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The Journey, Fifa 19 racconta l’ultimo capitolo della storia di Alex Hunter

Pagina 2: The Journey, Fifa 19 racconta l’ultimo capitolo della storia di Alex Hunter

Dal 2017 a oggi Fifa ha compiuto degli importanti passi in avanti, sia dal punto di vista del gameplay sia per quanto riguarda i contenuti. La simulazione calcistica di Electronic Arts ha saputo, tra l’altro, raccontare in tre episodi l’avventura di Alex Hunter, un ragazzino che ha coronato il sogno di diventare un campione partendo dal basso, dai campetti dietro casa, fino a raggiungere livelli forse insperati per la sua carriera.

Dopo i primi due capitoli affrontati in Fifa 17 e in Fifa 18, per la stella inglese si ritrova finalmente al suo ultimo atto, al compimento di tutte quelle speranze che coltivava sin da quando era giovanissimo e si avvicinava a dare i primi calci al pallone: grazie alla licenza della Champions League, tra l’altro, Electronic Arts ha allestito un palcoscenico di tutto rispetto per l’attore protagonista, così da concedere ad Alex la possibilità di entrare nel firmamento e vincere l’ambito trofeo internazionale. Stavolta, tra l’altro, accompagnato da due compagni di grandissimo rilievo.

L’esperienza degli Hunter

Il messaggio di The Journey in Fifa 19 è abbastanza chiaro e ci viene apparecchiato dinanzi agli occhi sin da subito, grazie a un quarto protagonista della nostra vicenda: perché oltre ad Alex Hunter, sua sorella Kim – chiaramente pronta a portarci con forza nel mondo del calcio femminile – e Danny Williams, miglior amico di Hunter, ci ritroviamo subito nei panni di Jim, il nonno di Alex. Proiettati diversi decenni nel passato, Fifa ci getta nella fanghiglia che ha reso il calcio uno sport sì duro, ma più concentrato sulla prestazione nel rettangolo di gioco, non necessariamente verde all’epoca. Hunter senior, che diventerà poi una carta da utilizzare in FUT con un modesto 77 di overall, ci trasmette quella grinta che suo nipote vuole riportare nel calcio moderno, quel messaggio molto chiaro che mette l’atleta dinanzi al divo, il calciatore prima del vip: prima viene la prestazione, dopo la telecamera.

Questa è la lezione che Alex Hunter, Danny Williams e Kim apprendono subito e mettono in pratica nell’ultimo atto di The Journey, offrendoci anche tre modi diversi di interpretare l’attività calcistica, con il primo del trittico che sta attraversando il suo momento più topico, ma allo stesso tempo anche più complesso da affrontare: d’altronde vi ritroverete a dover conquistare un ambitissimo trofeo, la Champions League, ma allo stesso tempo a vivere il peso dell’entourage che vi cura l’immagine, vi porterà a recitare nelle pubblicità scelte e a diventare testimonial dei prodotti che saranno più in linea alle loro esigenze. Non alle vostre. Insomma un percorso che non rappresenta un declino, ma un dover perennemente essere attento a ciò che vi circonda, a dosare attentamente le parole e le dichiarazioni post-gara, oltre a dover sempre ben figurare in quelle che sono le vostre prestazioni. Una vita ben diversa da quella che invece vivranno Danny Williams e Kim, fino all’epilogo finale, che gli autori hanno deciso di ricreare con una accorta duplice fine, capace di mettervi nelle condizioni di dover compiere determinate scelte, ponderate e ragionate, con l’unica finalità di dare un senso alla presenza di tre diversi attori protagonisti.

Vecchi e nuovi amici

L’aspetto della ramificazione, in ogni caso, viene proposto in diverse occasioni: scegliere tra Alex e Danny durante il corso dell’intera narrazione vi spingerà a dovervi anche legare a uno o all’altro, soprattutto quando vi ritroverete ad affrontarvi tra di voi – come nelle fasi iniziali, quando Danny Williams veste la divisa del Liverpool – e schierarvi da un lato o dall’altro. Capiterà, quindi, di dover anche ponderare attentamente verso quale direzione viaggiare, continuando a vivere in ogni caso tutte le ripercussioni delle decisioni prese anche nei capitoli precedenti. Tra queste, ad esempio, il rapporto burrascoso che Hunter aveva avuto con alcuni ex compagni di squadra, tra cui Toro Gallo: è qui che quindi Fifa ci conduce a una risoluzione di tutti i conflitti e a tutti i rapporti che erano stati messi in piedi negli ultimi due anni, completando una sceneggiatura che, pur non essendo da Oscar, riesce a intrattenere il videogiocatore che anela la coppa dalle grandi orecchie. In ogni caso il sistema di selezione dei personaggi, avendone tre a disposizione, ci permette anche di seguire una determinata trama e metterne in disparte un’altra, magari per seguire le vicende di Hunter e di Williams, lasciando indietro Kim, che vivrà il sogno della convocazione ai Mondiali con la rappresentativa femminile: sebbene tale opzione dia grande possibilità di scelta, è palese che le tre storie andranno a intrecciarsi nel tempo, quindi cercare di vivere il tutto seguendo i consigli di Fifa è ciò che vi risulterà essere più congeniale ai fini della narrazione.

Altra meccanica che arriverà a darvi un maggior inserimento all’interno della squadra è quella dei Mentori, ossia la possibilità di controllare anche altri giocatori all’interno del Real Madrid – per quanto riguarda Hunter – che vi aiuteranno ad aumentare le vostre statistiche: noterete all’inizio, infatti, che cercare di aumentare la vostra intesa con Carvajal vi darà un boost nella velocità, fino ad arrivare a migliorarvi in tutte le statistiche che riterrete opportuno per avere un giocatore completo. Ancora una volta, quindi, il rapporto all’interno dello spogliatoio sarà fondamentale e andrà necessariamente a incidere su quelle che saranno le prestazioni in campo, che in ogni caso vi porteranno sempre a rispettare gli obiettivi che il vostro allenatore detterà al fischio d’inizio: pena la sostituzione.

L’obiettivo della vita

Tutti e tre i personaggi, come potete ben immaginare, arriveranno a coronare quel sogno tanto atteso: Kim si ritroverà a giocare la finale Mondiale di calcio femminile con gli Stati Uniti, perseguendo quel quarto successo che tra l’altro vi porterà anche a sbeffeggiare, in maniera sportiva e anche emotiva, l’acerrima avversaria della sorella di Alex. Ciò che però maggiormente tiene alta la tensione è proprio la finale di Champions League, che vi metterà nella condizione scomoda di essere padroni del destino di due campioni che hanno raggiunto vette insperate della loro carriera: il successo dell’uno corrisponderà al fallimento dell’altro, per tutta l’intera durata dei quattro capitoli del terzo episodio di The Journey. Fino alla sorpresa finale, che metterà d’accordo tutti! Nell’attesa, quindi, di sapere come potrà mai continuare la story mode di Fifa, che probabilmente ci affiderà un nuovo campione, un nuovo corso, una nuova storia, non ci resta che lanciarci in supposizioni e teorie. Certo è che di Alex Hunter ci dimenticheremo difficilmente, perché se la sceneggiatura del terzo capitolo è quella più traballante, la regia e le inquadrature degli ultimi minuti ci regalano quella pelle d’oca che valorizza un prodotto che, tornando indietro di quattro anni, mai ci saremmo mai aspettati di poter vivere e di poter vedere.