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Guida Android: come migliorare la durata della batteria

  1. Applicazioni
  2. Display
  3. GPS
  4. Risparmio energetico

L’autonomia rappresenta oggi una delle grandi criticità in ambito smartphone. Il salto di qualità, in termini tecnici, vissuto da componenti come processori, fotocamere e display, ha riguardato solo in parte le batterie. Insomma, questi dispositivi mettono a disposizione tanta potenza da costringere spesso a portare con sé un powerbank oppure a collegarli alla presa elettrica durante la giornata, per una ricarica supplementare.

Ci sono però alcuni accorgimenti nell’utilizzo quotidiano dello smartphone che possono essere presi in considerazione per sfruttare al meglio la batteria integrata nel dispositivo, in alcuni casi liberandovi dalla schiavitù del powerbank. Partiamo dunque dai consigli basilari e facilmente applicabili, per poi magari addentrarci in aspetti più tecnici nelle prossime settimane.

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Le app preinstallate e quelle installate dagli utenti

Il primo aspetto su cui può aver senso intervenire sono le applicazioni preinstallate dall’azienda produttrice dello smartphone. Molto spesso capita che possano essere app superflue, che magari offrono funzioni identiche a quelle stock di Android. È possibile disattivarle (e in alcuni casi disinstallarle) attraverso le impostazioni, una scelta che vi garantirà un doppio beneficio.

Le app preinstallate, esattamente come tutte le altre applicazioni, nel momento in cui vengono attivate, possono lavorare in background, avendo un impatto più o meno importante sulla batteria. Inoltre, continuano ad aggiornarsi nel tempo, occupando sempre più memoria. Disattivandole saranno eliminati tutti i file relativi agli update ricevuti e, contemporaneamente, eviterete che possano agire in autonomia, guadagnandoci anche in prestazioni.

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Gli screen che mostrano la procedura per poterle disattivare, provengono da un Neffos C9A, smartphone disponibile in Italia dal 27 settembre e dotato di una batteria da 3.020 mAh (a questo link la scheda tecnica completa). Al netto delle differenze grafiche delle interfacce dei vari produttori, i passaggi che dovrete seguire saranno essenzialmente gli stessi.

Leggi anche: TP-Link, Neffos C9A e X9 disponibili da oggi in Italia

Ho preso in esame questa app chiamata “Kasa for Mobile”, che ho trovato preinstallata sul Neffos C9A. Si tratta di un’applicazione che consente di gestire i dispositivi di domotica e networking di Tp-Link, azienda che detiene il brand dello smartphone in questione. Non avendo però io in casa questi prodotti, l’ho ritenuta superflua.

  1. Recarsi nelle impostazioni del proprio smartphone.
  2. Cercare la voce “app”, oppure “gestione app”.
  3. Nell’elenco che ci si ritrova davanti, selezionare l’applicazione che si desidera disattivare o disinstallare (qualora questo fosse possibile).
  4. Cliccare sulla voce “disinstalla” o “disattiva”.
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Nel caso delle applicazioni installate dagli utenti, la situazione diventa certamente più frastagliata. Il primo consiglio è quello di valutare attentamente l’effettivo utilizzo di determinate app, in quanto vale il medesimo discorso per quelle preinstallate: nel caso vengano attivate, possono lavorare in background.

Pensiamo, ad esempio, a un’applicazione come Facebook, estremamente dispendiosa a livello di risorse e storage. Nel caso in cui foste soliti utilizzare questo social-network in maniera non professionale, magari semplicemente per scorrere la timeline in qualche momento libero della giornata, potreste installare come alternativa Facebook Lite (la trovate a questo link).

Si tratta di un’app realizzata sempre dal team di Zuckerberg, pensata proprio per poter avere un impatto molto più contenuto sulle risorse di sistema degli smartphone. Ha un peso di 7,59 MB (contro gli oltre 56 MB di quella standard) e consente di accedere alla chat direttamente al suo interno, senza necessità di dover installare Messenger. Dunque, altre risorse risparmiate.

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Facebook Lite su Neffos C9A

C’è poi la questione legata alla sincronizzazione e alle notifiche. Anche in questo caso, molto dipende dalle specifiche esigenze. Ad esempio, c’è una larga fetta di utenza che si serve delle e-mail in maniera molto blanda, magari solo per uso personale e non per lavoro. In questo caso, non c’è motivo per abilitare la ricezione delle e-mail in tempo reale, in quanto si potranno consultare le nuove non appena si apre l’apposita app.

Negli screenshot sottostanti potete osservare la procedura per disabilitare la sincronizzazione in tempo reale delle e-mail con l’app di Gmail, applicabile a praticamente tutti i servizi di posta elettronica, al netto delle differenza grafiche. Il discorso è ovviamente valido per qualsiasi servizio, come i social network (Facebook, Twitter, Instagram ecc…) o le applicazioni di messaggistica istantanea (Whatsapp, Telegram ecc…): se non ne avete l’esigenza, disabilitate la sincronizzazione.

