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Forza Horizon 5 è il mostro tecnico che speravamo fosse | Provato

Tra i giochi più attesi dell’anno c’è senza dubbio Forza Horizon 5, il quinto capitolo della fortunata e strepitosa serie racing di Playground Games e Microsoft, che punta a sorprendere nuovamente i giocatori, attraverso un impatto visivo ulteriormente migliorato e un mondo di gioco vario, ricco di attività e semplicemente… enorme.

Nel corso della scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di accedere a una versione in anteprima del gioco, potendo provare i primi 90 minuti della “carriera” ed esplorare, nella quasi totalità, la mappa di gioco, sperimentando anche un primo cambio di stagione. Sembra scontato sottolinearlo, considerando i video usciti negli ultimi mesi, ma siamo rimasti davvero colpiti da come questa software house inglese riesca a migliorarsi a ogni capitolo, alzando sempre l’asticella e ponendosi a un livello sempre più alto. Possiamo certamente esporci nel dire che Xbox ha, potenzialmente tra le mani, uno dei più grandi titoli del 2021.

Playground, ma come fai?

Non è un mistero che tra i team più talentuosi di Xbox, Playground Games sia uno di quelli maggiormente cresciuti e con una struttura ben delineata, lo dimostrano gli incredibili risultati ottenuti con i precedenti Forza Horizon e la volontà di mettersi in gioco con un GDR importante come Fable. Forza Horizon 5 conferma e sottolinea nuovamente la bravura di questa software house inglese, riuscendo a sorprendere dove sembrava impossibile, garantendo una qualità fuori dal comune e valori produttivi di altissimo livello.

Durante la scorsa settimana abbiamo avuto modo di approcciare un’anteprima di Forza Horizon 5 su Xbox Series X dalla durata di circa 90 minuti, rimanendo folgorati dall’impatto visivo e dal comparto tecnico sontuoso. Per l’occasione abbiamo giocato alla DEMO diverse volte, sia per testare le varie attività sia per provare le due diverse modalità grafiche presenti: Prestazioni e Qualità. Playground ha concesso ai giocatori di scegliere se prediligere l’aspetto puramente visivo o puntare sulla fluidità, una scelta che ci sentiamo di promuovere in toto, anche per quello che abbiamo potuto constatare.

Dapprima abbiamo testato la modalità standard a 4K dinamici e 30 FPS, ritrovandoci dinanzi a una vera e propria meraviglia grafica, tra fumi volumetrici, texture in alta risoluzione e distanza visiva semplicemente incredibile; un vero e proprio spettacolo, che nonostante i 30 FPS è comunque rimasto estremamente godibile d’approcciare. A sorprendere, però, è il setting “Prestazioni”. Se in Forza Horizon 4 su Xbox One X, lo stacco tra 60 e 30 FPS si notava parecchio a livello visivo, in Forza Horizon 5 su Xbox Series X non abbiamo provato lo stesso, il gioco sembra sostanzialmente identico e le differenze sono riservate ad alcuni dettagli grafici ridotti, che andranno analizzati nella versione finale (o dai colleghi di Digital Foundry) e che per noi sono risultati impercettibili. Anche la risoluzione è la medesima in entrambe le modalità o quantomeno sfruttano entrambe i 4K dinamici, con l’unica accortezza del ray tracing nella modalità Forza Vista nell’impostazione “Qualità”. A essere onesti il meraviglioso Messico a 30 FPS è bellissimo, ma a 60 FPS diventa più vivo che mai, in particolar modo durante le condizioni atmosferiche come le tempeste di sabbia o la pioggia, di conseguenza difficilmente opteremmo per il framerate ridotto durante l’avventura.

A impreziosire il tutto ci pensa la cura nei dettagli: dalle ambientazioni, agli effetti particellari fino alle condizioni atmosferiche che generano pozzanghere e sporcizia sul manto stradale, e lo skybox. Playground Games ha lavorato in lungo e in largo per rendere le ambientazioni messicane più realistiche che mai, anche grazie all’uso sapiente della fotogrammetria, un metodo che permette di acquisire delle immagini fotografiche ad altissima risoluzione e riprodurle all’interno del videogioco stesso. Un sistema che funziona e che ha dato vita a degli scorci semplicemente sbalorditivi, soprattutto sulla lunga distanza.

