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Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, anteprima del gioco indie italiano scritto da Chris Avellone!

Se c’è un gioco di ruolo che merita attenzione nel panorama indipendente italiano quello è sicuramente Alaloth: Champions of the Four Kingdoms, un titolo in sviluppo da Gamera Interactive già da diverso tempo che abbiamo avuto modo di vedere nuovamente durante l’evento meneghino di ID@Xbox.

La prima particolarità di questo videogioco è che tutta la lore è stata scritta da Chris Avellone, autore di storie tra cui Pillars of Eternity, Torment, Prey, Fallout 2, Into the Breach e tantissimi altri. In questo articolo vi racconteremo in generale le caratteristiche di questo gioco che, come abbiamo già detto, merita molta attenzione nei mesi avvenire.

Il temibile Alaloth!

Veniamo subito al dunque,i l gioco è profondamente ispirato a Moonstone: A Hard Days Knight, un titolo che i possessori di Amiga non possono non conoscere, soprattutto per la sua difficoltà abbastanza frustrante dell’epoca – ricordate il drago?. Il titolo di Mindscape ci metteva nei panni di un cavaliere dall’armatura colorata destinato a contendersi con altri tre cavalieri un antico artefatto necessario per terminare l’avventura, e proprio di questa caratteristica che Alaloth cerca di prendere spunto, riproponendo una meccanica simile ma in maniera differente.

Perché in maniera differente? Innanzitutto perché il titolo di Gamera Interactive è in visuale isometrica, ponendosi come somiglianza ai più comuni cRPG come, appunto, Pillars of Eternity o Baldur’s Gate; in secondo luogo gli artefatti da trovare sono ben quattro – tutti posti in maniera casuale sulla mappa – , e per arrivare all’end game “Fifth Kingdom” sarà necessario averli tutti. Esattamente come in Moonstone verremo ostacolati da altri tre cavalieri controllati dall’intelligenza artificiale che cercheranno di ottenere i manufatti prima di noi.

Ma perché bisogna recuperare questi oggetti? Lo scopo è arrivare all’end game e uccidere Alaloth, un terribile mostro dalle fattezze che ricordano molto da vicino il signore del terrore, Diablo. Alaloth sta cercando di conquistare i quattro regni del mondo di gioco. Il nostro è quindi un viaggio epico, tra diverse casate, regni e personaggi, ognuno con la sua storia e le sue descrizioni, un mondo di gioco, insomma, profondo e curato.

Il viaggio, però, è anche una corsa contro il tempo, sia perché Alaloth diventa ogni giorno che passa sempre più potente – cambiando anche l’influenza sulla mappa – sia perché gli altri cavalieri cercano imperterriti i manufatti. Questo, tuttavia, non impedisce al giocatore di svolgere missioni secondarie o ottenere reputazione e prestigio dalle varie casate sparse, completando quest o incarichi dalle classiche bacheche cittadine.

La nostra storia

Gli sviluppatori ci hanno mostrato in maniera chiara come funziona il gioco a partire dalla creazione del personaggio. È possibile scegliere la razza – orco, umano, elfo o nano – la casata, il nostro carattere, il nostro stile di combattimento e le nostre sembianze fisiche – capelli, volto…

Il mondo di gioco è diviso in quattro regni, ognuno di questi è composto da cinque città, la capitale, una città grande e tre più piccole. Oltre a questo, sono presenti sette aree di combattimento per ogni regno, zone in cui possiamo incontrare animali, banditi, creature da eliminare per ottenere bottino e migliorare il nostro cavaliere. Si perché il gioco non ha un classico sistema di progressione, le abilità le possiamo scegliere solo una volta completate le aree di combattimento ed è possibile impostarne solo quattro tra le 36 disponibili, occorre quindi un’importante riflessione su come costruire il proprio personaggio. Possiamo diventare un guerriero formidabile, un mago dalle mille doti o anche un misto fra i due, insomma la scelta sta solo al giocatore.

E i combattimenti? Il gioco non è semplice come può sembrare, Alaloth: Champions of the Four Kingdoms non è un Diablo Like, i combattimenti sono in tempo reale, lenti e a volte abbastanza impegnativi. Occorre parare, colpire nel momento giusto, sfruttare le abilità e schivare, tenendo sempre d’occhio la stamina. Gli scontri non sono mai con troppi nemici, massimo due-tre insieme, proprio per sottolineare quanto  la strategia sia fondamentale nel sistema di combattimento. Oltre a questo, il gioco non ha salvataggi automatici e quelli manuali sono possibili solo nelle zone pre-combattimento e nelle taverne delle città, se questo non dovesse bastare, l’inventario non è disponibile una volta in combattimento.

Tirando le somme

Alaloth: Champions of the Four Kingdom è senza dubbio un gioco decisamente più ambizioso di quanto la sua natura lasci trasparire. Il titolo di Gamera Interactive promette tante cose interessanti, grazie a uno stile unico, una lore impreziosita dal lavoro di Chris Avellone e tante meccaniche molto interessanti, oltre che ben costruite. Assolutamente da tenere d’occhio, nella speranza di vederlo il prima possibile sulle nostre console e sul nostro PC.