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Recensione For Honor

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Recensione di For Honor, il nuovo gioco di combattimenti sviluppato da Ubisoft Montreal.

Ubisoft ha annunciato For Honor all'E3 2015 con un cinematic trailer evocativo, ma che lasciava intravedere pochi dettagli sul gameplay.

Certo, si è capito subito che ci sarebbero stati combattimenti all'arma bianca fra tra fazioni di guerrieri – cavalieri, vichinghi e samurai – ma basandosi solamente sulle immagini era difficile capire con esattezza come sarebbe stato il gioco.

Un musou con battaglie epocali? Un gioco di ruolo d'azione? Una specie di picchiaduro medievale con spade, lance, katane, asce e quant'altro? La risposta è semplice: For Honor è tutto questo e anche di più.

For Honor Screenshot  (13)

Single player: non chiamatelo tutorial

For Honor è ambientato in un mondo medievale fittizio, dove tre imperi si danno guerra da innumerevoli secoli. A tessere la trama delle battaglie è Apollyon, la signora della guerra a capo della Legione d'Ossidiana, un gruppo di cavalieri nati con lo scopo di combattere per proteggere le lande di Ashfeld. Il vero scopo di Apollyon, tuttavia, è di far germogliare il seme della guerra, affinché soltanto i più forti possano sopravvivere e regnare sui più deboli.

La trama di For Honor si apre con questo incipit e si snoda nella campagna single player, suddivisa in tre blocchi (uno per ogni fazione) composti a loro volta da diverse missioni. I tre blocchi si sbloccano in modo lineare: prima i cavalieri, poi i vichinghi e infine i samurai.

Anche le missioni si affrontano linearmente, una dopo l'altra. Un dettaglio che permette di raccontare un pezzo di trama per volta, anche se ad essere sinceri non stiamo parlando del piatto forte del gioco. La storia di For Honor è infatti un mero pretesto per convincervi a giocare la campagna single player, che a conti fatti si rivela un corposo antipasto in vista della modalità multiplayer, il vero cuore pulsante del gioco. Questo tuttavia non deve scoraggiarvi.

For Honor Screenshot  (3)

La modalità single player è infatti utile, se non addirittura indispensabile, per prendere confidenza con i controlli e con i vari guerrieri che è possibile impersonare. Se infatti la trama non riesce ad appassionare, almeno non quanto vorrebbe il team di Ubisoft Montreal, la serie di sfide proposte dalle missioni permette di affrontare il gioco con una curva d'apprendimento morbida.

La ripetitività degli obiettivi (difendi la zona x, conquista la zona y, sconfiggi il nemico z, porta avanti il fronte dei tuoi alleati) è compensata dal divertente combat system progettato dagli sviluppatori. Le 18 missioni proposte scivolano via una dopo l'altra in circa 6 / 7 ore e vi permettono di arrivare preparati al caos (nel bene e nel male) della modalità online.

A tutto questo bisogna aggiungere gli immancabili collezionabili – suddivisi in oggetti da rompere e da osservare – e una gestione interessante dei livelli di difficoltà, con maggiori punti esperienza raccolti e la scomparsa degli aiuti visivi al livello più alto, denominato realistico.

For Honor Screenshot  (23)

L'intera campagna single player si può giocare in modalità cooperativa con un amico e prima di ogni scontro è possibile scegliere quali abilità passive e attive portare in battaglia, a patto di averle sbloccate aumentando il "livello storia". Come potete immaginare non stiamo parlando di un mero tutorial avanzato, anche se si avverte la sensazione che Ubisoft avrebbe potuto fare di più. Il nostro consiglio, tuttavia, è di farvi le ossa con la campagna, magari con un livello di difficoltà un po' più alto di quello proposto di default.

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