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UE contro i giganti tecnologici: misure su contenuti, concorrenza e tasse

L’Unione Europea è pronta a intensificare le misure legislative nei confronti dei colossi tecnologici come Apple, Google, Amazon e Facebook per cercare di contenere il loro presunto comportamento anticoncorrenziale, imponendo il pagamento di più tasse e costringendoli a farsi carico di maggiori responsabilità per contenuti illegali pubblicati sulle loro piattaforme. È questo il piano di Margrethe Vestager, Commissaria alla concorrenza dell’UE, raccontato a The Wall Street Journal.

L’obiettivo della Commissaria è delineare i confini legali per le aziende tecnologiche con leggi che non si limitino solamente a regolare eventuali comportamenti anticoncorrenziali. Vestager spiega che è necessaria una regolamentazione ben precisa oltre a regole più severe sulla concorrenza. Le proposte di legge intendono modificare le leggi già esistenti (considerate in certi casi obsolete dalla Commissaria) al fine di attribuire maggiore responsabilità alle società tecnologiche.

Vestager

Tra le aree in cui sarebbe necessaria una legislazione più moderna e chiara è quello dei contenuti pubblicati sulle piattaforme. Considerando l’evoluzione di tali piattaforme, bisogna stabilire chiaramente quali sono le responsabilità dei colossi in merito ai contenuti pubblicati, spiega Vestager. Attualmente, le piattaforme non possono essere citate in giudizio per contenuti ingannevoli ma queste si sono comunque impegnate per limitare fenomeni di fake news e simili.

In realtà, l’Unione Europea non vuole attribuire alle piattaforme la responsabilità per ogni contenuto pubblicato ma intende creare dei meccanismi di ricorso per i contenuti rimossi. Come parte delle stesse misure, le società che gestiscono tali piattaforme dovrebbero registrarsi come entità commerciali in Europa per essere “governate da questi insiemi di regole“, aggiunge Vestager.

In materia di concorrenza, la Commissaria UE intende ottenere maggiori poteri investigativi per poter ordinare alle aziende di modificare la loro condotta al fine di frenare eventuali monopoli o comportamenti anticoncorrenziali. Infine, è stata confermata nuovamente la volontà di imporre la web tax ai colossi tecnologici entro la fine del 2020, anche se non si raggiunge un accordo con gli USA che di recente hanno abbandonato i colloqui con l’Ue per la definizione di una nuova tassa globale sulle società digitali.

Insomma, l’Unione Europea fa sul serio e i giganti come Google, Apple, Facebook e Amazon potrebbero presto trovarsi a far fronte alle nuove misure messe in atto nei Paesi dell’UE.

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