La battaglia per la supremazia tecnologica nel mondo dei semiconduttori sta per vivere un capitolo decisivo che potrebbe rivoluzionare gli equilibri consolidati. Mentre Apple ha dominato per anni la corsa all'introduzione dei primi smartphone equipaggiati con i processori più avanzati, Samsung si prepara a spezzare questa egemonia grazie a una strategia audace che coinvolge la produzione di chip a 2 nanometri. Il colosso sudcoreano potrebbe essere il primo a lanciare sul mercato un dispositivo mobile dotato di questa tecnologia rivoluzionaria, anticipando persino la casa di Cupertino.
Il ritorno di Samsung Foundry dopo anni difficili
La storia recente di Samsung Foundry è stata segnata da momenti di grande difficoltà. Nel 2022, l'azienda aveva registrato rese produttive del 35% durante la fabbricazione del processore Snapdragon 8 Gen 1, un risultato deludente che aveva spinto Qualcomm a trasferire la produzione dei suoi chip di punta a TSMC. Per comprendere l'impatto economico di queste percentuali, basta pensare a una semplice analogia: è come acquistare una pizza da 10 fette a 12 euro, ma doverne buttare 4 perché bruciate, facendo lievitare il costo per fetta consumabile da 1,20 a 2 euro.
La situazione si era poi stabilizzata quando TSMC aveva preso in carico la produzione dello Snapdragon 8+ Gen 1 con rese del 70%, mantenendo da allora un rapporto privilegiato con Qualcomm. Tuttavia, i recenti sviluppi suggeriscono che Samsung Foundry sia riuscita a migliorare significativamente le proprie prestazioni produttive, aprendo nuove prospettive di collaborazione.
La strategia dei processori "For Galaxy"
Le indiscrezioni più recenti parlano di una versione speciale del futuro Snapdragon 8 Elite Gen 5 che potrebbe essere prodotta da Samsung Foundry utilizzando il processo SF2 a 2nm. Questa variante "For Galaxy" - tradizionalmente caratterizzata da frequenze di clock superiori rispetto alle versioni standard - era inizialmente destinata alla serie Galaxy S26, ma ora sembra più probabile che venga implementata nel Galaxy Z Flip 8 del prossimo anno.
La scelta non è casuale: quest'anno il Galaxy Z Flip 7 è stato equipaggiato con l'Exynos 2500, un chipset che originariamente doveva alimentare i modelli Galaxy S25 e S25+ nei mercati internazionali. Le difficoltà produttive legate ai processi a 3nm avevano però costretto Samsung a optare per lo Snapdragon 8 Elite di TSMC su tutti i modelli S25, lasciando all'Exynos 2500 il compito di equipaggiare esclusivamente la linea pieghevole.
L'innovazione dei transistor Gate-All-Around
Uno degli aspetti più interessanti di questa evoluzione tecnologica riguarda l'implementazione dei transistor Gate-All-Around (GAA) nell'Exynos 2500. Questa tecnologia rappresenta un salto qualitativo rispetto ai precedenti transistor FinFET: mentre questi ultimi coprivano tre lati del canale con il gate, i transistor GAA utilizzano nanolamine per coprire tutti e quattro i lati. Il risultato è l'eliminazione delle dispersioni di corrente e il miglioramento della corrente di pilotaggio, producendo processori più potenti ed efficienti dal punto di vista energetico.
Secondo le fonti del settore, Samsung avrebbe già consegnato a Qualcomm i campioni del processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 prodotto dalla propria fonderia. Questo sviluppo apre scenari interessanti per il 2025, quando i modelli Galaxy S26 non-Ultra potrebbero essere equipaggiati con l'Exynos 2600 a 2nm, mentre il Galaxy S26 Ultra continuerebbe a utilizzare la versione a 3nm prodotta da TSMC.
La sfida alle tradizioni di Apple
Se questi piani si concretizzassero, Samsung interromperebbe una tradizione che ha visto Apple pioniera nell'adozione dei processi produttivi più avanzati. La casa di Cupertino era stata la prima a introdurre processori a 7nm con l'A12 Bionic degli iPhone XS del 2018, a 5nm con l'A14 Bionic della serie iPhone 12 del 2020, e a 3nm con l'A17 Pro degli iPhone 15 Pro del 2023.
Il successo di questa strategia dipenderà principalmente dalle rese produttive che Samsung Foundry riuscirà a ottenere con il processo a 2nm. I rapporti di inizio anno indicavano il raggiungimento di una resa del 30% per la produzione a 2nm, un dato che, seppur ancora perfettibile, lascia sperare in un miglioramento delle prospettive della fonderia sudcoreana. La situazione rimane fluida e potrebbe portare a una collaborazione tra Samsung Foundry e TSMC, con la prima che si occuperebbe delle versioni a 2nm e la seconda di quelle a 3nm dello stesso processore.