PlayStation

Sony PlayStation batte cassa, gli editori pagano

Quando si parla di gioco online su console, Sony può contare su un vantaggio enorme: con la PS3 si  gioca online gratuitamente, mentre con la Xbox360 circa 60 euro l'anno, salvo promozioni.

Peccato che quel che è gratis per i giocatori è costoso per gli editori, forse troppo costoso: dallo scorso ottobre, infatti, Sony chiede un balzello di 16 centesimi per GB scaricato, direttamente alle software house che sviluppano i contenuti, probabilmente per bilanciare i costi legati al traffico generato, o forse solo per tamponare i bilanci.

La tassa si applica per i primi 60 giorni di permanenza online, per i contenuti gratuiti, ed è permanente per i contenuti aggiuntivi, come le mappe. Se una demo da 1 GB, per esempio, viene scaricata un milione di volte, l'editore dovrà sborsare a Sony 160.000 dollari.

Peggio ancora, non c'è modo di sapere quanto costerà questo tiro mancino. Se una piccola casa produttrice pubblica una demo, non può prevedere se avrà successo, e a questo punto non può nemmeno sperare che ne avrà molto, perché gli potrebbe costare una cifra enorme.

Un bel problema per gli editori. Visto che possono distribuire gratuitamente i contenuti per PC e XBox360, potrebbero decidere di rinunciare al mercato PS3, restituendo la gatta da pelare a Sony, che tutto sommato ne ha già abbastanza, parlando di console.

Sony si sta dando la zappa sui piedi. Gli editori perderanno interesse nel pubblicare contenuti per questa piattaforma, che di conseguenza sarà meno interessante per potenziali nuovi acquirenti. Forse l'azienda non ha pensato a effetti collaterali molto gravi, ma non è il caso di sottovalutare questi aspetti, in tempi di crisi.

Forse siamo troppo pessimisti, ma sembra davvero che Sony stia facendo di tutto per rendere la vita facile a Microsoft, limitandosi a dichiarazioni di superiorità, che però non si riflettono nei risultati.

Restiamo, come sempre, in attesa di un taglio di prezzo.