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Amazon e Google: super progetti per ridurre le emissioni

Amazon e Google hanno confermato grandi progetti e investimenti per ridurre le emissioni e politiche green.

Sostenibilità, energia rinnovabile e ambiente sono diventate due grandi priorità per Amazon e Google. In queste ore hanno svelato progetti ambiziosi e investimenti di miliardi di dollari che strizzano l’occhio agli obiettivi dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas serra, e non solo.

Amazon ha annunciato la nascita del progetto “The Climate Plegde“, in collaborazione con Global Optimism. L’obiettivo è di raggiungere gli obiettivi fissati dal patto di Parigi con 10 anni di anticipo (2040 invece che 2050). Nello specifico l’azienda promette di ridurre a zero le emissioni di carbonio entro il 2040 e di usare il 100% di energia rinnovabile entro il 2030. Inoltre ha previsto l’ordine di 100.000 veicoli elettrici Revian per le consegne (già a partire dal 2021) e un investimento di 100 milioni di dollari in progetti di riforestazione in tutto il mondo per iniziare a rimuovere il carbonio dall’atmosfera da subito.

“Abbiamo smesso di stare nel gregge su questo tema: abbiamo deciso di utilizzare le nostre dimensioni e scala per fare la differenza”, ha dichiarato Jeff Bezos, CEO e fondatore di Amazon. “Se una azienda con infrastruttura fisica come quella di Amazon, che consegna più di 10 miliardi di prodotti all’anno-può raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi 10 anni in anticipo, allora qualsiasi azienda può farlo. Parlando con altri CEO di aziende globali sto riscontrando un forte interesse nell’unirsi a questo impegno. Le grandi aziende che firmeranno The Climate Pledge manderanno il segnale importante al mercato intero che è arrivato il momento per tutti di investire nei prodotti e servizi che i firmatari necessiteranno per tener fede ai loro impegni”.

“Le decisioni coraggiose di grandi aziende faranno una gran differenza nello sviluppo di nuove tecnologie e industrie per spingere una economia a basse emissioni”, ha aggiunto Christina Figueres, già direttrice alle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici e socio fondatore di Global Optimism. “Con questa decisione Amazon aiuta anche molte altre aziende ad accelerare la propria via per la decarbonizzazione. Se Amazon può impegnarsi a raggiungere obiettivi così ambiziosi e implementare cambiamenti significativi a livello globale, noi crediamo che molte altre aziende possano essere in grado di fare lo stesso e accetteranno la sfida. Non vediamo l’ora di avere altri partecipanti”.

Google invece ha stipulato una serie di accordi per 1.600 megawatt (MW) di energia rinnovabile. Nei recenti 18 nuovi accordi verranno coinvolti siti negli Stati Uniti, Cile ed Europa. Si parla di energia da impianti fotovoltaici per 720 MW complessivi, in Nord Carolina (155 MW), Sud Carolina (75 MW), e Texas (490 MW). In Sud America, 125 MW di capacità di energia rinnovabile alla rete che rifornisce i nostri data center in Cile. Infine, quasi la metà (793 MW) della nuova capacità di energia rinnovabile acquistata sarà localizzata in Europa, in particolare in Finlandia (255 MW), Svezia (286 MW), Belgio (92 MW) e Danimarca (160 MW).

Nel complesso, questi accordi accresceranno il nostro portfolio mondiale di energia solare ed eolica di oltre il 40 percento, così da arrivare a 5.500 MW – equivalenti alla capacità di un milione di tetti fotovoltaici. Una volta che tutti questi progetti saranno attivati, il portfolio di energia carbon-free produrrà più elettricità di una zona come Washington D.C.

“Con i recenti acquisti, il nostro portfolio di energia rinnovabile aumenterà di oltre il 40 percento”, spiega Google. “Questi accordi daranno anche inizio alla costruzione di nuove infrastrutture energetiche per oltre 2 miliardi di dollari, con l’inclusione di centinaia di turbine eoliche e milioni di pannelli solari distribuiti su tre continenti. La nostra attività sulle energie rinnovabili ammonta oggi a 52 progetti, per un valore complessivo di oltre 7 miliardi di dollari in nuove costruzioni e migliaia di relativi posti di lavoro“.

Da rilevare che verrà applicato il cosiddetto criterio di “addizionalità”: non vengono acquistate forniture da infrastrutture di energia solare o eolica esistenti, ma si punta su accordi di lungo periodo che permettono lo sviluppo di nuovi progetti.

Previsti anche due nuovi finanziamenti di Google.org, per offrire un ulteriore supporto alle organizzazioni che ampliano l’accesso all’energia pulita per tutte le aziende – da un negozio di fiori a un grande centro per l’abbigliamento a una startup.