Sempre rimanendo in tema “cura nei dettagli”, è importante, finalmente, il ricampionamento dei suoni dei motori delle singole vetture. Il lavoro svolto è soddisfacente, anche se non siamo ancora ai livelli sperati e richiesti dagli appassionati, ma confidiamo che con quello che sta facendo Turn 10 con il nuovo Forza Motorsport, le cose possano cambiare.

A conti fatti, l’unico vero neo notato in questa anteprima che ci sentiamo di esporre è anche lo stesso che si porta dietro dalle precedenti iterazioni, vale a dire l’effetto pop-up. Soprattutto a 60 FPS ad altissime velocità, si possono notare diverse apparizioni di piante e rocce lungo i bordi stradali, non un vero e proprio difetto visto che tecnicamente non si dovrebbero notare durante la guida, ma è anche vero che per un occhio attento potrebbe risultare un po’ fastidioso.

Nel complesso rimane impressionante ciò che è riuscito a fare la software house inglese con un titolo cross-gen sfruttando la prima versione del Forza Tech e il primo pensiero è inevitabile: chissà che riusciranno a ottenere con il Forza Tech 2.0, sviluppato da Turn 10, con un titolo totalmente di nuova generazione, magari lo scopriremo già con Fable.

Familiare e perfetto

Se vi aspettavate una rivoluzione per quanto riguarda il sistema di gioco rimarrete delusi, Forza Horizon 5 prende le attività del quarto capitolo, riproponendole in una veste al quanto simile. Tuttavia, Playground ha fatto tesoro di alcune introduzioni dei DLC Fortune Island e LEGO Speed Champions, integrandole e potenziandole. Un esempio concreto sono i “Riconoscimenti”, dei punti che si ottengono concludendo gare o superando determinate sfide, un modello molto simile ai mattoncini LEGO di Speed Champions, che permettevano di avanzare al grado successivo una volta raggiunta una certa soglia. La stessa cosa succede in Forza Horizon 5, che tra le varie sfide ad alta velocità, salti, auto-velox e gare offroad, stradale e country, si possono ottenere una serie di punti “Riconoscimento” per salire di grado e sbloccare, così, nuova storie, eventi e gare.

La vera novità si trova nell’immedesimazione del gioco stesso, il team ha pensato di dare un’identità al protagonista, introducendolo in cut-scene e dialoghi. Niente di particolarmente originale o da strapparsi capelli, ma è bello vedere come il personaggio che ci impegniamo a costruire nelle personalizzazioni abbia finalmente una caratterizzazione, seppur minima. Da questo punto di vista, molti svaghi che prima erano puramente riempitivi, come i fienili e le fotografie di determinate zone, ora sono delle vere e proprie missioni, con dialoghi e approfondimento sui personaggi e sulla storia e cultura del Messico.

A dare nuova linfa al gameplay sono le stagioni e il meteo dinamico, che tornano in maniera parecchio diversa da quanto avevamo visto in UK. Non aspettatevi, quindi, di trovare la neve durante la stagioni invernale, ma piuttosto l’aumento di possibilità di ritrovarsi in tempeste tropicali o di sabbia a seconda della stagione (e del bioma), che in questo caso prendono nomi diversi, come stagione secca o stagione delle piogge. A rendere godibile ancora di più questa scelta è il meteo localizzato, un sistema che permette di trovare piogge, piuttosto che tempeste di sabbia, in zone casuali della mappa e non, come prima, su tutta la world map, ove quest’ultima è la più grande di sempre, oltre a essere la più varia. Questo non rende il tutto più realistico, ma anche graficamente maggiormente apprezzabile, visto che è possibile notare a distanza tempeste di ogni genere.

Tirando le somme

Questa prova di Forza Horizon 5 conferma l’incredibile livello raggiunto da Playground Games e di come riesca, ogni volta, a migliorarsi e superarsi. I 90 minuti giocati sono stati un’antipasto talmente gustoso, da farci venire l’acquolina in bocca per il prodotto finale che vedremo il 9 novembre, già carico di aspettative, ma anche di importanti certezze. Sulla carta, Forza Horizon 5 promette di divenire il racing arcade migliore di sempre, superando il suo predecessore e ponendosi come un vero e proprio canto del cigno per la serie su Xbox One, nonché un inizio straordinario per quanto riguarda la nuova generazione di Xbox.