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Poco spiega perché molti dei propri smartphone sono in realtà dei rebrand

Poco è un marchio che sta guadagnando molti consensi da parte degli appassionati che desiderano smartphone validi offerti a prezzi competitivi. Il brand, nato da una divisione di Xiaomi e ancora legato per certi aspetti alla casa madre, ha presentato diversi dispositivi durante gli ultimi mesi. Alle accuse di presentare solamente dei rebrand ha risposto Anuji Sharma, Country Director di Poco per l’India.

Poco M2 Pro

Tra i molti prodotti che ha annunciato l’azienda nel corso di quest’anno troviamo Poco X3 NFC, seguito di Poco X2 e che ci ha davvero convinti durante la nostra prova, e Poco C3, il dispositivo più economico del brand. L’azienda è stata spesso accusata di presentare alcuni prodotti che non sono altro dei rebrand dei dispositivi lanciati dal marchio Redmi, sempre di proprietà Xiaomi. Ad esempio, Poco M2 Pro è un rebrand di Redmi Note 9 Pro mentre il più recente Poco C3 non è nient’altro che una rimarchiatura di Redmi 9C. Persino il tanto apprezzato Poco X2 deriva da Redmi K30. La spiegazione del perché Poco tragga così tanta ispirazione, per così dire, dal brand fratello l’ha data Anuji Sharma durante un’intervista a The Indian Express.

Poco è ancora un marchio giovane e sviluppare nuovi telefoni per ogni serie è un compito difficile”, ha riportato la testata indiana. “Ecco perché Poco usa Xiaomi come piattaforma e improvvisa utilizzando quella base di partenza“. Sottolineando poi che Poco non è il primo marchio ad aver utilizzato questa strategia, Sharma ha affermato: “Il primo telefono OnePlus – OnePlus One – era un dispositivo Oppo rimarchiato e stessa cosa vale per il primo telefono Realme. I marchi tendono spesso a seguire questa strategia e ciò non cambia nel caso di Poco“.

Poco ha intenzione di seguire questa strategia per il prossimo futuro, questo significa che possiamo aspettarci di vedere sul mercato molti altri prodotti che hanno caratteristiche in comune con i dispositivi Xiaomi o Redmi. L’azienda ha anche intenzione di continuare ad utilizzare come software la MIUI, versione di Android modificata dalla casa madre e non ci sarebbero piani per distinguersi come brand in questo senso.

Inoltre Sharma ha parlato del possibile arrivo di un vero successore di Poco F1, uno smartphone originale e molto apprezzato dall’utenza, che ha di certo creato una propria nicchia in un mercato ormai sovraffollato: “Il Poco F1 è stato un dispositivo che ha cambiato il mercato e i consumatori si aspettano lo stesso dal successore. Il Poco F2 Pro non è quel dispositivo. Stiamo lavorando per portare un vero successore del Poco F1, ma ci vorrà del tempo per svilupparlo“.

Non ci resta quindi che attendere ulteriori sviluppi nei piani dell’azienda e vedere cos’ha in serbo per noi nel prossimo futuro.

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