Il panorama della conservazione dei videogiochi classici si arricchisce di un nuovo capitolo: Banjo-Kazooie, l'iconico platform sviluppato da Rare per Nintendo 64 nel 1998, ha ricevuto una versione nativa per PC tramite un progetto di ricompilazione open source. L'iniziativa, guidata dal modder noto come Wiseguy, porta su Windows, Linux e macOS uno dei titoli più amati dell'era a 64 bit, nonostante Microsoft – proprietaria dei diritti di Rare dal 2002 – non abbia mai rilasciato una versione ufficiale per la propria piattaforma desktop.
Il progetto Banjo: Recompiled è stato annunciato ieri con un trailer su YouTube accompagnato dalla pubblicazione del codice sorgente su GitHub. Si tratta di una conversione nativa completa che richiede la ROM originale del gioco come file sorgente, seguendo lo stesso approccio utilizzato in precedenza per i port non ufficiali di Super Mario 64 e The Legend of Zelda: Ocarina of Time. A differenza dell'emulazione tradizionale, questa soluzione offre prestazioni superiori con requisiti hardware significativamente ridotti.
Le caratteristiche tecniche del port includono il supporto per frequenze di aggiornamento superiori ai 30 fps originali, compatibilità con formati widescreen e ultrawide, e un sistema di mappatura dei controlli completamente personalizzabile. L'implementazione prevede anche una telecamera a doppio analogico modernizzata, superando i limiti del controller N64 originale che disponeva di un solo stick analogico. La fluidità visiva e la riduzione dell'input lag rappresentano miglioramenti immediatamente percepibili rispetto all'esperienza su hardware originale o tramite emulazione.
Tra le aggiunte più apprezzate figura un'opzione mutuata dalla versione presente in Rare Replay per Xbox: la possibilità di mantenere le note musicali raccolte anche in caso di morte o abbandono del livello, eliminando uno degli aspetti più frustranti del design originale. Si tratta di una concessione alla giocabilità moderna che riduce la punitività senza compromettere l'esperienza complessiva.
Il progetto integra nativamente un sistema di gestione delle mod con supporto preconfigurato per alcune delle conversioni più celebri della community: Jiggies of Time di Mark Kurko, che reimmagina il gioco in chiave The Legend of Zelda, e Nostalgia 64, un mashup che combina elementi di diversi classici Nintendo 64. Include inoltre il pacchetto texture HD realizzato dal modder GhostlyDark, che migliora significativamente la resa grafica mantenendo l'estetica originale.
Questo rilascio si inserisce in un trend più ampio di iniziative di conservazione guidate dalla community. La tecnica della ricompilazione – che converte il codice macchina originale in codice sorgente moderno – si sta rivelando una via praticabile per preservare titoli classici in un contesto in cui, secondo stime recenti, l'87% dei videogiochi storici non è più accessibile attraverso mezzi legittimi o ufficiali. Diversi altri titoli Nintendo 64 hanno già completato la fase di decompilazione e potrebbero seguire lo stesso percorso verso conversioni native.
L'assenza di una versione PC ufficiale di Banjo-Kazooie da parte di Microsoft – nonostante l'azienda possieda sia i diritti del franchise che il sistema operativo più diffuso nel gaming – rende questo progetto particolarmente significativo per gli appassionati di retrogaming. La scelta di pubblicare il codice sorgente su GitHub garantisce inoltre la trasparenza e la continuità del progetto, permettendo alla community di contribuire a futuri miglioramenti e correzioni.
Il rilascio di Banjo: Recompiled dimostra come le iniziative come questa possano colmare lacune lasciate dall'industria nella preservazione del patrimonio videoludico, offrendo soluzioni tecnicamente superiori sia all'emulazione che alle riedizioni commerciali. Con la crescente attenzione al tema della conservazione digitale e movimenti come Stop Killing Games, progetti di questo tipo rappresentano un modello alternativo per garantire l'accessibilità a lungo termine dei classici videogiochi.