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Borderlands 4 alza la posta in gioco | Provato

Mentre ci stavamo addentrando nei meandri di Borderlands 4 ci siamo scontrati con un difficile avversario: l'Idolatra Sol.

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Avatar di Giacomo Todeschini

a cura di Giacomo Todeschini

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 04/09/2025 alle 14:00
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Borderlands 4 è oramai dietro l’angolo. Il desideratissimo quarto episodio della saga a base di ironia e pallottole sbarcherà infatti sul mercato il prossimo 13 settembre, ossia tra poco più di una settimana. Un’attesa ancora di qualche giorno ci separa quindi dal ritorno di Claptrap e compagni, con il titolo di Gearbox che promette di regalarci un’avventura ancor più memorabile che in passato.

Un’avventura nella quale noi ci siamo immersi già da qualche giorno e della quale potremmo parlarvi nel dettaglio a breve all’interno della recensione che troverete sempre su queste pagine. Nell’attesa di tale articolo oggi vi raccontiamo però di una missione in particolare e di come abbiamo messo fine al regno del terrore dell’Idolatra Sol, uno dei comandanti del Cronocustode, la principale nemesi del titolo.

La fortezza di Sol

Di quanto avvenuto prima o di quanto succederà dopo non vogliamo raccontarvi, in modo tale da evitare di rovinarvi in qualsiasi modo la narrativa del gioco, ma vi basti sapere che la missione di cui vi stiamo parlando è il culmine di una serie di quest volte soverchiare il dominio dell’Idolatra Sol.

Dopo esser arrivato su Kairos, il nuovo pianeta che fa da palcoscenico a Borderlands 4, il nostro cacciatore della cripta si ritrova infatti presto invischiato a dover combattere contro le forze di tale avversario, attraverso tutta una serie di peripezie che lo porteranno appunto fino alle porte della fortezza del despota.

Una volta varcate le porte del suo rifugio ci troveremo dinnanzi una sontuosa e lussuosa dimora, fatta di ampie stanze, larghi corridoi e scale dorate. Un’ambientazione tanto ricca quanto all’apparenza falsa, come se volesse essere solo ostentazione di potere e ricchezza fine a sé stessa.

Immagine id 68765

Ad accoglierci sono stati gli ultimi scagnozzi rimasti al comando dell’Idolatra, con il tiranno che si è rifugiato in fondo alla sua abitazione per raccogliere le forze ed evitare di deludere il Cronocustode, di cui è un succube suddito. Occuparci di loro non è stato tropo difficile, dato che si trattava delle ultime forze del comandante nemico, poste li più per prendere tempo che con la vana speranza di fermare il nostro incedere.

Una volta liberata la strada abbiamo potuto procedere nei lunghi corridoi che la compongono. Per farlo ci siamo trovati a dover utilizzare due delle principali novità di Borderlands 4, ossia il doppio salto e il rampino. Grazie a esse abbiamo infatti potuto prendere percorsi altrimenti inaccessibili e arrivare fino al cuore della villa dell’Idolatra Sol, giusto fuori dalla porta del nostro avversario.

Mentre il doppio salto è utilizzabile liberamente, il rampino può essere sfruttato solo per raggiungere qualche appiglio predeterminato durante l'esplorazione o per attrarre a sé in combattimento, come vedremo a breve, degli oggetti esplosivi da lanciare poi contro qualche malcapitato bersaglio.

Dopo svariate scalinate e lussuose sale ci siamo quindi ritrovati nella sala precedente al nascondiglio di Sol. Strane litanie giungevano infatti da una voragine nel terreno, invitandoci a lanciarci al suo interno e andare incontro al nostro destino. Prima di farlo c'è stato però tempo per un ultimo pit stop agli immancabili distributori per ricaricare i proiettili e fare qualche acquisto dell’ultimo minuto.

Immagine id 44590

Un tiranno in piena regola

Giunti nell' arena dello scontro la prima cosa che abbiamo notato è stata la vera natura dell’Idolatra Sol. Il volto dorato che ci minacciava a ogni nostra missione altro che non era infatti che un uomo oltremodo corpulento, con il corpo ricoperto di piaghe e grossi bubboni. Appena ci ha scorto la situazione è cambiata però drasticamente, dato che Sol si è ricoperto  di una sontuosa corazza all’apparenza impenetrabile al prezzo della vita di un proprio alleato.

I deboli del resto, come da lui stesso dichiarato nel corso della battaglia, altro non servono che a nutrire i potenti. Una filosofia decisamente forte, che mostra bene cosa intendeva Gearbox quando ci ha raccontato in quel di Colonia che i temi di Borderlands 4 erano più impegnati che in passato.

Proprio sulla duplice natura di Sol, che nella realtà è tutt’altro che di bell’aspetto mentre in pubblico sembra quasi una semi divinità, ruota l’intero scontro con il boss. Mentre indossa la sua corazza, infatti, Sol è praticamente inscalfibile ed è solo quando gliela rimuoveremo temporaneamente, lanciandoli contro degli esplosivi che di tanto in tanto appaiono nell’arena, che potremmo danneggiarlo.

Il nostro avversario è comunque tutt’altro che indifeso anche quando sprovvisto della sua corazza e continuerà ad assaltarci con attacchi ad area, spadate, raggi laser e molto altro ancora. Per uscirne vincitori è quindi necessario utilizzare l’intero arsenale a disposizione del nostro personaggio e sfruttare i punti deboli del nostro avversario.

Noi per esempio abbiamo utilizzato Rafa l’eso-soldato in questa battaglia e abbiamo scatenato le sue due torrette nei momenti in cui era possibile fare più male possibile all’Idolatra Sol. Con la sirena Vex avremmo sicuramente utilizzato una tattica differente, attaccandolo ad esempio con un sosia mortale, mentre con altri cacciatori della cripta le tattiche utilizzate sarebbero state ancora differenti.

Immagine id 67448

Quel che è certo è che abbiamo vissuto un combattimento lungo e avvincente, capace di mettere in gioco sempre variabili nuove. Gli attacchi e i pattern offensivi di Sol erano infatti molteplici e abbiamo dovuto imparare a contrastarli strada facendo, rimediando ad eventuali errori in corso d’opera. Molto buono l’utilizzo del rampino per recuperare da lontano gli esplosivi necessari a distruggere la corazza di Sol, così come il fatto che per ripristinarla il Deposta doveva sacrificare un proprio alleato durante lo scontro.

Borderlands 4: in conclusione

L'Idolatra Sol, con la sua dualità tra l'immagine di un semidio e la realtà di un corpo tutt’altro che divino, è l'emblema perfetto di ciò che Borderlands 4 vuole esplorare: temi più maturi e profondi, senza rinunciare all'azione e all'umorismo dissacrante che abbiamo imparato ad amare. Le nuove meccaniche, come doppio salto e rampino, si sono rivelate poi utilissime durante lo scontro e ci hanno mostrato alcuni spunti nel quale verranno utilizzate all’interno dell’opera completa. Certo, una singola boss battle è un po’ poco per sbilanciarsi troppo sulla qualità dell’ultima fatica di Gearbox ma non possiamo negare di esserci davvero divertiti e di aver desiderato la sconfitta di Sol con tutto il nostro cuore.

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