Hideo Kojima torna a parlare di Metal Gear Solid 2 e della sua inquietante capacità di anticipare i problemi dell'era digitale. In un'intervista per la serie Tech Support di Wired, il leggendario game director giapponese ha risposto alle domande del pubblico, affrontando anche il tema dell'intelligenza artificiale e del controllo dei dati, tematiche centrali nel suo capolavoro del 2001. Le riflessioni del creatore di Death Stranding risultano particolarmente rilevanti nel panorama videoludico contemporaneo, dove l'AI sta rivoluzionando sia lo sviluppo che il gameplay stesso dei titoli moderni.
La domanda posta a Kojima riguardava specificamente Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e la sua apparente profezia sull'AI. Come ricorderanno i veterani della serie, la seconda metà del gioco presenta una svolta narrativa radicale: il protagonista Raiden si ritrova intrappolato in una realtà che collassa, mentre una serie di monologhi espongono temi come il controllo digitale, i dati spazzatura e l'incapacità umana di processare l'enorme quantità di informazioni generate dal mondo moderno.
La risposta del game director giapponese rivela però una sfumatura importante. "Nel digitale, tutto rimane," ha spiegato Kojima. "Come sui social media oggi. Anche i graffiti restano senza deteriorarsi. Internet connette tutto e le opinioni vengono scambiate direttamente ovunque." Il cuore della sua visione in MGS2 non riguardava l'intelligenza artificiale in senso stretto, ma piuttosto l'idea che i dati digitali intrecciati potessero sviluppare una volontà propria.
A 24 anni dall'uscita del gioco su PlayStation 2, le tematiche esplorate da Kojima risultano straordinariamente attuali. Sebbene Metal Gear Solid 2 non abbia previsto specificamente fenomeni come l'AI generativa che produce contenuti di massa o la resurrezione digitale di attori defunti, il titolo ha anticipato questioni cruciali legate al big data: il controllo sociale attraverso l'informazione, la curatela e presentazione selettiva dei contenuti, e soprattutto il problema della disinformazione che oggi permea l'intero ecosistema digitale.
L'osservazione di Kojima sulla persistenza dei dati digitali – "anche i graffiti rimangono" – tocca un nervo scoperto dell'era moderna. Nel gaming, questa tematica si manifesta costantemente: dalle controversie conservate per anni sui social media, ai comportamenti tossici documentati nelle community online, fino alle discussioni sulla preservazione dei giochi stessi in formato digitale. La permanenza dell'informazione digitale che il game director aveva esplorato narrativamente in MGS2 è diventata una problematica concreta per sviluppatori, publisher e giocatori.
Durante l'intervista per Wired, Kojima ha anche ribadito il suo amore per classici come Super Mario Bros. originale e 2001: Odissea nello spazio, confermando le influenze che hanno plasmato la sua visione autoriale.