La storia di un gioco che ancora non si è visto potrebbe aver cambiato direzione molto prima di quanto i fan immaginassero. Kurt Kuhlmann, veterano di Bethesda con oltre vent'anni di esperienza e co-responsabile dello sviluppo di Skyrim, ha lasciato lo studio nel 2023 per ragioni che solo ora stanno emergendo pubblicamente. In un'intervista rilasciata a PC Gamer, il designer ha rivelato che la sua partenza è stata determinata da una promessa mai mantenuta: quella di guidare lo sviluppo di The Elder Scrolls 6.
La vicenda risale al 2015, quando Bethesda completò Fallout 4. Secondo Kuhlmann, il direttore creativo Todd Howard gli aveva garantito verbalmente il ruolo di lead designer per il sesto capitolo della celebre saga fantasy. Una promessa che però non si è mai concretizzata, nonostante l'esperienza del designer e il successo ottenuto con Skyrim. Il problema non è stato solo l'attesa prolungata, ma un cambio di rotta nella strategia dello studio che ha portato prima allo sviluppo di Fallout 76 e poi all'ambizioso progetto Starfield.
L'attesa si è trasformata in un'odissea professionale durata oltre un decennio. Kuhlmann ricorda con amarezza il momento della comunicazione definitiva, quando gli fu comunicato che non avrebbe ricoperto il ruolo sperato. "Mi era stato detto che sarebbe successo", ha dichiarato, sottolineando come la conversazione con la dirigenza dello studio fosse stata "difficile". Howard avrebbe proposto comunque un ruolo importante nel progetto, ma evidentemente non quello che il designer si aspettava dopo anni di dedizione e risultati.
Il contesto industriale ha giocato un ruolo determinante in questa storia. Le dimensioni sempre crescenti dei team di sviluppo e i cambiamenti organizzativi di Bethesda hanno contribuito alla decisione di Kuhlmann di lasciare. Come lui stesso ha ammesso, le responsabilità di un lead designer su The Elder Scrolls 6 sono profondamente diverse da quelle che aveva assunto su Skyrim, un progetto concepito in un'epoca diversa dell'industria videoludica.
Durante l'intervista, Kuhlmann ha anche svelato quale sarebbe stata la sua visione per il gioco. Il designer voleva creare qualcosa di simile a "L'Impero colpisce ancora", il secondo capitolo della trilogia originale di Star Wars, notoriamente caratterizzato da un finale più oscuro. I Thalmor, gli elfi suprematisti già presenti in forma marginale in Skyrim, sarebbero diventati gli antagonisti principali, vincendo la loro battaglia per il controllo di Tamriel e preparando il terreno per un settimo capitolo.
Tuttavia, lo stesso Kuhlmann riconosce i limiti di questa visione. Un finale "negativo" difficilmente sarebbe stato approvato da Bethesda per un franchise così importante, e i cicli di sviluppo moderni, che possono durare anche dieci anni o più, renderebbero un cliffhanger narrativo "completamente irrealizzabile" dal punto di vista commerciale e produttivo.
Di The Elder Scrolls 6 si sa ancora pochissimo. L'annuncio risale all'E3 2018, quando venne mostrato un brevissimo teaser che confermava la fase di pre-produzione presso Bethesda Game Studios. Da allora, il silenzio è stato quasi totale. Recentemente Howard ha fornito un raro aggiornamento, affermando che lo sviluppo procede "davvero bene", ma senza offrire dettagli concreti o tempistiche di lancio.
Bethesda ha declinato ogni commento sulle dichiarazioni di Kuhlmann, mentre il designer stesso dubita che Howard riconoscerebbe pubblicamente l'esistenza di quella promessa verbale. "Potrebbe anche dire che è passato molto tempo e le cose sono cambiate", ha osservato con pragmatismo. E in effetti, tra il 2015 e oggi, l'industria videoludica e Bethesda stessa sono profondamente mutate, rendendo quella promessa parte di un'epoca ormai lontana.