Videogiochi, le IA fanno metà del lavoro e i licenziamenti non si fermano

Un'indagine recente su migliaia di professionisti dello sviluppo di videogiochi ha rivelato che quasi la metà di loro sta già usando l'IA sul lavoro.

Avatar di Giulia Serena

a cura di Giulia Serena

Editor

Il 2023 è stato un anno in cui, purtroppo, ci siamo trovati a parlarvi spesso di licenziamenti nel settore videoludico, con tantissime aziende che hanno deciso di liquidare una parte dei loro dipendenti, mentre altre sono fallite completamente. In molti hanno, dunque, iniziato a sostenere che i licenziamenti fossero causati dall'impiego dell'intelligenza artificiale, la quale, si suppone, possa sostituire gli esseri umani. Ma quanto viene davvero impiegata l'IA nello sviluppo dei videogiochi?

Un'indagine recente su migliaia di professionisti dello sviluppo di videogiochi ha rivelato che quasi la metà di loro sostiene che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa sono già in uso nei loro luoghi di lavoro. Tuttavia, una minoranza significativa di sviluppatori ha dichiarato che le rispettive aziende non sono interessate a tali strumenti o li hanno addirittura vietati.

Il rapporto del Game Developers Conference 2024

Il rapporto sullo stato dell'industria del Game Developers Conference 2024, pubblicato giovedì, riflette le opinioni di oltre 3.000 professionisti del settore fino a ottobre scorso. Benché l'indagine annuale, condotta in collaborazione con il partner di ricerca Omdia, sia in corso da 12 anni, è la prima volta che viene chiesto direttamente ai partecipanti del loro utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, DALL-E, GitHub Copilot e Adobe Generative Fill.

Il 49% degli sviluppatori partecipanti ha riferito che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa sono attualmente in uso nei rispettivi luoghi di lavoro. Questa percentuale comprende il 31% di tutti i partecipanti che utilizzano tali strumenti personalmente e l'18% che afferma che i loro colleghi li impiegano.

L'indagine ha, inoltre, evidenziato differenze nei livelli di adozione di tali strumenti tra i vari dipartimenti degli studi. Ad esempio, il 44% dei dipendenti del settore aziendale e finanziario ha dichiarato di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, rispetto al 16% nelle arti visive e al 13% nel dipartimento "narrativa/scrittura".

Tra coloro che hanno dichiarato che le loro aziende non utilizzano strumenti di intelligenza artificiale (38% dei partecipanti), il 15% ha indicato che le loro aziende sono "interessate" a esplorarli, mentre il 23% ha affermato di "non avere interesse". Inoltre, il 12% ha riferito che l'uso di strumenti di intelligenza artificiale non è permesso nella loro azienda, un dato che aumenta al 21% per coloro che lavorano presso i più grandi sviluppatori di titoli Tripla A. Ulteriori 7% hanno affermato che l'uso di determinati strumenti di intelligenza artificiale non è consentito, mentre il 30% ha indicato che l'uso di tali strumenti è "facoltativo" nella loro azienda.

La preoccupazione degli sviluppatori

Nonostante l'ampia adozione di strumenti di intelligenza artificiale, le preoccupazioni etiche circa il loro utilizzo persistono tra gli sviluppatori. Il 42% dei partecipanti ha dichiarato di essere "molto preoccupato" per l'etica dell'uso di intelligenza artificiale generativa nello sviluppo di videogiochi, mentre un ulteriore 42% ha dichiarato di essere "piuttosto preoccupato". Solo il 12% ha affermato di "non essere affatto preoccupato" riguardo a tali questioni etiche.

Le politiche aziendali sull'uso di strumenti di intelligenza artificiale variano notevolmente, con la maggioranza che afferma che le rispettive aziende non hanno una politica ufficiale in proposito.

Complessivamente, i partecipanti hanno espresso opinioni contrastanti sull'impatto dell'uso di strumenti di intelligenza artificiale, con il 21% che crede che sia positivo, l'18% che lo ritiene negativo e il 57% che prevede un impatto "misto".

Gli sviluppatori hanno indicato che gli strumenti di intelligenza artificiale sono principalmente utilizzati per assistere nella scrittura del codice, migliorare l'efficienza nella creazione di contenuti e automatizzare attività ripetitive, secondo il rapporto.