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Darksiders 2 Deathinitive Edition | Recensione

Darksiders 2 Deathinitive Edition arriva su Nintendo Switch attraverso una conversione pigra ma che riesce, al netto di qualche sbavatura, a convincere.

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Avatar di Andrea Maiellano

a cura di Andrea Maiellano

Author @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/09/2019 alle 18:00 - Aggiornato il 26/09/2019 alle 10:29

In sintesi

Darksiders 2 Deathinitive Edition arriva su Nintendo Switch attraverso una conversione pigra ma che riesce, al netto di qualche sbavatura, a convincere.

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  • Pro
    • - Darksiders 2 rimane uno dei migliori esponenti degli action game odierni.
    • - Giocato in mobilità è assolutamente un'esperienza incredibile.
    • - Longevo e ricco di contenuti.
  • Contro
    • - I difetti della precedente edizione della remastered rimangono presenti anche su Nintendo Switch.
    • - Una maggior ottimizzazione avrebbe sicuramente reso maggior giustizia alle peculiarità della console ibrida.

Il verdetto di Tom's Hardware

8

Come già successo per molti altri titoli, anche Darksiders 2 Deathinitive Edition per Nintendo Switch stupisce più in mobilità che in modalità fissa. Il valore aggiunto di poter fruire di una produzione tripla A di tale portata, seppur di una generazione precedente, rende la valutazione di questa remastered, realizzata con pigrizia, lievemente più alta che nelle altre versioni precedentemente rilasciate da THQ Nordic. Rimane indubbio che a distanza di quattro anni dalla prima release, Darksiders 2 Deathinitive Edition avrebbe meritato maggiore attenzione da parte degli sviluppatori prima di riproporlo per la celebre console ibrida. Resta comunque uno dei migliori esponenti del genere action e un vero e proprio concentrato di stile, e ottimo level design, che non si può che consigliare a chiunque non lo abbia mai giocato prima d’ora.

Informazioni sul prodotto

Siamo, oramai, lontani da quel 2015 in cui le vendite di Darksiders 2 Deathinitive Edition avrebbero decretato il prosieguo della fortunata serie prodotta da Vigil Games. Dopo il fallimento del publisher THQ, dichiarato nel 2013, anche lo studio con a capo il celebre fumettista Jon Madureira finì coinvolto, assieme a tutti gli altri sviluppatori di proprietà del publisher, nell’inevitabile bancarotta. La conseguente “vendita al miglior offerente” delle vari proprietà intellettuali di THQ, però, permise a Nordic Games di rilevare i diritti per la serie, provando a salvare uno dei brand più interessanti della generazione videoludica precedente. Darksiders 2 Deathinitive Edition, fu il primo progetto dei nuovi proprietari della serie. Una remastered, dalla realizzazione molto basilare, prodotta per le piattaforme odierne e indispensabile per raccogliere i fondi necessari allo sviluppo del tanto sospirato terzo capitolo del brand. 

Leggi anche Darksiders 3 Recensione, l'epopea di Furia nel terzo capitolo della saga

Ora, però, i tempi sono cambiati. Nordic Games, nel 2016, ha rilevato anche il brand THQ, che anteposto al suo nome, e ha rilasciato non solamente un discreto terzo capitolo della serie ma ha anche perseguito un’opera di conversione atta a portare tutti i titoli di Darksiders sulla quasi totalità delle piattaforme disponibili sul mercato, in attesa di rilasciare il peculiare spin-off Genesis nei prossimi mesi. Una manovra commerciale evidentemente dettata dalla necessità di far fruttare gli investimenti attuati negli anni a venire, oltre che di riportare in auge una serie che rischiava di rimanere confinata a “gemma del passato”. Darksiders 2 Deathinitive Edition per Nintendo Switch è l’ultimo prodotto di quest’opera di diffusione e, ve lo anticipiamo subito, anche la versione più convincente di questa discreta riedizione uscita oltre 4 anni fa.

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Della Morte, Della Guerra

Per chi non avesse mai sentito parlare fino a ora di questa intrigante serie, Darksiders si poneva l’obbiettivo di narrare le vicende dei quattro cavalieri dell’apocalisse invischiati in un complotto atto ad accusarli della distruzione del genere umano. Il primo capitolo trattava le vicende di Guerra, accusato dall’arso consiglio di un’estinzione di massa mai commessa, mentre Darksiders 2 Deathinitive Edition narra la storia di Morte e dei suoi tentativi di scagionare il fratello e scoprire chi muove i fili dietro a questa macchiavellica cospirazione. Per quanto, però, la storia riesca a reggersi in maniera indipendente senza obbligare l’utente a conoscere i fatti trattati nel primo capitolo, per comprendere al meglio tutte le citazioni, gli intrecci narrativi e, soprattutto, godersi al meglio lo stratificato universo realizzato da Vigil Games, giocare anche il primo Darksiders (disponibile anch’esso su Nintendo Switch) si rivela, indubbiamente, la scelta migliore da fare.

