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Amazon ti offre 5mila dollari per licenziarti: accetti?

Amazon una volta all'anno ti lascia una busta con 5mila dollari sul tavolo. "Se vuoi, sei libero di andare via, ma per piacere non farlo". L'offerta puzza di zolfo, ma è diabolicamente geniale. Serve a rinsaldare i rapporti ogni anno, come fanno le coppie di fatto (non sposate). Non ci si promette amore eterno, ma un sodalizio che si rinnova ogni anno di fronte alla prova più ardua, in questo caso quella del denaro facile.

Il programma si chiama "Pay to Quit" e l'ha illustrato per la prima volta l'AD Jeff Bezos nella lettera agli azionisti. "È stato inventato da quegli ingegnosi ragazzi di Zappos, e i centri di evasione Amazon vi stanno avendo a che fare", scrive il fondatore di Amazon. "Pay to Quit è semplice. Una volta all'anno offriamo ai nostri dipendenti la possibilità di licenziarsi".

Soldi in busta

Il primo anno di lavoro sul piatto vengono messi 2mila dollari, dopodiché ogni anno l'offerta sale di mille dollari fino ad arrivare a 5mila. Ovviamente l'azienda spera che l'offerta non venga accettata. E allora perché farla?

"L'obiettivo è di incoraggiare la gente a concedersi un momento e pensare a ciò che realmente vuole. Nel lungo periodo un dipendente che sta in un posto dove non vuole non è salutare per se stesso e per l'azienda", prosegue Bezos.

Negli Stati Uniti dove il tasso di disoccupazione è in media del 7,3% (U.S. Bureau of Labor Statistics), e fondamentalmente in calo costante dal 2010, forse è un po' più facile trovare un altro lavoro. Quindi è comprensibile che il "Pay to Quit" possa davvero fare una selezione intelligente. In Italia però con la disoccupazione al 13% (Eurostat febbraio 2013), in ascesa dal 2010, e disoccupazione giovanile quasi al 50% probabilmente quella cifra non l'accetterebbe nessuno. E poi detta tutta di aziende dal destino (quasi) sicuro come Amazon non ce ne sono tantissime.