Molti utenti moderni danno per scontato di poter ascoltare musica, scaricare un file e scrivere un documento contemporaneamente. Nel 1987, però, questo era un miraggio. Mentre il Mac e il PC Windows usavano un "multitasking cooperativo" (dove un programma doveva "decidere" di cedere il controllo agli altri, spesso bloccando tutto), l'Amiga 500 utilizzava il multitasking preemptivo. Il sistema operativo, l'AmigaOS, era in grado di gestire le risorse della CPU in modo intelligente, forzando il passaggio da un compito all'altro migliaia di volte al secondo. Questo significava che potevi formattare un floppy disk mentre giocavi o scrivevi un testo, senza che il sistema rallentasse o si bloccasse. Una delle caratteristiche grafiche più incredibili dell'Amiga era la possibilità di gestire più "schermi" contemporaneamente con risoluzioni e profondità di colore diverse. Potevi letteralmente "trascinare giù" lo schermo del Workbench (il desktop) per sbirciare cosa stava succedendo in un altro programma che girava in background. Questa architettura era così avanzata che Microsoft e Apple avrebbero impiegato oltre un decennio per implementare soluzioni simili in modo altrettanto fluido e stabile nei loro sistemi operativi consumer. L'Amiga 500 non era solo una macchina da gioco, era un supercomputer travestito da console, capace di gestire carichi di lavoro che avrebbero fatto esplodere qualsiasi altra macchina domestica della sua generazione.
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