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Provando a non anticiparvi troppo sull’arco narrativo dobbiamo, però, informarvi che Darksiders 2 Deathinitive Edition si conclude con un cliffangher, analogo a quello visto nel primo titolo, che potrebbe rappresentare un deterrente non di poco conto considerando che sono ancora ignoti i piani futuri di sviluppo della saga per la console ibrida di Nintendo. Se questo importante fattore non vi impensierisce allora sappiate che la storia di Morte scorre lineare, senza picchi particolarmente eclatanti di sceneggiatura ma con una pletora di personaggi interessanti e ottimamente caratterizzati. L’ottimo doppiaggio italiano, rimane presente anche in questa versione, recitato in maniera sopraffina e in grado di rivaleggiare, in termini di espressione, con la versione in lingua originale del titolo. 

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Darksiders 2 Deathinitive Edition nel 2019

Per quanto l’arco narrativo di Darksiders 2 Deathinitive Edition si rivelò, in passato, meno intrigante di quello del primo capitolo, l’ottima direzione artistica, unita a delle intriganti soluzioni di gameplay, riesce ancora oggi a regalare un action game solido e convincente, in grado di non risentire del peso degli anni. I meriti sono tutti da ritrovarsi nella intelligente amalgama di elementi ispirati da serie come Legend Of Zelda e Legacy Of Kain, nella fattispecie ai titoli dedicati a Raziel, uniti a un combat system derivato dai migliori Hack and Slash. Il risultato è una miscela vincente in grado di spaziare fra sezioni di esplorazione, all’interno di dungeon caratterizzati da un level design incredibile, a frenetiche battaglie contro mostri di ogni forma, e dimensione, accompagnati da un gameplay fluido, immediato e, ancora oggi, convincente. 

darksiders-2-deathinitive-edition-52981.jpg

A tutto questo vengono, inoltre inseriti, dei lievi elementi da GDR atti a modificare le varie statistiche di Morte e permettere la creazione di “Loadout” basilari ma ben differenziati, che vanno a sfruttare il corposo quantitativo di armi, e armature, che potrete ottenere durante l’avventura. In termini di longevità, invece, per portare a termine la campagna principale di Darksiders 2 Deathinitive Edition saranno richieste tra le 20 e le 25 ore di gioco, durata che si va a estendere sensibilmente se si vorranno completare tutte le missioni secondarie e reperire tutti i collezionabili, e gli upgrade, disseminati nel mondo di gioco. Per quanto le parti opzionali dell’avventura di Morte si rivelino ben realizzate, peccano indubbiamente di varietà, rischiando di far sopraggiungere il tedio per una formula che, seppur funzionale, risulta ripetitiva sulla lunga distanza.

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Morte tascabile

Darksiders 2 Deathinitive Edition su Nintendo Switch, come vi accennavamo in apertura a questa analisi, si è mostrata la versione più convincente di questa riedizione. I motivi, però, non sono da imputare a qualsivoglia miglioria attuata da THQ Nordic ma solamente dalle qualità intrinseche della console ibrida. Questa conversione, infatti, non offre nulla di differente rispetto a quella rilasciata nel 2015 riportando in scala 1:1 pregi e difetti dell’edizione uscita per PlayStation 4 e Xbox One. Rimangono, quindi, presenti il lieve tearing, che affligge le zone più ampie, i lievi cali di framerate, nelle situazioni più concitate, e le incertezze di una telecamera che ancora tende a incastrarsi se la si muove troppo rapidamente. 

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Così come all’epoca si tratta di sbavature davvero sporadiche e che non vanno a inficiare la fruibilità del gioco, resta però l’amaro in bocca nel vedere che non sia stata messa in atto alcuna procedura di ottimizzazione durante i quattro anni passati fra le due edizioni di questa remastered. Una maggior leggibilità dei testi o, molto più semplicemente, l’inserimento della possibilità di scegliere fra la modalità “prestazioni” e quella “grafica”, inserita nella riedizione del primo capitolo, avrebbero mostrato una conversione meno pigra e maggiormente curata, specialmente considerando il fattore “portabilità” di Nintendo Switch.

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Giocare a Darksiders 2 Deathinitive Edition sul piccolo schermo di Nintendo Switch è, indubbiamente, un’esperienza incredibile. Considerando che il titolo non è mai stato un campione in termini grafici, fruirne su uno schermo di dimensione ridotte riesce a rendere il giusto onore allo stile inconfondibile di Madureira, riuscendo a camuffare le anzianità tecniche della produzione di Vigil Games. In modalità Docked, invece, non assistiamo a nessuna miglioria di sorta per quanto concerne il comparto tecnico, rendendo l’esperienza generale in linea con quanto visto precedentemente sulle altre console domestiche. Considerando, però, che questa edizione per Nintendo Switch presenta gli stessi pregi e difetti delle versioni rilasciate precedentemente, la mobilità offerta dalla console ibrida riesce a regalargli un valore aggiunto non di poco conto. 

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