Nel mondo videoludico esistono figure che hanno attraversato ere intere, testimoniando trasformazioni epocali dell'industria. Gregg Mayles rappresenta esattamente questo tipo di personaggio: con 36 anni trascorsi all'interno di Rare (trovate Banjo-Kazooie e altri giochi all'interno della raccolta Rare Replay, acquistabile qui), ha vissuto sulla propria pelle il passaggio da partner esclusivo di Nintendo a sussidiaria Microsoft, contribuendo a plasmare alcuni dei franchise più iconici della storia dei videogiochi. La sua uscita di scena, annunciata attraverso una breve poesia pubblicata sui social, segna la fine di un capitolo fondamentale per lo studio britannico.
La carriera di Mayles presso Rare si intreccia con i titoli che hanno definito generazioni di giocatori. Ha contribuito alla progettazione di Battletoads, ha dato vita alla coppia Banjo-Kazooie, e quando i fondatori dello studio Tim e Chris Stamper abbandonarono la nave nel 2007, fu lui a raccogliere il testimone assumendo il ruolo di direttore creativo. Il suo ultimo grande progetto è stato Sea of Thieves, uno dei successi moderni della compagnia che continua a ricevere contenuti aggiuntivi dal suo lancio nel 2018.
Dietro l'addio apparentemente sereno si cela però una storia più complessa. Le prime indiscrezioni sulla partenza di Mayles erano emerse già nel luglio 2025, in concomitanza con un'ondata di licenziamenti e cancellazioni che aveva investito gli Xbox Game Studios. Il contesto in cui matura questa decisione è quello di una ristrutturazione aziendale che ha colpito duramente anche altri team storici come Halo Studios e Turn 10, sviluppatore di Forza Motorsport.
Particolarmente travagliato è stato il percorso di Everwild, il progetto annunciato nel 2019 su cui Rare stava lavorando parallelamente al supporto di Sea of Thieves. Il gioco ha attraversato anni di sviluppo problematico, tanto che secondo fonti interne lo studio avrebbe dovuto ricominciare tutto da capo nel 2021, con Mayles chiamato a prenderne la direzione. La decisione di Microsoft di cancellare definitivamente il progetto nell'estate scorsa, accompagnata dai tagli al personale, costituisce probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
L'addio di Mayles si inserisce in un quadro più ampio di scelte controverse da parte del colosso di Redmond. Nel corso del 2025, Microsoft non si è limitata ai licenziamenti: ha anche aumentato i prezzi sia delle console Xbox che dell'abbonamento Game Pass Ultimate. Questa strategia complessiva sembra voler riposizionare il business Xbox verso un modello più orientato agli abbonamenti e alla pubblicazione multipiattaforma di titoli, ma la transizione sta risultando tutt'altro che indolore.