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5G, il consumo energetico potrebbe aumentare fino al 170%

Il 5G sta diventando realtà. È questa la sensazione che abbiamo provato passeggiando tra i padiglioni del Mobile World Congress. Dietro il grande potenziale del 5G,però, si nasconde una grande minaccia rappresentata dalla quantità di energia che la nuova rete richiederà. È questa una delle preoccupazioni di Vertiv – società che fornisce servizi alle infrastrutture critiche – che entro il 2026 prevede un aumento del consumo energetico tra il 150% e 170%. 

Il nuovo standard di rete connetterà ogni tipo di dispositivo: dagli smartphone agli oggetti dell’Internet Of Things, passando per le applicazioni in campo industriale e medico. In un report di novembre 2018, CISCO ha previsto che, entro il 2022, ci saranno ben 28,5 miliardi di dispositivi connessi e gli utenti globali rappresenteranno il 60% della popolazione mondiale. È evidente, dunque, come le infrastrutture 5G dovranno essere in grado di sostenere alti carichi di lavoro, garantendo allo stesso tempo una riduzione del consumo energetico globale.

La questione del consumo energetico riguarda tutti: dagli operatori agli utenti finali, senza dimenticare l’importanza dal punto di vista ecologico e ambientale. Una maggiore efficienza energetica si tradurrà in una riduzione dei costi di gestione delle celle 5G e – di conseguenza – in un calo generale dei prezzi delle tariffe da parte degli operatori di telefonia. Secondo quanto riportato da The Guardian, l’industria delle telecomunicazioni potrebbe utilizzare il 20% di tutta l’elettricità mondiale entro il 2025. Il tema è quindi di particolare attualità e rende le aziende del settore sensibili e attente alle soluzioni che potrebbero essere adottate per sostenere la pervasività della tecnologia 5G e al contempo garantirne la sostenibilità.

A tal proposito, abbiamo avuto l’occasione di affrontare l’argomento con Giordano Albertazzi, Presidente di Vertiv per Europa, Medio Oriente ed Africa a margine del Mobile World Congress 2019. In questa occasione, Vertiv ha reso noti i risultati di una ricerca condotta con il centro di ricerca 451 Research prendendo in esame ben 100 operatori telefonici. Se da un lato emerge un certo ottimismo sui servizi che il 5G porterà e sull’interazione con l’Edge Computing per alleggerire i data center, dall’altro lato il 90% degli intervistati teme un aumento del consumo energetico e si è mostrato interessato a soluzioni in grado di migliorare l’efficienza energetica.

Come detto in apertura, questa paura è confermata da un’indagine interna che ha mostrato come l’arrivo del 5G comporterà un aumento del consumo energetico totale tra il 150% e 170% entro il 2026. Per spiegare in che modo il 5G richiederà maggiore energia a causa di tutti i nuovi scenari prospettati che causeranno una maggiore densità di traffico, Albertazzi fa un esempio molto efficace. È come avere un numero maggiore di automobili che consumano meno: il consumo singolo è ridotto, ma quello globale aumenta.

Questo stesso scenario è stato prospettato precedentemente da Emil Björnson – professore associato presso la Linköping University in Svezia – il quale ammette che anche se le singole small cells richiederanno meno energia, il consumo energetico totale di una rete aumenterà in quanto saranno necessarie molte più small cells per coprire un’intera area. Queste, infatti, sono pensate per avere una portata limitata e una copertura che varia da poche decine di metri fino a un paio di chilometri. Proprio per questo, attualmente risulta difficile prevedere quale sarà il consumo netto.

Il ricercatore svedese, però, si dice fiducioso e crede che la situazione migliorerà con il tempo, con l’evoluzione tecnologica e con l’uso di energie rinnovabili. Un esempio è rappresentato dalla possibilità di utilizzare le stazioni base 5G in modalità dormiente, cioè potranno smettere di trasmettere ogni qualvolta non è richiesta la connessione a differenza delle reti 4G che trasmettono anche quando non è necessario.

In questo contesto, diventa ancora più importante l’utilizzo dell’Edge Computing, il sistema di elaborazione basato sul cloud che di fatto elabora le informazioni ai margini della rete e le invia ai data center in dimensioni ridotte. Questo porterà a una riduzione della latenza, a una maggiore velocità di risposta e a un risparmio di banda. Secondo Gartner, infatti, entro il 2022 il 50% dei dati generati dalle aziende verrà gestito al di fuori dei data center a fronte dell’attuale 10%.

Vertiv non ha trascurato questo aspetto evidenziando che il 37% degli operatori telefonici ha già implementato l’Edge Computing mentre il 47% prevede di farlo. Per questo, l’azienda ha definito quattro principali archetipi di Edge Computing e i principali requisiti tecnologi per identificare i casi d’uso più adatti a trarre vantaggio dall’implementazione tempestiva della tecnologia 5G.

“Analizzando cosa significa veramente l’edge in tutte le sue forme – dalla distribuzione di contenuti ai veicoli autonomi – possiamo aiutare i nostri clienti, partner e altri stakeholder ad accelerare e a concentrarsi sulle proprie strategie edge“. È quindi centrale mitigare l’impatto energetico riguardo l’adozione massiva del 5G ed è necessario sin da ora ipotizzare delle soluzioni che possano rendere questa tecnologia sostenibile.

A tal fine, Vertiv, grazie al suo know-how, intende intensificare la collaborazione con le telco per sviluppare al più presto programmi di efficienza energetica. Secondo Albertazzi, infine, il tema dei consumi è già immediato per i fornitori di servizi anche se la diffusione avverrà in maniera graduale. Le soluzioni devono essere trovate tempestivamente ed è necessario identificare i casi d’uso e le applicazioni che potranno essere rapidamente adottate. È questo uno dei rari casi in cui interesse economico e interesse per il bene comune combaciano. “Il settore delle telecomunicazioni sarà spronato a trovare soluzioni per un’ottimizzazione energetica anche per una questione di costi di erogazione dei servizi 5G”.

Già oggi, Vertiv fornisce delle misure in grado di ridurre i potenziali ostacoli all’adozione del 5G come per esempio Energy Savings as a Service (ESaaS), il risparmio energetico come servizio, attraverso cui l’azienda si impegna a gestire, a valutare e a manutenere le infrastrutture critiche. Nell’indagine, infatti, il 90% degli intervistati si è detto interessato all’ESaaS. Proprio in relazione a questa soluzione, Vertiv ha ottenuto il premio come miglior progetto per efficienza energetica da parte di Telefónica, la compagnia di telecomunicazione spagnola la cui collaborazione è stata annunciata un anno fa sempre in occasione della fiera catalana.

Tuttavia, l’introduzione di qualunque innovazione deve fare i conti oggi con la sostenibilità ambientale e, nel caso affrontato con Vertiv, sostenibilità energetica. Il tema è molto caldo e, come visto, le aziende del settore sono impegnate nella ricerca delle soluzioni e nell’adottare servizi idonei a gestire le infrastrutture critiche indispensabili per supportare le telecomunicazioni in maniera sostenibile e a costi ridotti.