La storia di Wuchang: Fallen Feathers sta diventando un caso su come le tensioni politiche e culturali possano stravolgere completamente un videogioco. Quello che doveva essere un soulslike ambientato nella dinastia Ming si è trasformato in un campo di battaglia dove la narrazione originale è stata smantellata pezzo per pezzo.
Gli sviluppatori di Leenzee hanno infatti rilasciato una patch che ha letteralmente riscritto interi capitoli del gioco, trasformando boss storici in personaggi immortali che dopo essere stati sconfitti si limitano a "riposare" e conversare amichevolmente con la protagonista.
La situazione ha raggiunto livelli surreali quando i giocatori hanno scoperto che nel quarto capitolo metà dei nemici sono diventati non ostili durante quella che dovrebbe essere una rivolta. La protagonista ora arriva persino a dire "stanno solo dormendo" dopo aver trafitto l'Imperatore Drago con la spada, in una scena che ha dell'assurdo.
Il nazionalismo Han entra nei videogiochi
Per comprendere questa trasformazione bisogna addentrarsi nelle complessità della storia cinese e delle sue ripercussioni moderne. Il gioco è ambientato durante gli ultimi anni della dinastia Ming, un periodo che ha visto la transizione verso la dinastia Qing attraverso quarant'anni di guerre sanguinose. La differenza cruciale sta nel fatto che i Ming erano governati dagli Han cinesi, che oggi rappresentano la maggioranza della popolazione cinese, mentre i Qing erano guidati dal popolo Manchu, attualmente una minoranza etnica.
Alcuni giocatori di lingua cinese hanno espresso disappunto per l'assenza della dinastia Qing nella narrazione del gioco. Come scrive un recensore su Steam: "Nella costruzione della sua visione del mondo, questo gioco oscura selettivamente e completamente la figura storica cruciale della dinastia Qing, rendendola 'indicibilmente' assente dal testo e dall'ambientazione del gioco".
Una patch che cambia tutto
La risposta degli sviluppatori è stata drastica quanto controversa. Come ha osservato lo streamer LanceMcDonald, intere sezioni del gioco sono state modificate: "Non puoi più uccidere nessun boss o PNG storicamente significativo, e invece si limitano a essere 'esausti' e si rilassano dopo il combattimento per parlare con te". Questa soluzione ha avuto un impatto devastante sulla coerenza narrativa del gioco.
Il nazionalismo Han, secondo alcuni utenti che hanno tentato di spiegare la controversia, rappresenta una sorta di controcultura sviluppata dalle generazioni più giovani per opporsi al modo in cui la cultura cinese viene solitamente rappresentata nei media mainstream. Molti cinesi Han considerano l'era Qing come un periodo umiliante di dominazione straniera, e si aspettavano che la protagonista del gioco aiutasse gli Han a resistere ai Manchu.
Giocatori divisi e sviluppatori nel caos
Tuttavia, la situazione è tutt'altro che unanime. Numerosi giocatori cinesi hanno criticato aspramente questi cambiamenti, considerandoli assurdi e dannosi per l'esperienza di gioco. Un recensore scrive: "La narrativa storica un tempo accattivante è stata frantumata, le personalità dei personaggi sono crollate oltre ogni riconoscimento, e le premesse che un tempo suscitavano la mia empatia sono diventate prive di radici".
Un altro giocatore si chiede provocatoriamente: "Non sapete davvero chi sono i veri giocatori e chi sono i troll professionisti?" Questa divisione all'interno della comunità cinese dimostra come la questione sia ben più complessa di quanto possa apparire dall'esterno.
Resta da vedere se il Partito Comunista Cinese abbia avuto un ruolo diretto in queste modifiche, considerando che Leenzee ha sede a Chengdu. Quello che è certo è che gli sviluppatori hanno fornito spiegazioni minimali per cambiamenti così radicali, descrivendo laconicamente nella patch notes l'aggiunta di "dialoghi per alcuni PNG per completare alcune trame". Un eufemismo che nasconde una riscrittura completa della struttura narrativa del gioco, lasciando giocatori di ogni nazionalità perplessi davanti a un prodotto che sembra aver perso la sua identità originale.