  1. Aprire l’app di Gmail.
  2. Con uno swipe verso destra, far comparire il menù laterale.
  3. Cliccare sulla freccia accanto all’indirizzo mail e, successivamente, sulla voce “gestisci account”.
  4. Cliccare sulla voce “sincronizza i dati automaticamente” per disabilitarla.
  5. Cliccare su “ok” nel messaggio che comparirà a schermo.
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Questo, oltre a evitarvi la ricezione continua di notifiche, avrà un inevitabile impatto positivo sulla batteria. Lo smartphone infatti non dovrà lavorare continuamente in background (anche a schermo spento) per aggiornare a intervalli regolare le app per le quali avrete disattivato la sincronizzazione in tempo reale.

La luminosità dello schermo

A livello hardware, il display è certamente la componente che impatta maggiormente sull’autonomia. Quando si utilizza lo smartphone, bisogna necessariamente accendere lo schermo, c’è poco da fare. È possibile però intervenire sulla luminosità dello stesso che, a seconda che venga impostata su un livello alto o basso, consumerà più o meno batteria.

Praticamente tutti gli smartphone sono dotati di un sensore di luminosità, in grado di adattarla automaticamente a seconda delle condizioni ambientali. Ovviamente, all’aperto e con il sole battente, sarà impostata al massimo per poter visualizzare lo schermo, mentre al buio verrà probabilmente posizionata sul livello minimo.

Affinché il sensore lavori in autonomia, senza necessità di interventi manuali, occorre abilitare l’apposita funzione. Anche in questi caso, le impostazioni potranno variare graficamente a seconda dell’interfaccia grafica applicata dai produttori su Android, ma a grandi linee la procedura è quella illustrata negli screenshot sottostanti.

  1. Recarsi nelle impostazioni del proprio smartphone.
  2. Selezionare la voce “display”.
  3. Spuntare la voce “luminosità adattiva”.
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Può anche capitare però che il sensore in questione non lavori in maniera adeguata, magari impostando la luminosità in maniera troppo alta. In questo caso potrete semplicemente tenere disattivata la voce “luminosità adattiva” e impostarla manualmente direttamente dalla tendina delle notifiche a seconda delle esigenze, così come vedete nell’immagine sottostante.

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La localizzazione GPS

I moderni smartphone integrano la tecnologia GPS per la localizzazione satellitare che, in questi dispositivi, lavora in abbinata alla rete dati (tant’è che si parla di GPS assistito). La logica è quella di utilizzare il collegamento a internet per velocizzare soprattutto il primo aggancio dei satelliti, che altrimenti richiederebbe più tempo e un maggiore dispendio energetico.

Al di là comunque di questi aspetti tecnici, avere attiva la localizzazione ha certamente un impatto negativo sull’autonomia. Come sempre, tutto dipende dalle singole esigenze: non si tratta di una funzionalità essenziale per l’utilizzo di uno smartphone, ma può diventarlo nel caso si utilizzino determinate applicazioni.

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Google Maps su Neffos C9A

Tra queste, impossibile non citare Google Maps e, in generale, i servizi di navigazione satellitare. Questi hanno necessariamente bisogno della geolocalizzazione per funzionare correttamente. Il punto è: ha senso averla sempre attiva? Si potrebbe attivare solo quando si ha la necessità di utilizzare una di queste applicazioni, seguendo la procedura illustrata negli screenshot sottostanti.

  1. Recarsi nelle impostazioni del proprio smartphone.
  2. Utilizzare la barra di ricerca superiore.
  3. Cercare la voce “geolocalizzazione” e selezionarla nel menù sottostante.
  4. Spuntare la voce “on/off”.
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Il risparmio energetico

Infine, c’è l’opzione di risparmio energetico inclusa direttamente dai produttori negli smartphone. Questa può cambiare molto da modello a modello e intervenire più o meno importante sull’autonomia. Di fatto, si tratta di funzionalità che spesso diminuiscono le prestazioni dei dispositivi (agendo sul processore) al fine di far aumentare la durata delle batterie.

Personalmente suggerisco di attivare queste opzioni solo in casi strettamente necessari, in quanto ritengo più logico seguire i consigli delle sezioni precedenti senza dover limitare le prestazioni degli smartphone. In ogni caso, non ci sono dubbi sul fatto che le funzionalità di risparmio energetico possono tornare molto utili in situazioni di necessità, quando magari si ha a disposizione una bassissima percentuale di batteria senza poter ricaricare il dispositivo.

Leggi anche: Guida Android: come migliorare la qualità delle fotografie

Per attivarle, basta seguire la procedura descritta negli screenshot sottostanti. In ogni caso, in linea generale, è possibile scendere ulteriormente in profondità con altri accorgimenti che consentono di ottenere un ulteriore risparmio di batteria. Avremo certamente modo di occuparcene nelle prossime guide.

  1. Recarsi nelle impostazioni del proprio smartphone.
  2. Selezionare la voce “batteria”.
  3. Spuntare la funzionalità di “risparmio enegetico.
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Tom’s Consiglia

Lo smartphone utilizzato nelle fotografie è il Neffos C9A, dispositivo entry-level arrivato sul mercato italiano a fine settembre 2018. Integra una batteria da 3.020 mAh e può essere acquistato attraverso i principali negozi fisici e online.