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Transference: provata demo del progetto VR di Ubisoft

Annunciato durante l'E3 2017 destando non poca curiosità, Transference è un progetto nato dalla collaborazione fra Ubisoft e SpectreVision, piccola casa cinematografica statunitense fondata da Elijah Wood, il Frodo Baggins della trilogia de Il Signore degli Anelli diretta Peter Jackson. In arrivo il prossimo 18 settembre per Playstation 4, Xbox One, PC e giocabile in […]

Annunciato durante l'E3 2017 destando non poca curiosità, Transference è un progetto nato dalla collaborazione fra Ubisoft e SpectreVision, piccola casa cinematografica statunitense fondata da Elijah Wood, il Frodo Baggins della trilogia de Il Signore degli Anelli diretta Peter Jackson.


In arrivo il prossimo 18 settembre per Playstation 4, Xbox One, PC e giocabile in VR grazie a PSVR, Oculus Rift e HTC Vive, Transference punta a essere un'esperienza unica, basata sulla volontà di dare al format narrativo cinematografico l'impronta interattiva propria dei videogiochi e viceversa.
Un'idea ambiziosa, posta su una strada già battuta e che sempre più affascina sviluppatori e giocatori: molte delle produzioni degli ultimi anni, per quanto ancora prodotti tradizionali per l'industria, hanno puntato moltissimo sulla qualità dell'interpretazione dei loro personaggi e sulla cura di sceneggiatura e regia delle storie che hanno raccontato; il motion capture ha compiuto progressi straordinari, elevando a un nuovo livello il ruolo di volti e doppiatori nello sviluppo e garantendo risultati straordinariamente dettagliati e realistici, come visto in titoli recenti come Detroit: Become Human.

trasference elijah

Ubisoft e Spectrevision, tuttavia, si propongono qualcosa di leggermente diverso e altresì ambizioso: sfruttare il singolare background cognitivo ed esperienziale di ciascun utente per leggere in modo unico e personale l'intreccio del loro progetto, creando così un ponte tra percezione visiva e interattiva.

walter test case trascendence

Per quanto visto fin ora, la storyline del gioco ci porterà in una realtà dove è possibile raccogliere e immagazzinare artificialmente ricordi ed esperienze vissute di un individuo, trasformandoli in dati. Questi ultimi, come visto nei trailer del titolo, possono essere riprodotti e condivisi grazie a strumenti di realtà virtuale in grado di interpretarli, riproducendoli come in una simulazione.
Ricerche di questo tipo vengono condotte principalmente per studiare il cervello umano e capire come forti traumi possano alterare, anche in modo permanente, personalità e attitudini degli individui che vi vengono esposti. Da qui la scelta degli sviluppatori dare al titolo un'impronta da thriller psicologico: In Transference ci troveremo a vivere in prima persona l'esperimento di Raymond Hayes, una simulazione digitale corrotta e alterata della vita dello stesso ricercatore, della moglie Katherine e del figlio Benjamin. Risolvere il mistero celato dietro tale simulazione sarà il nostro obbiettivo e per raggiungerlo dovremo conoscere la storia di questa travagliata famiglia e risolvere i puzzle e gli enigmi che incontreremo, sfruttando i punti di vista di tutti e tre i personaggi.

trascendence blue

L'idea dietro il progetto è quella di elaborare un contesto narrativo in cui ogni giocatore possa avere una propria visione del trauma vissuto dai protagonisti, di leggere suoni e immagini con il linguaggio dato dalle proprie esperienze di vita pregresse.
Abbiamo provato The Walter Test Case, la demo rilasciata in occasione della Gamescom 2018, e abbiamo potuto avere una brevissima ma interessante anticipazione di cosa ci aspetta.

The Walter Test Case

Strutturata come un prequel ambientato diversi anni prima, l'inizio della demo ci mette difronte a una registrazione tecnica che ci prepara a un esperimento a cui stiamo per prendere parte. Scopo di quest'ultimo sarà sfruttare una recentissima tecnologia, ancora in via di perfezionamento, per rivivere, letteralmente, i ricordi di estratti da un soggetto test.
Dopo averci rassicurato sulla sicurezza dell'esperimento e averci comunicato che avremmo vissuto in prima persona frammenti della memoria di un individuo affetto da DPTS (disturbo da stress post-traumatico), veniamo catapultati direttamente nel cuore della demo, trovandoci in un appartamento nel 1993.
L'esplorazione dell'ambiente ci consente di interagire con diversi oggetti, con la possibilità di spostarci a piacimento in un periodo temporale successivo. Cambiare il punto di vista temporale permette di completare determinate azioni che ci consentono di risolvere l'enigma e dare un senso a ciò che osserviamo.
Diveniamo così testimoni di un importante trauma che ci viene raccontato dall'ambiente in cui ci troviamo: i messaggi nella segreteria telefonica, gli oggetti sparsi per la casa, le fotografie ai muri e le pareti dell'appartamento ci raccontano un bambino cresciuto con un'infanzia difficile, culminata in una tragedia familiare.  Seppur si tratti di una parte di narrazione soltanto laterale agli eventi che segneranno il titolo completo, non vogliamo dirvi oltre a riguardo in questa sede, lasciandovi modo di scoprirne i dettagli da soli.

trasference corridoio

Il potenziale narrativo per avvicinarci all'obbiettivo di mescolare cinema e videogiochi c'è, resta da vedere come sarà sfruttato. La demo provata tramite PsVr ci dato modo di apprezzare la forte atmosfera sui cui è incentrato l'intero progetto e di farci un'idea migliore su cosa offrirà il gioco completo, trovando buoni spunti anche sul fronte dei puzzle proposti.
In attesa di mettere mano sulla versione definitiva per un giudizio più esaustivo, Il nostro primo approccio con Transference è stato senz'altro positivo e ha acuito il nostro interesse che promette di essere un'avventura particolare e immersiva.


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