Alla Gamescom 2025 abbiamo avuto modo di provare con mano decine e decine di giochi, parlare con talentuosi game director e incontrare anche qualche collega che non vedevamo da tempo. Quello che non ci saremmo mai aspettati di fare era però sicuramente partecipare a un concerto heavy metal, capace di incantare per oltre un’ora e mezza migliaia di persone all’interno di un padiglione della Koelnmesse.
Ed è invece proprio quello che è successo, dato che grazie a Wargaming, il publisher dietro a World of Tanks e World of Warship oltre che il futuro World of Tanks Heat di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa, abbiamo potuto assistere al magnifico spettacolo offerto dai Sabaton e dalle loro memorabili canzoni.
Prima che salissero sul palco abbiamo poi anche avuto l’onore di parlare con due membri della band, Pär Sundström e Chris Rörland, e, con grande nostro piacere, abbiamo scoperto essere anche loro dei videogiocatori. Musica, storia, videogiochi e anche aneddoti del passato: questi sono stati solo alcuni degli argomenti che abbiamo toccato insieme a loro nella nostra intervista, che potete trovare comodamente di seguito.
Pär: Amo i videogiochi più di quanto li giochi effettivamente. Se la giornata durasse più di 24 ore, giocherei di più. Nonostante il poco tempo a disposizione ne compro molti e il mio account Steam è enorme, ma non riesco a giocarne neanche una minima parte. Adoro l'atmosfera dei videogame e guardo tantissimi trailer, che mi spingono a comprarli, ma poi non ci gioco. La dura vita degli adulti insomma.
Il progetto è stato messo in stand-by per un po', fino a quando non abbiamo avuto un po' di tempo libero, perché la vita di una band metal è ciclica. Abbiamo cicli intensi quando pubblichiamo un nuovo album e facciamo un tour, e poi una fase meno attiva quando lavoriamo su nuova musica. È stato durante quel periodo di pausa che abbiamo deciso di realizzare il gioco. Per me è molto interessante avere un piede in entrambi i mondi. La conoscenza di ciò che abbiamo fatto con i Sabaton e l'esperienza nell'organizzazione di un festival sono state tutte inserite nel gioco.
Chris: Sì, anche i miei figli, che hanno otto anni, non credevano che fossi io quando ho mostrato loro le foto di noi nel gioco. Mi hanno detto: “Non sei tu”. Io ho risposto: “Sì, sono io!” e loro: “No, non ti assomiglia”, ma sono davvero io, nella versione pixelata!
Pär: Io ho un'esperienza simile, anche se non completamente ufficiale: c'è una mod per Fallout: New Vegas in cui io sono un personaggio che cerca gli spartiti perduti di una canzone che ha dimenticato come suonare. Qualcuno ha creato quella mod e io ho prestato la mia voce.
L'ultima volta che abbiamo suonato, forse 4.000 persone saltavano su e giù nel pomeriggio. Voglio dire, possiamo suonare per molte più persone, ma non tutti saltano su e giù tutto il tempo, specialmente quando non hanno bevuto molta birra e non è sabato sera. Sono qui per la loro passione per i videogiochi, poi vedono una band metal, ne rimangono affascinati e iniziano a saltare. È davvero speciale essere su quel palco e sentire quell'energia quando è così inaspettata.
Penso che qui ci siano gruppi più grandi di amici che vanno a queste convention rispetto a quelli che vanno a un concerto metal. Forse vengono qui con 10 persone, poi vengono tutti risucchiati dallo spettacolo e dicono: “Oh, andiamo a fare festa!”. Penso che per loro sia più divertente.