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Speciale Italia al Mobile World Congress 2015 di Barcellona

Al Mobile World Congress 2015 di Barcellona c'erano anche alcune aziende italiane, ma non si può proprio dire che il nostro paese abbia brillato alla più importante fiera mondiale della tecnologia mobile. D'altra parte non abbiamo produttori di smartphone né di componenti, e fino a un certo punto è comprensibile.

Siamo comunque andati alla ricerca di quel poco di italianità che si poteva trovare in quel di Barcellona, nutrendo la segreta speranza che un qualche nostro connazionale avesse portato il classico tesoro nascosto, e stesse solo aspettando qualcuno che lo scoprisse.

La prima tappa non è stata delle più entusiasmanti. Al padiglione 7 erano infatti raccolte tre società che si dedicano alla produzione e vendita di accessori: CellularLine, SBS e Tucano. Tutte e tre sono aziende solide che propongono prodotti più che validi, e sono sicuro che più di un lettore ne ha comprato almeno uno restandone soddisfatto.

Ma non era quello che stavo cercando, così mi sono diretto al padiglione 8, dove – mappa alla mano – avrei dovuto trovare un buon numero di aziende nel nostro Paese. Una passeggiata di una ventina di minuti dal "centro" rappresentato dal padiglione 3, tanto per rendere l'idea di quanto fosse remota la meta.

Una volta arrivati ci siamo trovati di fronte a una struttura di un rosso cupo, piuttosto visibile, con scritto "Italia" un po' dappertutto. Non era certo una location di prestigio, ma lì vicino c'erano delle sale per incontri one-to-one di Google, e in zona tanti altri stand minori. Insomma un luogo appartato ma non trascurato.

"Bene", mi dico, "andiamo a vedere chi c'è e cosa fanno". Non l'avessi mai fatto. Avvicinandomi vedo dei micro stand a due posti, che danno a ogni azienda un tavolino da caffè con un paio di sedie. Lo spazio è sacrificato, ma per mostrare un volantino e un prototipo potrebbe bastare.

Il problema è che in molti casi c'erano giusto i volantini. Alle 14.00 circa almeno la metà degli stand era deserta. I responsabili erano "a pranzo" o si erano allontanati per qualche ragione, e non sono tornati nella mezz'ora che abbiamo passato lì parlando con quelli che invece c'erano.

Aziende italiane al Mobile World Congress 2015 di Barcellona

Ma come? Vai Barcellona per parlare della tua iniziativa e poi non ti preoccupi di avere almeno una persona sempre presente? Lo so che è noioso starsene lì seduti tutto il tempo, che di gente ne passa pochissima e finisci per demotivarti. Così però è un'occasione sprecata per gli imprenditori e anche un investimento bruciato per gli sponsor, vale a dire il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Italian Trade Agency – nomi che significano inequivocabilmente che c'è finito anche del denaro pubblico – probabilmente non molto comunque. Quelli che erano presenti se non altro si sono rivelati più che disponibili a parlare con la stampa; per gli altri mi sono dovuto accontentare del libretto che distribuivano in loco e dei siti web.

Di certo mi ricorderò a lungo di Carlo Brianza, fondatore e AD di "La Comanda" che ha portato a Barcellona un oggetto semplice e geniale, che potete vedere nel video. La Comanda si potrebbe definire un bottone antipanico per la pizza. Si programma con alcuni dati, il menù predefinito del fornitore, e lo si attacca al frigorifero. Dopodiché basta dargli una botta e il dispositivo ordina per noi; non dovremo far altro che attendere la consegna a domicilio.

La Comanda

La Comanda funziona con grandi società organizzate come Pizza Hut, ed è proprio con loro che partirà una sperimentazione in Canada. Usarlo in Italia non sarebbe semplice, perché non esistono catene simili e la pizza la prendiamo da locali indipendenti che difficilmente hanno una piattaforma informatica per ordinare online – anzi non è nemmeno detto che facciano consegna a domicilio. L'idea comunque è buona e sta funzionando, chapeau a Brianza per l'idea brillante, che comunque non è l'unica: c'è anche Trillio, un dispositivo che dovrebbe aiutare gli anziani a ricordarsi di prendere i medicinali e che emana allarmi in caso di emergenza.

