, una volta installata l’ultima versione del sistema operativo, ci si ritrova davanti alla macchina che verrà poi acquistata dall’utente finale. In questo modo, viene assicurata la piena funzionalità di tutte le componenti in abbinata alla parte software che, tra l’altro, ha un peso specifico non indifferente nei dispositivi Apple.

L’igienizzazione finale e l’assistenza post vendita

Una volta verificata la parte funzionale del dispositivo, il device usato viene trasferito al dipartimento sanitario, il quale provvede alla sterilizzazione e disinfezione di ogni parte, sia interna che esterna, così da renderlo totalmente ripulito da qualunque traccia che possa comprometterne la verifica dello stato estetico e funzionale, e quindi renderlo idoneo per la messa in vendita online. La pulizia avviene con strumenti che rimuovono ogni traccia di polvere o di sporcizia e che restituiscono la stessa brillantezza di quando il prodotto è stato acquistato come nuovo.

Tutti i dispositivi ricondizionati di Smart Generation, incluso il nostro MacBook Pro, godono di una garanzia di 12 mesi, che tutela l’utente su qualsiasi problematica di natura tecnica, ad eccezione ovviamente di quelle derivanti dai danni accidentali (cadute, immissione di liquidi, ecc.). Inoltre, nei primi 30 giorni dall’acquisto, gli eventuali beni consumabili inclusi con il prodotto (caricabatterie, batterie, cavo dati) possono essere sostituiti gratuitamente in caso di malfunzionamenti.

Molto interessante la possibilità di acquistare separatamente un’estensione di garanzia di altri 12 mesi, per un totale di 24 mesi. Questa ha un costo fisso di 149 euro per qualsiasi dispositivo, a differenza della policy Apple che richiede ad esempio ben 449 euro per l’estensione di garanzia del MacBook Pro da 15 pollici. Insomma, una particolare cura all’assistenza post vendita che denota un’importante attenzione nei confronti dell’utente finale, che spesso rappresenta l’ultima ruota del carro nel business degli store online.

Insomma, i prodotti ricondizionati rappresentano spesso un’ottima opportunità. Poter acquistare un MacBook Pro da 15 pollici con processore Intel Core i9 Coffee Lake, 32 Gigabyte di RAM e 512 Gigabyte di SSD a 2.999 euro anziché 4.099 euro (lo trovate su Smart Generation a questo link) è un qualcosa che può consentirvi di acquistare il tanto agognato notebook per il vostro lavoro a cifre decisamente più accessibili. L’importante è scegliere il negozio adeguato.