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GTA, vent’anni non sono abbastanza: le ambizioni di Rockstar

L’arrivo delle versioni di GTA 3, Vice City e San Andreas rimasterizzate in occasione del ventennale del primo capitolo in 3D della saga hanno offerto la possibilità a Aaron Garbut (art director di Rockstar North) di riflettere su alcuni aspetti dello sviluppo dei giochi open world. Ed è arrivato ad un’unica conclusione possibile: c’è ancora molto da fare.

GTA III

Pur riconoscendo la qualità degli open world di casa Rockstar, il futuro delle sue IP come GTA e Red Dead Redemption, ad esempio, è ancora tutto da scrivere. “Mi sento come se fosse ieri, per me non sono passati vent’anni. Quando però mi fermo e guardo indietro, guardo a quello che abbiamo fatto, mi accordo che vent’anni non sembrano abbastanza” ha spiegato l’art director in una lunga intervista a GamesRadar. “La complessità, le ambizioni, i dettagli, è tutto esploso insieme. Ogni gioco per noi rappresenta la possibilità di andare avanti e di spingerci oltre”, ha concluso Garbut.

Nelle parole di Garbut, che ha lavorato fin dal 1996 in Rockstar North (che all’epoca si chiamava DMA Design) si intravede tutta l’ambizione di portare la saga di Grand Theft Auto a livelli successivi. Dal terzo capitolo (il primo in tre dimensioni) a Red Dead Redemption 2 di passi avanti in realtà ce ne sono stati diversi, anche frutto dell’innovazione hardware che ha permesso a Rockstar di fare quel passo in avanti. Senza dimenticare poi l’online, che da solo oggi riesce a mantenere in vita il quinto capitolo di Grand Theft Auto, atteso su PlayStation 5, Xbox Series S e Xbox Series X nel corso del 2022 dopo le release su PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One.

Su quale sarà però il futuro del prossimo GTA Garbut non si espone. È rimasto in silenzio, come probabilmente da contratto di non divulgazione firmato in Rockstar. Che sarà un piccolo passo in avanti è sicuro: il problema è capire in quale direzione.

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