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Tizen è l’OS mobile open source che tutti attendevano

Tizen è il sistema operativo mobile emergente che si candida a conquistare la quinta posizione mondiale. Secondo ABI Research la nuova piattaforma open source, che fondamentalmente nasce in casa Samsung come alternativa ad Android, quest'anno scavalcherà le versioni mobili di Ubuntu e Firefox. Ovviamente rispetto ai leader di mercato le distanze percentuali sono enormi, ma è pur sempre un inizio.

"Il forte sostegno di Intel e Samsung a Tizen consentirà di sbaragliare velocemente gli altri sfidanti basati su Linux", ha commentato l'analista Joshua Flood.

Tizen

"Senza contare che gli altri segmenti dell'ecosistema mobile sono pronti per un nuovo OS mobile che possa usurpare il dominio di Apple e Google sul mercato. Gli operatori mobili, in particolare in Asia, stanno cercando altre opzioni. Il rifiuto di Apple di modificare il suo OS per gli operatori in modo da aggiungere servizi personalizzati o consentire differenziazioni di marchio èuno dei motivi dello scontento".

Tizen recentemente ha accolto tutto il know-how della piattaforma Bada, che fino a poco tempo fa veniva adottata da Samsung per la fascia bassa. Tizen nasce nel 2012 con tanto di coinvolgimento della Linux Foundation e LiMo Foundation. È il frutto della sintesi dei progetti LiMo e MeeGo, quest'ultimo figlio a sua volta di Nokia Maemo e Intel Moblin. La licenza è open source per quanto riguarda il sistema operativo e proprietaria per il software di sviluppo.

Il primo smartphone Samsung basato su Tizen sarà svelato tra agosto e settembre. Per ora si parla di un solo terminale di fascia alta, anche se l'azienda dovrebbe averne diversi in cantiere per ogni segmento. Per quanto riguarda i primi prodotti NEC e Fujitsu, che fanno parte della Tizen Association, bisognerà attendere il 2014. L'obiettivo, stando a indiscrezioni di stampa, è quello di coprire prima il mercato orientale, dopodiché arriverà il momento dell'Occidente.

Orange e Vodafone sono i primi operatori candidati per lo sbarco in Europa, anche se le stime indicano nel mercato Asia-Pacifico una potenziale base di istallazioni su smartphone del 65%.