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Xbox One

Provato Tunic, il videogioco indipendente dal fascino unico

In un'afosa giornata di luglio siamo stati invitati dai ragazzi di Xbox Italia a Milano, all'interno della loro Microsoft House, per testare alcuni dei giochi presenti nel programma ID@Xbox. Oggi vi parliamo di una delle novità più interessanti annunciati a questo E3 2018: Tunic, un GDR isometrico unico nel suo genere, per via di un […]

In un'afosa giornata di luglio siamo stati invitati dai ragazzi di Xbox Italia a Milano, all'interno della loro Microsoft House, per testare alcuni dei giochi presenti nel programma ID@Xbox. Oggi vi parliamo di una delle novità più interessanti annunciati a questo E3 2018: Tunic, un GDR isometrico unico nel suo genere, per via di un comparto artistico e grafico semplicemente originale e ricercato; un piccolo gioiello in movimento che merita sicuramente attenzione, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo, completamente gestito da una sola persona: Andrew Shouldice.

La storia di una volpe

La build da noi provata durava circa venti minuti, impossibile quindi dare un giudizio approfondito, ma è però possibile raccontarvi l'emozione di trovarsi davanti ad un prodotto tutt'altro che superficiale e di una bellezza visiva alquanto invidiabile. Questa piccola perla in esclusiva temporale Xbox One/PC ci mette nei matti di una piccola volpe, il suo obiettivo è misterioso e i sottotitoli sono tutti trascritti in una lingua sconosciuta e indecifrabile, difficile capire se è tutto legato ad una scelta di meccaniche – possibilità di conoscere lingue aggiuntive – o semplicemente la build del gioco non ci ha permesso di conoscere dettagli su dialoghi e trama, l'assenza di uno sviluppatore non ci ha consentito di chiarire questo dubbio.

Tunic si mostra a tutti gli effetti come un GDR isometrico sulla falsariga dei vecchi  The Legend of Zelda su SNES, in cui poter eliminare mostri, equipaggiare diverse armi e trovare pozioni, a piccoli tratti può ricordare anche Bastion, celebre videogioco che fece il successo di questo genere. Per quanto il suo comparto stilistico spicchi in bellezza, quanto in semplicità, il gioco, pad alla mano, è tutt'altro che facile, grazie alla presenza di combattimenti che ci hanno davvero sorpreso: ostici e mai banali e che ci hanno condotto a morire diverse volte. I checkpoint funzionano in maniera simile ai falò di Dark Souls, nel corso dell'avventura vanno accese delle enormi torce che fungono da ritorno in causa di dipartita. Eliminando i vari nemici, otteniamo delle piccole gemme, non è ancora certo a cosa servano, potrebbe essere una moneta, oppure semplicemente dei punti esperienza da utilizzare nel corso del viaggio, quello che possiamo dirvi è che una volta morti è necessario recuperarle, altrimenti non avremo più occasione di riaverle ed eventualmente utilizzarle.

t3

È possibile usare spade per combattere, scudi per parare e rotolare per evitare i colpi nemici, anche se il tutto sembra ancora un po' goffo, anche a causa di una versione abbastanza preliminare dell'esperienza. Presenti anche i boss, proprio nel nostro caso la demo si concludeva con l'introduzione di un enorme colonna vivente armata fino ai denti. L'uscita del gioco è prevista per un fumoso 2019, da valutare ancora la colonna sonora nel lungo periodo -a tratti davvero affascinante- e le intere meccaniche di gameplay, ma per quanto visto fino ad ora, Tunic sembra essere uno di quei prodotti destinato a far parlare ancora molto di se.
 


Tom's Consiglia
La magia di Tunic ci ha ricordato a tratti quella di un certo Zelda, se non avete ancora giocato Breath of the Wild, ora è il momento giusto di recuperarlo su Amazon!