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Marvel’s Avengers, i motivi dietro l’esclusiva di Spider-Man su PlayStation

È stato annunciato, al di fuori di quello spazio convenzionale allestito da Sony con lo State of Play, che Spider-Man sarà disponibile in Marvel’s Avengers come esclusiva PlayStation, dal 2021. All’uscita del gioco, quindi, prevista per settembre di quest’anno, tra poco meno di un mese, non avremo la possibilità di lanciarci con le nostre ragnatele al fianco degli Avengers, ma sarà possibile farlo soltanto grazie a un aggiornamento gratuito che arriverà per i possessori di PlayStation 4 e PlayStation 5 nei prossimi mesi.

La notizia in sé ha inevitabilmente scatenato l’ira di tutti i giocatori PC e Xbox, che si ritroveranno dinanzi a un gioco a tutti gli effetti monco, privo di un personaggio che verrà aggiunto in un secondo momento soltanto per una determinata platea di videogiocatori. Una scelta sicuramente discutile, quella di Sony, almeno agli occhi degli utenti, ma che ci sentiamo di spiegare e di giustificare, per sottolineare come l’azienda giapponese possa a tutti gli effetti beneficiare del marchio Spider-Man senza doversi preoccupare di lotte di concorrenza o di togliere un contenuto specifico a una diretta concorrente.

Un accordo che risale al 1999

Per poter ricostruire l’intera vicenda dobbiamo fare qualche passo indietro, andando a recuperare quell’accordo che vige tra Marvel e Sony per lo sfruttamento del personaggio di Spider-Man, un aspetto burocratico che di recente è tornato a emergere grazie anche alla diatriba che avrebbe voluto la cancellazione del nuovo corso di Peter Parker con Tom Holland a dar vita al nostro amichevole ragno di quartiere.

L’accordo ha una vita decisamente lunga, dato che risale al 1999, periodo in cui Sony iniziò a ragionare sull’adattamento cinematografico delle avventure di Spider-Man, affidato a Sam Raimi: autore di una trilogia che ancora oggi è ritenuta un cult del genere cinecomic, soprattutto per quanto riguarda il secondo episodio, a dar vita a quello studentello ancora un po’ impacciato e alle prese con i primi problemi sentimentali fu Tobey Maguire, rimasto un’icona per tutti gli appassionati del personaggio di Spider-Man, ma che a oggi, dopo le iterazioni offerte da Andrew Garfield e da Tom Holland, potrebbe essere di diritto precipitato all’ultimo gradino del podio nella classifica di gradimento degli adattamenti.

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Tralasciando questo aspetto, c’è da sottolineare che la trilogia di Raimi non ebbe un successo costante, tanto che del terzo capitolo, in più di un’occasione, non in molti si ricordano: Sony ha quindi provato a continuare a sfruttare il marchio proponendo dei reboot di quella storia originale, ripartendo sempre dalle origini.

Un canovaccio che ha continuato, quindi, a metterci dinanzi alla morte dello zio Ben, al percorso catartico di Peter Parker dinanzi alla volontà di acciuffare il criminale che gli aveva tolto uno dei due familiari più stretti e così via: è sotto gli occhi di tutti, da sempre, d’altronde, che Sony ha faticato a mettere in piedi una struttura tale da poter competere con quanto nel frattempo stava realizzando Marvel con gli Avengers, partendo da delle single story e arrivando a un film corale che ha dato ampio raggio al Cinematic Universe creato poi sotto l’egida di Disney.

Il successo di quel corso narrativo che si è interrotto lo scorso anno con Avengers: Endgame, aveva portato Marvel e Sony a cercare di trovare una soluzione a quell’accordo siglato nel 1999: Spider-Man doveva necessariamente rientrare negli Avengers, o quantomeno avvicinarsi a quello che stava accadendo tra le mani di Tony Stark e Steve Rogers. Per questo motivo dopo la cancellazione di un terzo capitolo della saga con Andrew Garfield protagonista, Spider-Man ha avuto la possibilità di ritornare a casa, almeno per qualche anno.

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Un viaggio atipico, ma che ha permesso all’Uomo Ragno di trovare finalmente una propria dimensione, perché calato in un contesto di supereroi e di un gruppo dalla potenza inaudita, oltre che dagli obiettivi molto più possenti dello sconfiggere menti geniali del crimine o debellare il Sandman di turno. Nel connubio, inoltre, con Iron Man, il giovane Tom Holland ha dato al suo personaggio quello che era mancato molto con Maguire e un po’ meno con Garfield, ossia quell’ironia e quella spensieratezza che era tipica di uno studente.

Grazie quindi anche a un ecosistema costruitogli attorno molto più giovane e sbarazzino, lo Spider-Man delle ultime due comparse al cinema è stato quello che maggiormente si è stagliato nel cuore degli appassionati, con buona pace dei nostalgici di Raimi.