Lì accanto c'erano poi i ragazzi d Flazio (flazio.it), che hanno sviluppato un interessante CMS (Content Management System) pensando soprattutto alla semplicità. Con Flazio è piuttosto semplice realizzare un sito web anche con poche o nessuna competenza, e partire subito da una pagina flessibile che si adatta al dispositivo usato, dal desktop allo smartphone. Flazio ha un offerta di base gratuita, mentre quella a pagamento costa 99 euro l'anno, con più spazio e funzioni avanzate

Anche PubCoder è uno strumento per la creazione di contenuti, ma con un indirizzo diverso; è infatti pensato per la creazione di ebook interattivi, da esportare poi nei formati più diffusi. Ha grandissime potenzialità e permette di creare ottimi prodotti, ma ovviamente bisogna partire da un buon libro. Nello stesso settore troviamo Applix, specializzata (anche) in testi scolastici. Similmente, PixelBook è pensata per l'editoria digitale, ma il focus in questo caso è sui cataloghi professionali – un prodotto diretto alle imprese quindi.

ebook interattivi

Nell'ambito del turismo e del tempo libero invece si collocano Photospotland, un'applicazione e una comunity dedicata appunto alle fotografie di viaggio e Pandoralab, che invece punta a creare un servizio per il mercato del lusso, tanto per clienti quanto per gli operatori del settore (hotel, ristorant, etc.). Spotlime è invece un'applicazione che dovrebbe aiutarci a trovare qualcosa da fare la sera in città, ed eventualmente di prenotare senza lasciare l'applicazione stessa.   

AppTripper invece è un servizio (e un'applicazione) destinato al turismo, che propone gli itinerari migliori e invita a condividere i propri; è uno dei pochi prodotti disponibili anche per Windows Phone. Un aiuto prezioso per chi visita una città d'arte. Kolektio è invece una curiosa applicazione a "registrazione costante", basata sull'idea di salvare tutto ciò che accade durante un certo periodo scelto da noi, così poi potremo decidere con calma cosa conservare. Durante un viaggio o una serata con gli amici potrebbe rivelarsi piuttosto divertente, ed ha già riscosso un successo più che discreto.  

Fuori dai canoni troviamo invece l'idea di Ennova, che vuole realizzare un sistema di assistenza remota per smartphone e tablet. In un certo senso vuole sostituirsi ad parenti e amici, e diventare l'esperto a cui fare tutte le domande che abbiamo sui nostri dispositivi, ma anche un valore aggiunto che ci proporranno al momento dell'acquisto – una cosa del tipo "compri il telefono e c'è l'assistenza inclusa con un piccolo extra".

Ennova

Hicsperience punta alla domotica e all'automazione, con un sistema, SUITE, che promette di coordinare le varie attività domestiche e renderle meno onerose. Personalmente credo che potrei averne bisogno. Propongono anche WAND, un telecomando per le installazioni automatiche della casa.

ParkSmart propone invece un nuovo approccio all'eterno problema del parcheggio. Quest'applicazione cerca un posteggio libero collegandosi alle videocamere di sorveglianza installate nei parcheggi stessi. In questo modo, tramite l'applicazione, l'automobilista saprà subito dove trovare un posto libero evitandosi di girare a vuoto accumulando stress.

Paqos poi è una società dedita allo sviluppo software, app mobile in particolare, e hardware. Nello stesso ambito, ma con diversa specializzazione, troviamo Actions, Applix, Enjinia, iStartLab, Mobimesh, Pushapp. SecurCube fornisce invece servizi di informatica forense, diretti soprattutto alle forze dell'ordine di tutto il mondo. Il loro software in particolare può analizzare big data (tabulati telefonici in particolare) per estrarre informazioni rilevanti.

Amicomed

Quasarmed propone Amicomed, un sistema già compatibile con iHealth per il monitoraggio della pressione sanguigna, ed è anche un servizio che offre consigli utili per mantenerla al giusto livello. Il dispositivo da una parte rende più facile la misurazione fai da te, e dall'altra offre una piattaforma per l'analisi dei dati e la condivisione con un medico specializzato.

Shoozy è un'applicazione pensata esclusivamente per le scarpe, con una community, immagini, shop integrato. L'obiettivo è portare online i negozianti di scarpe che non hanno ancora un canale di vendita su Internet, nonché diventare un punto di riferimento per chi vuole comprare scarpe alla moda.

Applicazioni e dispositivi invece non sono il core business di Talent Garden, società lombarda che sta creando il proprio business con gli spazi di lavoro condivisi. Luoghi da prendere per lavorare, ma anche per incontrare altri talenti e creare occasioni per far nascere nuove avventure d'impresa.

YouBiquo infine è una società campana che sta provando a trovare la propria strada nel mondo della tecnologia indossabile. Propongono un visore a realtà aumentata per le applicazioni professionali, insieme a software specifico e una piattaforma cloud per sfruttarlo al meglio.

Ecco, tutto sommato le aziende italiane raccolte al Mobile World Congress 2015 non erano per niente una cattiva rappresentanza del nostro paese. Anzi, al contrario: tante idee, tanta creatività, tanti progetti con il potenziale per arrivare lontano, e tutti con una qualche sfumatura, qualcosa che ti fa capire che stai guardando un "made in Italy".

Hanno lo stile italiano nel migliore dei sensi possibili queste imprese, ma anche nel peggiore. Dopotutto quando sono arrivato buona parte degli stand era vuota, e mancava solo il cartellino "torno subito". È stata la cosa peggiore, il ricordo che farò fatica a lavare via. Se almeno potessi ordinare una pizza con La Comanda forse starei meglio.