PlayStation 4

Dreams Beta, provato il rivoluzionario sogno di Media Molecule

La beta di Dreams ci ha catturati e trasportati dove l’immaginazione non conosce confini: scorre fluida di scena in scena tra atmosfere rarefatte che invitano a essere esplorate. Un ventaglio di creazioni ci mostra un’offerta variegata che spazia tra i linguaggi artistici della scultura, della pittura, delle animazioni o della composizione musicale. L’evoluzione di LittleBigPlanet guarda oltre, va al di là di un gioco in cui creare altre esperienze ludiche, ma diventa una fabbrica dei sogni dove con i giusti strumenti si può fare un gioco, un corto, un’esposizione artistica, un concerto o mettere insieme ciascuna di queste declinazioni.

Chi non ha particolari abilità artistiche potrebbe chiedersi se Dreams può comunque essere uno strumento adatto a lui. La risposta è sì. È un titolo in cui ognuno può trovare la propria strada: dal giocatore che avrà accesso a un numero esorbitante di creazioni della comunità, la quale senza qualcuno che gioca resterebbe solo una bella vetrina, ad altre figure che spaziano dal curatore che vota e seleziona le opere migliori da condividere agli altri, fino agli artisti veri e propri, alle menti più logiche che con i loro microchip governano i comportamenti degli oggetti.

Se poi si volesse imparare a dare forma al proprio sogno, gli strumenti messi a disposizione da Media Molecule per apprendere sono dei tutorial da seguire passo passo con supporto video e filosofia del learning by doing: mettere in pratica ciò che si osserva, sperimentando, ripetendo, fino a giungere al risultato sperato. I livelli di difficoltà sono diversi, ogni strumento ha le sue difficoltà, ma manipolare la materia sfruttando il DualShock 4 è stato meno complesso del previsto. Il giroscopio e l’accelerometro incorporati nel gamepad tracciano il movimento, utilizzato per guidare una buffa creatura che fa da puntatore con l’indicatore che ha sulla testa.

Determinate azioni sono mappate sui tasti dorsali, sui bottoni e sulla croce direzionale: c’è parecchio da digerire la prima volta ma appena si prende la mano si acquisisce una certa scioltezza anche grazie a scorciatoie e funzionalità che semplificano la ripetizione delle azioni. In poco tempo ci si impossessa dell’abilità di duplicare gli elementi, di metterli in gruppo, spostarli e ridimensionarli, si apprende come applicare effetti sonori, cambiare colore… ed è solo l’inizio. Sono tante le cose da fare, ma sono tutte organizzate in un menu che si espande a seconda del livello di dettaglio che ci serve.

Quanto lavoro per un solo ostacolo

La logica è uno degli aspetti più ricchi e complessi: è ciò che serve necessariamente per accrescere le interazioni, creare mondi che sembrino reali già a partire dalle azioni più semplici come l’aprire una porta o attivare un bottone e aspettarsi una reazione. Ogni elemento logico è rappresentato da piccoli chip, o per meglio visualizzarli, li paragoneremo a delle tesserine da applicare su uno schermo e da collegare tra loro tramite fili. Ciascuna tessera ha le sue caratteristiche e può essere definita ancora più nel dettaglio accedendo alle sue opzioni di stato modificabili. Chi ha giocato LittleBigPlanet troverà familiare il concetto, qui espresso alla massima potenza.

Immaginate che spinti dalle nuove conoscenze appena acquisite avete deciso di cimentarvi con la vostra prima creazione, magari non avete ancora la manualità sperata e vi state per abbattere. Non fatelo! In Dreams oltre alla abilità del singolo conta lo spirito di collaborazione. Fate un giro tra le creazioni e vedrete che c’è la possibilità di “remixarne” alcune. Significa che potete prendere le idee di altri, studiarle, adattarle e inserirle nella vostra creazione. È un’opportunità importante, non solo perché vi aiuta con il vostro progetto ma perché stimola la scoperta, fa espandere la vostra rete e vi permette di entrare in contatto con creatori con i quali iniziare una collaborazione. Più menti lavorano su un progetto, più cose fantastiche possono emergere.

In questa fase di beta ci sono già creazioni piuttosto memorabili ma anche concept curiosi che aspettano di essere sviluppati una volta che il gioco completo sarà disponibile. Tra idee del tutto originali spopolano anche i livelli ispirati da videogiochi famosi come Dead Space, Skyrim, Dark Souls, The Legend of Zelda o PT, ma anche tentativi di riportare in vita il PlayStation Home con i suoi mini-giochi. Non tutto è perfetto e si possono anche trovare esperienze poco rifinite, ma anche nella loro incompletezza mostrano delle idee interessanti. Ciò che si trova in Dreams difficilmente si trova al di fuori di esso e quando sarà nelle mani di moltissimi altri creatori le creazioni evolveranno per raggiungere livelli non ancora immaginabili.

Qualche giorno fa il dj Marshmello ha tenuto un concerto all’interno di Fortnite toccando qualcosa come un milione e mezzo di utenti connessi che osservavano il suo personaggio cantare e suonare in diretta, mentre altri partecipavano dal vivo danzando. Dreams ha le carte in regola, volendo, per trasformare anche questo modo di fare spettacolo permettendo a più artisti, non solo quelli famosi, di connettersi al proprio pubblico in modi sempre nuovi, partecipati, come estendere ai propri fan la sfida di organizzare un concerto memorabile.

Dreams non è semplicemente un gioco: è una suite di strumenti meravigliosi ma che vale poco senza le persone che la usano. La sua caratteristica più trasformativa non si ritrova solo nella tecnologia, nelle interfacce accessibili, ma risiede al cuore del social network che unisce persone e creazioni con l’immediatezza di un click, si ritrova nelle jam organizzate che impongono risultati in poco tempo e stimolano la formazione di gruppi dove ognuno mette la propria esperienza al servizio degli altri. Dreams è questo e molto altro. È anche impegno e dedizione. È futuro, perché il vero potenziale lo abbiamo solo iniziato a scalfire e solo i mesi e gli anni dopo l’uscita ci diranno quale sogno Dreams avrà plasmato, quali confini avrà superato e quante vite avrà influenzato.

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