Il dibattito sull'esclusività di Alan Wake 2 su Epic Games Store continua a dividere l'industria videoludica, con Remedy Entertainment che è intervenuta pubblicamente per difendere l'accordo di publishing che ha portato il survival horror psicologico a rimanere lontano da Steam per oltre due anni dal lancio.
La discussione è esplosa sui social dopo che Michael Douse, director of publishing di Larian Studios (lo studio dietro Baldur's Gate 3 e la serie Divinity), ha pubblicato un lungo thread critico verso la strategia di Epic Games. Douse ha sottolineato come Remedy sia entrata in crisi finanziaria proprio perché impossibilitata ad accedere all'enorme bacino d'utenza di Steam, perdendo potenzialmente centinaia di milioni di dollari in mancate vendite. Il gioco ha impiegato un anno intero per iniziare a generare royalties per lo studio finlandese, raggiungendo questo traguardo solo dopo aver superato i 2 milioni di copie vendute nell'ottobre 2024.
Il dirigente di Larian ha risposto direttamente a Tim Sweeney, CEO di Epic Games, che aveva difeso il modello competitivo tra storefront sostenendo che "giocatori e sviluppatori vincono sempre avendo più opzioni e offerte migliori". Secondo Douse, la strategia di Epic si basa sulla speranza di convertire centinaia di milioni di giocatori di Fortnite in acquirenti di titoli premium mid-hardcore, utilizzando i giveaway gratuiti come esca. Una tattica che, a suo avviso, ricorda pericolosamente quanto fatto da Apple e Google negli ultimi dieci anni, che hanno svalutato giochi e app al punto da rendere quasi impossibile vendere esperienze premium senza compromettere il valore percepito su altre piattaforme.
La risposta di Remedy Entertainment non si è fatta attendere, con lo studio che ha pubblicato una dichiarazione ufficiale per chiarire la propria posizione. Il team finlandese ha ribadito che Alan Wake 2 semplicemente non esisterebbe senza il finanziamento di Epic Publishing, descrivendo l'accordo come "molto equo" per lo sviluppatore. Remedy ha sottolineato come questi deal complessi possano richiedere anche un anno per essere finalizzati e non sempre risultino vantaggiosi per chi sviluppa, mentre in questo caso specifico tutto si è concluso in pochi mesi con condizioni favorevoli. La chiusura del messaggio è stata inequivocabile: "Epic Games è stato, ed è, un partner eccellente per noi.".
La vicenda evidenzia le tensioni crescenti nel mercato della distribuzione digitale PC, dove Steam mantiene una posizione dominante con oltre 120 milioni di utenti attivi mensilmente, mentre Epic Games Store cerca di ritagliarsi spazio attraverso esclusive temporanee e permanenti finanziate direttamente. Per i giocatori, l'esclusività significa frammentazione delle librerie e impossibilità di sfruttare funzionalità consolidate come le recensioni della community, il Workshop per le mod o l'integrazione con Steam Deck, elementi che hanno contribuito al successo della piattaforma Valve.
Guardando al futuro, Remedy ha già diversificato la propria strategia di publishing: il prossimo Control Resonant, sequel dell'acclamato action soprannaturale, vedrà Annapurna Pictures finanziare il 50% dello sviluppo, mentre la stessa compagnia si occuperà di creare adattamenti cinematografici e televisivi sia di Control che di Alan Wake. Una mossa che dimostra come gli studi indipendenti stiano cercando modelli di finanziamento alternativi per garantire la sostenibilità dei progetti AAA, senza dipendere esclusivamente dalle esclusive degli storefront digitali.