Ubisoft Toronto perde 40 sviluppatori in un nuovo giro di tagli che colpisce lo studio canadese, attualmente impegnato sul remake di Splinter Cell annunciato ormai oltre tre anni fa. La notizia arriva in un momento delicato per il publisher francese, che da mesi sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione interna con chiusure di studi, cancellazioni di progetti e rinvii a catena. Per i fan della serie stealth di Sam Fisher, però, c'è almeno una certezza: nonostante i licenziamenti, il remake proseguirà il suo sviluppo.
La conferma è arrivata direttamente da Ubisoft, che in una dichiarazione rilasciata a MobileSyrup ha sottolineato come questa decisione "non sia stata presa alla leggera" e non rifletta in alcun modo il talento o la dedizione del team coinvolto. L'azienda ha garantito ai dipendenti licenziati pacchetti di liquidazione e assistenza nel trovare nuove opportunità professionali, una prassi ormai standard ma che poco consola chi si ritrova improvvisamente senza lavoro in un'industria sempre più instabile.
Il remake di Splinter Cell era stato annunciato nel dicembre 2021 con la promessa di ricostruire il classico dello stealth "da zero", modernizzando grafica e design per adattarli alle aspettative dei giocatori contemporanei. Una scelta necessaria considerando che l'ultimo capitolo principale della serie, Blacklist, risale ormai al lontano 2013. Ubisoft aveva rassicurato i puristi confermando che il gameplay sarebbe rimasto lineare, senza deviazioni verso formule open world che hanno caratterizzato altri franchise del publisher come Assassin's Creed o Far Cry.
Nel corso dello sviluppo sono emersi alcuni dettagli interessanti. Una job listing del 2021 rivelava l'intenzione di aggiornare la narrativa "per un pubblico moderno", con l'obiettivo di conquistare nuovi fan oltre alla base storica della serie. Nel 2022 lo studio aveva poi condiviso alcuni concept art preliminari, precisando però che il progetto si trovava ancora in una fase "molto precoce" di sviluppo. Una tempistica che, a distanza di anni, solleva inevitabili interrogativi sullo stato effettivo dei lavori.
Oltre al remake di Splinter Cell, Ubisoft Toronto continuerà a contribuire come studio di supporto su vari progetti in co-sviluppo e team di servizio, mantenendo quindi un ruolo operativo all'interno dell'ecosistema produttivo del gruppo. Una strategia che riflette il modello di lavoro distribuito tipico delle major, dove gli studi collaborano su più titoli contemporaneamente piuttosto che concentrarsi su singole produzioni.
Questi licenziamenti si inseriscono nel più ampio piano di "reset organizzativo, operativo e di portfolio" annunciato da Ubisoft all'inizio dell'anno. Una ristrutturazione che ha già portato alla chiusura di due studi, alla cancellazione di sei progetti - tra cui spicca il remake di Prince of Persia: The Sands of Time - e al rinvio di sette giochi. Un ridimensionamento drastico che testimonia le difficoltà finanziarie e strategiche del publisher francese, alle prese con performance commerciali deludenti e un mercato sempre più competitivo.
Per i fan di Sam Fisher resta quindi da sperare che questi tagli non impattino ulteriormente sui tempi di sviluppo di un remake già avvolto nell'incertezza. La serie Splinter Cell rappresenta uno dei franchise più amati dell'era PlayStation 2 e Xbox originale, e il suo ritorno è atteso da una fanbase fedele ma ormai abituata a lunghe attese e silenzi prolungati da parte di Ubisoft.