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Microsoft Surface Pro non è così esaltante

Le prime recensioni del Microsoft Surface Pro rilevano tutte alcuni aspetti: buone prestazioni, e ottimo il sistema operativo compatibile con applicazioni desktop. Male invece l'autonomia e in parte l'ergonomia, nonché peso e dimensioni. Un insieme di compromessi che non soddisfa pienamente.

Sono comparse in Rete le prime recensioni del Microsoft Surface Pro, il tablet con piattaforma x86 e sistema operativo Windows 8 messo in commercio recentemente da Microsoft. Il dispositivo come sappiamo sfrutta una piattaforma Intel Core i5-3317U e la relativa grafica integrata Intel HD Graphics 4000 (HD 4000). Il sistema operativo lo rende capace di eseguire tradizionali applicazioni desktop: sulla carta un vantaggio molto grande rispetto a tablet con Android, iOS o Windows RT. Scopriamo dunque che cosa ne pensano i primi esperti che lo hanno provato.

"Microsoft non fatto bene quanto avrebbe potuto con il Surface Pro", scrive Anand Lal Shimpi su AnandTech, che continua dicendo che "le sue prestazioni sono eccezionali per un tablet – fa davvero classe a sé". Il giornalista rileva che il prodotto Microsoft è sensibilmente più veloce di iOS o Android – se usato come tablet, seppure Apple sia vicina con un prodotto che per hardware è meno potente. Si apprezza poi la facilità di passare da un tablet a un vero e proprio PC, così come la presenza del pennino Wacom.

Quanto ai difetti, quello più evidente è la scarsa autonomia, disastrosa in confronto ai tablet e solo discreta accanto agli ultrabook. Il Surface Pro, poi, è anche più grosso e pesante dei tablet ARM in circolazione, e si nota. Il prezzo, infine, è percepito come troppo alto: il problema sarebbe minore se Microsoft includesse una tastiera.

"È più facile raccomandare Surface Pro (di Surface RT, NdR), perché non bisogna aspettare che l'ecosistema Windows maturi. Si possono già eseguire tutte le applicazioni esistenti, e le prestazioni sono competitive rispetto agli ultrabook. […] Se dovete scrivere molto con il computer sulle gambe, un portatile tradizionale fa più al caso vostro. Lo stesso vale se state considerando un tablet per la grande autonomia o per la leggerezza", conclude Lal Shimpi. "Surface Pro Probabilmente non è il miglior avanzamento nell'unire queste due modalità di utilizzo, ma nessuno ha ancora trovato la risposta perfetta. Credo comunque che Microsoft abbia avuto l'idea giusta; ha solo bisogno di ancora qualche ritocco".

AnandTech è un sito che parla agli appassionati e a chi ha competenze tecniche. D'impostazione più "popolare" è invece lo spazio di W. Mossberg sul Wall Street Journal: il giornalista è temutissimo dai produttori per la sua grande influenza sul pubblico – per quanto non manchino gli esperti che lo considerano poco più che un principiante.  Eppure tra le due recensioni si trovano più di un punto in comune.

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Mossberg non ha mezzi termini, e mette il Surface Pro a confronto con l'iPad di Apple, rilevando che quest'ultimo costa meno a parità di capacità – problema a cui si aggiunge la questione dello spazio "perso" per SO, applicazioni e partizione di ripristino. Un vantaggio per Apple secondo Mossberg, che diventa più evidente se si considera che la tastiera Microsoft costa altri 130 dollari circa.

Anche Mossberg rileva poi il vantaggio del Surface Pro nel poter avviare applicazioni x86 "tradizionali" senza particolari problemi, ma nota anche che "è troppo grosso, costoso e affamato di energia per superare il tablet di riferimento, cioè l'Apple iPad. È anche troppo difficile da usare sulle gambe. Non è né carne né pesce: un tablet con compromessi e un laptop con compromessi".  Nei test sull'autonomia di Mossberg, poi, il Surface Pro è stato "patetico".

Per il giornalista del WSJ si comporta bene come portatile se poggiato su una superficie, ma "si hanno meno porte e meno spazio di archiviazione che sulla maggior parte dei notebook, e una tastiera che non si può confrontare con quella di molti laptop". Anche per lui usarlo sulle ginocchia è fuori discussione.

Di toni simili la redazione di The Verge e quella di Engadget: un buon prodotto per le prestazioni, ma non un granché per l'autonomia. Bello perché ha un sistema operativo completo e potente, ma è anche più grosso e pesante dei tablet comparabili, e dall'ergonomia discutibile. Il Surface Pro è soprattutto una buona idea per unire tablet e notebook, ma non del tutto riuscita.

Test di autonomia, navigazione web

A trovare un trait d'union tra tutte queste opinioni, infine, ci ha pensato John Gruber, forse il blogger più famoso e influente del mondo Apple: è la parola "compromesso", che appare in tutti gli articoli citati e che definisce il Surface Pro come un qualcosa che cerca di soddisfare più domande con una sola risposta.

Non ci resta che attendere per provare il Microsoft Surface Pro con le nostre mani e giudicarlo con i nostri occhi, ma siamo certi che al momento di provarlo ci troveremo di fronte allo stesso dilemma: questo prodotto va messo a confronto con i computer portatili o con i tablet? Qual è il modo giusto di misurarne le qualità? Soprattutto, però, più che l'opinione dei recensori per Microsoft conterà quella del pubblico: i compratori sapranno capire le intenzioni dell'azienda, o liquideranno il Surface Pro come un esperimento fallito?