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Amazon Web Service in Italia, ci aiuta a trovare gli alieni con milioni di GPU

Amazon Web Service aprirà una Regione in Italia nel 2020, portando i propri server sul territorio nazionale. In vista un miglioramento dei servizi e della qualità.

Amazon Web Services sbarca ufficialmente in Italia con l’apertura di una nuova “regione” nel nostro paese all’inizio del 2020. Si chiamerà Region AWS Europe (Milan) e rappresenterà la sesta area di azione in Europa per il servizio, dopo Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito e Svezia, parte dell’infrastruttura globale di AWS.

In concreto, Amazon installerà nuovi server nei dintorni del capoluogo meneghino, e questo implicherà per gli utenti italiani migliori prestazioni – in particolare per quanto riguarda la latenza. La novità è importante anche per quelle aziende che legalmente devono tenere i dati su territorio italiano, e di conseguenza non possono ancora usare AWS per le proprie attività.

I servizi accessibili tramite AWS sono variegati, dal semplice storage online a complessi sistemi di cloud computing. “Le organizzazioni italiane”, spiega infatti il comunicato stampa, “disporranno nel proprio paese di infrastrutture per sfruttare tecnologie avanzate come gli analytics, l’intelligenza artificiale, i database, l’Internet of Things (IoT), il machine learning, i servizi mobili, le tecnologie serverless e molto altro ancora per spingere l’innovazione”.  In particolare, molte aziende rinunciano ad avere i propri server fisici per spostare tutto sull’infrastruttura di AWS, che offre stabilità e scalabilità a costi accettabili.

Tra le aziende italiane già clienti di AWS si contano nomi di rilievo come ENEL, Pirelli (che usa AWS per le proprie app, legate ai sensori nei pneumatici) e poi GEDI Gruppo Editoriale (La Repubblica, La Stampa e altri), che può scalare le prestazioni in tempo reale secondo la necessità.

“Un buon esempio è rappresentato dalle Elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, quando abbiamo visto il più alto picco di traffico mai osservato su Repubblica.it”, spiega il CTO di GEDI Gruppi Editoria, Luigi Lobello. Una giornata con contenuti aggiornati di continuo e un traffico enorme; “Per noi farlo on premise avrebbe richiesto centinaia di server in un datacenter grande come il campo da calcio dello stadio di San Siro, che sarebbe poi rimasto lì inutilizzato fino al picco successivo. Invece siamo stati in grado di farlo con sole 190 istanze di Amazon EC2″.

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), invece, usa AWS per le prestazioni da Supercomputer (High Perfomance Computing, HPC), senza doverne possedere uno proprio. Come spiega il direttore scientifico Filippo Maria Zerbi, il progetto per la ricerca di forme di vita fuori dalla Terra “richiede quantitativi molto elevati di potenza computazionale, necessita di milioni di ore di calcolo fornite mediante GPU di analisi e della capacità di archiviare centinaia di terabyte di dati. Gestire questo tipo di workload on premise sarebbe proibitivo a livello di costi, specialmente perché non abbiamo bisogno di una tale potenza computazionale ogni giorno. Grazie ad AWS i nostri ricercatori sono riusciti a realizzare questa ricerca con costi minimi fornendo le risorse in cinque minuti, contrariamente al passato quando erano necessarie diverse settimane, il che ci sta aiutando a rispondere alla domanda:Siamo soli nell’universo?.