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Samsung, un autogol la collaborazione con Supreme Italia? Pronto il passo indietro

La divisione cinese di Samsung ha annunciato – nella giornata di ieri – la collaborazione con Supreme Italia. Fino a qui nulla di strano, se non fosse che la celebre azienda statunitense attiva nel campo dell’abbigliamento non ha mai registrato il suo marchio nel nostro Paese. Si tratta dunque di una realtà che, pur essendo anch’essa operativa nel settore dello street wear, non ha nulla a che fare con la controparte a stelle e strisce. Una situazione che ha inevitabilmente scatenato un acceso dibattito.

Supreme Italia è balzata agli onori della cronaca un paio d’anni fa. Dopo aver registrato il marchio italiano infatti, ha iniziato a commercializzare abbigliamento con un brand molto simile a quello americano, con scritta bianca su sfondo rosso, a prezzi però decisamente più contenuti. Per tali ragioni, Supreme statunitense si è mossa per vie legali, chiedendo tutela in sede cautelare per “attività di contraffazione e di concorrenza sleale”, come riportato all’epoca da tutte le principali testate internazionali del settore, come HypeBeast.

La domanda è stata accolta dal Tribunale di Milano, che però la scorsa estate si è pronunciato a favore di Supreme Italia in quanto “affinché l’atto costituisca un illecito non è sufficiente che ci sia confusione tra i due brand né che ci siano somiglianze esteriori tra i prodotti”. Una questione complessa, con l’azienda italiana che ha dunque potuto proseguire la propria attività.

Tutto questo fino ad arrivare alla giornata di ieri. Samsung ha tenuto in Cina l’evento di presentazione del nuovo smartphone Galaxy A8s, il primo dell’azienda sudcoreana a essere caratterizzato da un foro nello schermo che ospita la fotocamera anteriore. A margine dell’evento, sono stati invitati sul palco i due CEO del brand italiano fondato a Barletta che, assieme Feng En (direttore marketing di Samsung Cina), hanno parlato dei progetti futuri che includerebbero anche l’apertura di un negozio Supreme a Pechino.

Subito dopo l’evento, Supreme statunitense ha rilasciato una nota nella quale ha chiarito come, da parte sua, non ci sia alcuna collaborazione in atto con Samsung, essendo appunto Supreme Italia un’azienda a sè stante. Dal canto suo anche il gigante sudcoreano ha subito chiarito come la collaborazione sia con il brand italiano e non con quello americano. Questo però non è bastato a placare gli animi sui social.

Il manager del marketing digitale di Samsung, Leo Lau, ha inizialmente difeso la partnership, ma successivamente la società ha annunciato ufficialmente di voler “rivalutare” la propria posizione sull’accordo. “Recentemente, Samsung Electronics ha annunciato che coopererà con Supreme Italia nel mercato cinese, stiamo rivalutando questa partnership e ci rammarichiamo profondamente per l’inconveniente causato”. Non è chiaro quale sarà adesso la prossima mossa e se la vicenda possa avere o meno strascichi di natura legale.