Nintendo Switch

Recensione Rocket League per Switch, porting in porta

Rocket League

 

Rocket League su Switch, non servono altre presentazioni. Come non dovreste avere dubbi se acquistarlo o meno. Il porting? Divino.

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Se c'è un titolo che i giocatori Nintendo hanno richiesto a gran voce sin dall'annuncio di Switch, quello è sicuramente Rocket League. Le loro voci non hanno risuonato invano e dopo l'annuncio all'E3 di quest'anno ecco il "simulatore calcistico su ruote" dei ragazzi di Psyonix sbarcare sull'eShop della casa di Kyoto.

Il sottoscritto non l'aveva mai provato prima d'ora – non abbiatene – ma dopo essersi scollato a fatica dallo schermo per buttare giù queste quattro righe comprende appieno come Rocket League sia riuscito a conquistare milioni di giocatori. E su Switch sembra avere tutte le carte in regola per il bis.

È una gran bella sfida per le terze parti lavorare con la nuova console Nintendo. Il modesto hardware a disposizione, la necessità di progettare un software adottando due prospettive differenti, sono vincoli non da poco e non tutti riescono nell'impresa, ma Rocket League… appartiene a una classe a sé stante.

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Psyonix e Panic Button hanno trasposto l'opera su Switch con cura certosina, confezionando un porting che rasenta la perfezione. Nulla in questa trasposizione è andato perduto: il gioco trabocca di contenuti e opzioni per personalizzare l'esperienza e nessuno dei piccoli compromessi apportati per rendere il titolo fruibile riesce minimamente a intaccarla. Persino il comparto online, da sempre tallone d'achille delle piattaforme Nintendo, è puntuale e ben congegnato.

Il sistema di controllo è immediato e consente anche agli smanettoni più fiscali di adattarlo alle proprie esigenze grazie alle tante impostazioni. I vari tutorial sono esaustivi e introducono con garbo i nuovi arrivati, offrendo tra l'altro una vasta gamma di allenamenti con cui apprendere i rudimenti di gioco a 360°. Insomma i veterani del brand si sentiranno subito a casa, gli altri ci metteranno davvero poco.

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E una volta in campo… è Rocket League, lo stesso che impazza da tempo sulle altre piattaforme, intuitivo, divertentissimo e insospettabilmente tecnico. Si avvia una partita per sfizio e senza preavviso si passano ore a cercare l'azione perfetta.

Vuoi contro l'IA per fare pratica, in split-screen sullo stesso divano, in gruppo tramite rete locale oppure online contro il mondo, la magnetica ricetta ordita da Psyonix non lascia scampo a nessun giocatore, principiante o esperto che sia, casual o competitivo, chiunque può approcciare Rocket League e spassarsela alla grande assieme a compagni di gioco in linea con le proprie capacità.

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E il bello è che tutto funziona a meraviglia. A prescindere dalla modalità, dal numero di avversari in campo, dal caos generato o dall'ubicazione della console, Rocket League viaggia spedito a 60 fotogrammi al secondo, sempre e comunque (giusto a schermo condiviso ha delle incertezze, roba da poco).

A risentirne è stata la risoluzione e un paio di dettagli, 720p in modalità fissa con leggeri ritardi nel caricamento delle texture, 576p in modalità portatile con evidente aliasing, ma considerata la solidità delle performance è un prezzo che siamo ben disposti a pagare. E poi siamo ancora al day one, future patch permetteranno sicuramente di alzare un po' i numeri.

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Per il resto, tempi di caricamento brevi, interfacce chiare e pulite, matchmaking buono (chiaro, dipende da cosa e come volete giocare) e lag pressoché inesistente. Unico neo: da amanti delle sessioni chiassose avremmo tanto voluto che l'ottima colonna sonora (o meglio ancora qualche brano apposito) fosse udibile anche durante i match.

Rocket League è quanto di più "nintendoso" una produzione terze parti possa offrire su Switch: un concept semplice ma intrigante, condito da meccaniche alla portata di tutti, che celano però una profondità impressionante.

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Una realizzazione impeccabile, che stimola il giocatore proponendo un'esperienza fluida e ricca di sfumature, impegnativa e a tratti ardua da padroneggiare, ma sempre divertente, vivace e appagante, come solo un piccolo capolavoro è in grado di fare. Perché è così che si fa un bel gioco. È così che si fa un porting su Switch. Kudos a Psyonix e a Panic Button!