Il panorama dei videogiochi indie si arricchisce di un capitolo malinconico con la chiusura di Midsummer Studios, lo studio fondato nel 2024 da Jake Solomon, veterano di Firaxis Games e mente creativa dietro titoli strategici di culto come XCOM 2 e Marvel's Midnight Suns. Dopo appena due anni di attività, Solomon ha annunciato via social la fine dell'avventura imprenditoriale, condividendo però un video del progetto su cui il team stava lavorando: un life sim basato su intelligenza artificiale generativa chiamato Burbank. La rivelazione ha immediatamente acceso il dibattito nella community, non solo per la chiusura prematura dello studio, ma soprattutto per le meccaniche AI-centriche del gioco, che hanno sollevato interrogativi sul futuro del game design e sul ruolo dell'intelligenza artificiale nello sviluppo videoludico.
Solomon, che ha trascorso 23 anni in Firaxis prima di lasciare l'azienda nel 2023, aveva fondato Midsummer Studios insieme a Will Miller, altro ex collaboratore dello studio dietro la serie Civilization. L'annuncio ufficiale dello studio era arrivato nel maggio 2024, con la promessa di rivoluzionare il genere dei simulatori di vita attraverso un approccio narrativo innovativo. Il progetto ambiva a fondere elementi tipici dei life sim con dinamiche ispirate a The Truman Show, permettendo ai giocatori di creare storie personalizzate per gruppi di personaggi attraverso prompt testuali elaborati da sistemi di AI generativa.
Il video condiviso da Solomon mostra una build pre-alpha di Burbank, evidenziando il funzionamento del sistema narrativo procedurale. I giocatori avrebbero dovuto inserire descrizioni e situazioni, mentre l'intelligenza artificiale avrebbe generato dialoghi, reazioni e sviluppi narrativi per i personaggi virtuali. Secondo Solomon, l'AI era implementata per gestire memoria, ragionamento e speech dei character, consentendo libertà creativa totale nella costruzione di scenari e protagonisti. Il game director ha sottolineato con orgoglio come il team avesse assistito a momenti in cui i personaggi "prendevano vita in modi mai sperimentati prima", un'esperienza definita speciale anche per uno sviluppatore con decenni di carriera alle spalle.
La scelta progettuale ha però generato immediate controversie nella community videoludica. Pur precisando che "tutta l'arte era creata dai nostri talentuosi artisti" e che lo studio non aveva alcun interesse nel sostituire sviluppatori con l'intelligenza artificiale, Solomon ha dovuto confrontarsi con critiche relative all'utilizzo dell'AI per script e voice acting. Diversi utenti hanno fatto notare nei commenti come writer e doppiatori siano parte integrante del processo di sviluppo, e che il materiale mostrato di Burbank suggerisse proprio una loro sostituzione tramite sistemi automatizzati. Il tema dell'AI generativa nel gaming resta uno dei più divisivi del settore, con posizioni contrastanti tra chi vi vede opportunità creative e chi teme conseguenze negative per l'occupazione nelle professioni creative.
In un'intervista rilasciata a VGC nel maggio 2024, Solomon aveva descritto la visione dietro il progetto con entusiasmo tangibile. "Siamo decisamente un life sim, ma più focalizzati sulla storia, sulle relazioni nel tuo mondo", aveva spiegato. "Non puoi giocare senza scrivere una storia. Lo vedo almeno tanto come un giocattolo quanto come un gioco vero e proprio. Lo considero come un Minecraft narrativo". L'ambizione era chiara: offrire strumenti per l'espressione creativa illimitata, trasformando ogni sessione di gioco in un'esperienza di storytelling collaborativo tra giocatore e sistema AI.
La chiusura di Midsummer Studios evidenzia le sfide concrete che gli sviluppatori indipendenti affrontano quando tentano di innovare con tecnologie sperimentali. Nonostante il pedigree di Solomon e l'esperienza del team, il progetto non è riuscito a raggiungere una fase di sviluppo sostenibile. Le ragioni specifiche della chiusura non sono state divulgate, ma la combinazione di tecnologia controversa, sviluppo ambizioso e mercato competitivo ha probabilmente contribuito alle difficoltà di finanziamento o posizionamento commerciale. Il messaggio di Solomon trasuda comunque orgoglio per il lavoro svolto: "Abbiamo costruito uno studio, abbiamo realizzato un gioco, e sono davvero fiero di entrambi".