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Roblox accusato di sfruttamento di minori

Che Roblox sia riuscito a garantire al suo publisher introiti stellari non è certo un segreto. Già in passato vi avevamo riportato i ricavi da capogiro che l’opera free-to-play può generare soltanto in un giorno. Va da sé che molti hanno iniziato a porsi domande sull’effettiva efficacia del modello di business di un titolo che, di fatti, è completamente gratuito. Tra questi c’è il canale YouTube People Make Games, che ha fatto una semplice ricerca per comprendere meglio il modo in cui il publisher di Roblox genera denaro.

Roblox

L’utente spiega che Roblox ha una media di 200 milioni di utenti connessi al mese, di cui molti con età compresa tra i 9 e i 15 anni. Questo significa che un numero spropositato di giocatori del titolo è minorenne, molto più di altri giochi free-to-play presenti sul mercato. Le domande vengono alla luce nel momento in cui si analizza il modo in cui i livelli del gioco vengono creati: a realizzare le mappe sono i giocatori stessi, quindi gli stessi minorenni che poi ne fanno uso.

Per quanto l’idea sia interessante, e apparentemente perfetta per garantire il divertimento ai più giovani, da una parte comprendiamo subito le incertezze guardando le percentuali che i piccoli sviluppatori possono ricavare: si tratta soltanto del 24,5%. A gravare sulla situazione c’è una difficoltà molto elevata di poter portare il proprio gioco di Roblox nelle classifiche del marketplace, che conta oltre 20 milioni di mappe, costringendo quindi i giovani sviluppatori a sperare di ottenere successo e ricavare denaro.

Ancor peggio è il metodo di pagamento, che avviene in Robux: per trasformare la valuta virtuale in soldi reali bisogna ottenerne ben 100 mila, che in conversione dovrebbero essere 1000 dollari. Il problema è che effettuando il trasferimento di denaro reale tramite il tasso della piattaforma, verrebbero accreditati soltanto 350 dollari. Senza poi contare che anche solo poter ricevere denaro reale bisogna avere l’abbonamento premium, al costo di 5 dollari.

Insomma, il canale People Make Games ha portato alla luce dei chiari difetti di un sistema che, almeno all’apparenza, parrebbe davvero sfruttare il lavoro di giocatori spesso minorenni per popolare ancora di più Roblox e, di conseguenza, ricavare denaro grazie alle microtransazioni. Per il momento, ci teniamo a precisare, non sono partite class action o denunce di alcun tipo, ma speriamo che la situazione venga approfondita ulteriormente al fine di chiarire alcuni punti e tutelare gli utenti minorenni.

Se vi piacciono i giochi sandbox come Roblox ma volete avere più libertà creativa sulla vostra console, potete provare Dreams per PlayStation 4.