 

La recente diatriba e l’imposizione di Sony

A quella che sembrava una storia destinata a un lieto fine, per un accordo tra Marvel e Sony trovato e raggiunto per il beneficio di entrambe le aziende, si è aggiunto poi il capitolo che lo scorso anno ha rischiato di far terminare anzitempo la saga di Tom Holland, proprio come avvenuto al suo predecessore Garfield: lo scontro, avvenuto ai vertici delle due aziende, con Disney ovviamente a rappresentare la Casa delle Idee, aveva messo Kevin Feige nella posizione di non poter più produrre film di Spider-Man, destinato pertanto a uscire dal Marvel Cinematic Universe. Sarebbe avvenuto nel momento peggiore possibile, soprattutto a fronte del plot twist fornito dalla fine del secondo film dedicato all’Uomo Ragno, con Mysterio che aveva svelato la vera identità di Peter Parker.

I ricavi dovevano essere divisi equamente, ma Sony non era d’accordo, sia a fronte del fatto del possedere, dall’accordo in essere, una fetta molto più ampia dei ricavi, sia per aver nel frattempo risollevato Spider-Man anche come icona videoludica, grazie al titolo sviluppato da Insomniac Games nel 2018. Parliamo d’altronde di un’operazione di grande peso, da parte di Sony: Spider-Man, fino allo scorso anno, è stata l’esclusiva PlayStation 4 più venduta di sempre e l’acquisizione della software house che si era distinta negli anni anche per Ratchet & Clank (che ora sarà anche titolo di lancio della nuova console), sono elementi che avrebbero giustificato una sorta di gelosia nei confronti del brand. Ancora più motivata quando, alla fine dei conti, si finisce a parlare di ragioni pecuniarie.

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È palese che, nonostante il raggiungimento poi di un accordo per continuare a inserire Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe, sia Sony l’azienda con il coltello dalla parte del manico: per Marvel non poter più usufruire della figura dell’Uomo Ragno sarebbe stata una gravissima perdita, essendo stato Far For Home un grande successo di incassi e dovendo, adesso, Peter Parker ricoprire un ruolo molto più importante all’interno delle strutture narrative degli Avengers nella Fase 4, dopo la morte di Tony Stark e la ricerca di un nuovo Iron Man.

Prima che qualsiasi foglia possa muoversi, insomma, sembra che debba essere Sony a poterla autorizzare, per questo motivo la sua presenza aleggia su qualsiasi oscillazione di Spider-Man, che si tratti di una declinazione cinematografica o, a maggior ragione, videoludica.

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L’aver recuperato un genere sempre bistrattato, quale quello dei tie-in, ha permesso a Sony adesso di continuare su un filone vincente che possa riportare Peter Parker a essere anche un’icona videoludica: non è un caso se per il lancio di PlayStation 5 l’azienda si è subito fiondata alla realizzazione di una espansione della sua esclusiva, con Miles Morales come protagonista. Tracciando, tra l’altro, la volontà di perseguire la veridicità dei fumetti piuttosto che quanto raccontato da Marvel, che – immaginiamo per motivi di popolarità – continua a concentrarsi su Peter Parker come Uomo Ragno.

Spider-Man diventa licenza

Se il futuro di Spider-Man è inevitabilmente legato a Sony dal punto di vista cinematografico non potrà non esserlo anche dal punto di vista videoludico, pertanto pretendere – e ottenere – l’esclusiva del personaggio anche in Marvel’s Avengers è una mossa che non si può non comprendere: Peter Parker ha oramai assunto l’identità di una gallina dalle uova d’oro per Sony, cederla non gioverebbe all’azienda giapponese e spingerebbe il marchio a dover rinunciare a quegli incassi ottenuti anche da Avengers: Endgame, del quale ha potuto giovare di una fetta molto importante proprio in funzione del precedente accordo con Disney.

Con il potere di fornire una licenza temporanea a chiunque dovesse decidere di andare a trattare con Sony, presentando una lauta offerta, immaginiamo, l’azienda giapponese dispone, allo stato attuale delle cose, dei pieni poteri decisionali sul brand, dal cinema al merchandising e ovviamente ai videogiochi, fino a potersi permettere di decidere di non cedere a Microsoft, nello specifico caso di Xbox e PC, la possibilità di vedere una propria forte icona oscillare tra i grattacieli generati da console che non siano una PlayStation.

Lamentarsi, come spesso accade in questi casi, non serve a niente, se non a scaldare gli animi dinanzi a un discorso prettamente merceologico: Spider-Man sarà un’esclusiva PlayStation su Marvel’s Avengers, andando ad amplificare ancora di più quello spider-verse che Sony non smetterà mai di mungere. E d’altronde, non vediamo perché dovrebbe smettere.

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