Nintendo si trova ad affrontare una fase turbolenta sui mercati finanziari: il colosso di Kyoto ha visto le proprie azioni crollare del 33% in soli cinque mesi, passando dal massimo storico di agosto 2025 agli attuali ¥9.950 (circa 62,70 dollari). Un dato che, per quanto ancora superiore a qualsiasi valore pre-2025, sta inevitabilmente alimentando preoccupazioni tra gli investitori sulla strategia a medio termine dell'azienda. La discesa sotto la soglia psicologica dei ¥10.000, raggiunta martedì scorso per la prima volta da aprile 2025, rappresenta un campanello d'allarme che arriva in un momento delicato per il lancio di Switch 2 (acquistabile qui a prezzo scontato).
Il picco di agosto 2024, quando le azioni Nintendo toccarono i ¥14.795 (93,23 dollari) segnando il record assoluto nella storia della compagnia, era stato alimentato dall'entusiasmo per le vendite stratosferiche di Switch 2 dopo il lancio di giugno 2025. Sia il mercato giapponese che quello statunitense avevano risposto con numeri da capogiro, spingendo gli analisti a previsioni ottimistiche. Tuttavia, l'euforia iniziale si è progressivamente sgonfiata: le vendite natalizie della console, pur rimanendo solidamente superiori a quelle del modello originale nello stesso periodo di lancio, hanno mostrato un rallentamento rispetto alle aspettative.
Il problema principale per gli investitori sembra risiedere nell'assenza di una vera killer app a sei mesi dal debutto della piattaforma. Nonostante il catalogo di lancio fosse rispettabile, manca ancora quel titolo capace di spingere le vendite hardware in modo esplosivo, alla stregua di quanto fecero The Legend of Zelda: Breath of the Wild per Switch o Wii Sports per Wii. Questa situazione ricorda paradossalmente il periodo iniziale di PlayStation 5, quando la console vendeva grazie al brand ma faticava a trovare software esclusivi davvero impattanti.
A complicare ulteriormente lo scenario ci sono fattori esterni al controllo di Nintendo. Il presidente Shuntaro Furukawa ha dichiarato la scorsa settimana al Kyoto Shimbun che l'azienda sta osservando con attenzione i margini di profitto di Switch 2, messi sotto pressione dall'aumento vertiginoso dei prezzi della memoria RAM e dalle tariffe doganali, particolarmente pesanti negli Stati Uniti. "Ci riforniamo dai fornitori basandoci su piani aziendali a medio-lungo termine, ma l'attuale mercato delle memorie è estremamente volatile", ha spiegato Furukawa, aggiungendo che sebbene non ci sia un impatto immediato sui profitti, la situazione richiede monitoraggio costante.
La possibilità di un aumento dei prezzi al dettaglio rimane sul tavolo, anche se Furukawa si è rifiutato di commentare scenari ipotetici. Per i giocatori europei e italiani, questo potrebbe tradursi in rincari sui futuri bundle o modelli speciali della console, in un momento in cui il potere d'acquisto è già sotto pressione. Le catene di distribuzione nostrane stanno già segnalando margini ridotti rispetto al lancio di Switch originale, e un eventuale aumento dei listini potrebbe rallentare ulteriormente l'adozione della piattaforma.
Vale la pena contestualizzare il dato: Nintendo non aveva mai superato la soglia dei ¥10.000 per azione prima del 2025 in tutta la sua storia. Al lancio di Switch nel marzo 2017, le azioni viaggiavano attorno ai ¥2.400, mentre nemmeno durante l'epoca d'oro di Wii il valore aveva oltrepassato i ¥7.000. Il crollo attuale, per quanto significativo in termini percentuali, parte quindi da un livello storicamente elevato. Tuttavia, per gli azionisti che hanno investito nel picco di agosto, la perdita di un terzo del valore rappresenta una mazzata non indifferente.
La vera sfida per Nintendo nei prossimi mesi sarà dimostrare che Switch 2 può mantenere il momentum senza dipendere esclusivamente dall'eredità del predecessore. L'annuncio di nuovi franchise first-party e l'eventuale reveal di un titolo davvero dirompente potrebbero invertire la rotta e ristabilire la fiducia degli investitori.